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Treviso: l'archivio di Comisso diventa digitale

Nel cinquentesimo anniversario della morte dello scrittore, prende il via il progetto, che troverà compimento al termine del 2019. Numerosi i soggetti coinvolti.

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Treviso: l'archivio di Comisso diventa digitale

Si ricorda quest’anno il 50° anniversario della morte di Giovanni Comisso, avvenuta a Treviso il 21 gennaio 1969. La memoria sulla vita e l’opera del grande scrittore è stata tenuta viva in questi anni dall’Associazione Amici di Comisso, fondata nel 1979 e che da allora promuove il Premio letterario Giovanni Comisso.

L’Associazione apre quest’anno comissiano con la presentazione di un’importante iniziativa, la digitalizzazione dell’archivio di Giovanni Comisso conservato alla Biblioteca Civica di Treviso. Un progetto che, avviato nei mesi scorsi, troverà compimento al termine del 2019.

Il progetto è stato illustrato in una conferenza stampa presso il Museo Bailo con la presenza dell’Assessore ai Beni Culturali e Turismo della Città di Treviso Lavinia Colonna Preti, di Ennio Bianco, Presidente dell’Associazione Amici di Comisso, di Marina Grasso, Presidente Rotary Club Treviso e di Emilio Lippi, Direttore Biblioteca civica di Treviso.

L’Archivio è attualmente conservato alla Biblioteca civica di Treviso in 23 faldoni e comprende la raccolta acquisita dal Rotary Club Treviso nel 1974 dagli eredi dello scrittore, per il tramite di Enzo Demattè, e il fondo proveniente dalla donazione di Natale Mazzolà. Vi sono raccolti documenti preziosi, e ormai fragili, come, tra gli altri, le lettere ai genitori dal fronte della Grande Guerra, la documentazione, le foto e i disegni realizzati da Comisso nei suoi viaggi nel mondo, come quelli in Estremo Oriente e in Russia; le lettere ad autori come Joyce, Cremieux, Saba, Montale, Gadda, Vergani, Peyrefitte, Svevo, Guggenheim, Longanesi, De Chirico, Maccari e altri. Vi sono poi quaderni manoscritti, il carteggio con Filippo De Pisis, anche qui con cartoline e disegni inediti (e una piuma di Cocò, il pappagallo dell’artista ferrarese), ancora più raro perché De Pisis aveva distrutto tutte le sue lettere prima di morire. Vi è poi ampia documentazione dell’esperienza fiumana, con lettere di D’Annunzio, piantine delle fortificazioni della città, fotografie e lettere (come quelle con Guido Keller). 

La digitalizzazione consentirà, oltre alla catalogazione aggiornata del materiale, un’ampia fruizione di questi documenti per gli studiosi e gli appassionati della scrittura comissiana e di conservarne e proteggere i materiali.

La presentazione del progetto ha consentito di ricordare anche la donazione nel 1978 dei documenti da parte del Rotary Club di Treviso, allora presieduto da Anselmo Sorbara, al Comune di Treviso, il cui Sindaco era Antonio Mazzarolli. Da allora la Biblioteca Civica, diretta a quel tempo da Lucio Puttin, è diventata il principale riferimento documentale su Giovanni Comisso. Ed è interessante riandare anche al verbale della seduta del Consiglio Comunale del 30 giugno 1978, che formalizzò l’accettazione del fondo, dove veniva già allora posta grande attenzione alla catalogazione e fruizione dei documenti comissiani (coinvolgendo studenti universitari con appositi contratti a progetto).

«La digitalizzazione delle opere di Comisso permetterà di garantire una lunga vita a contributi di altissimo valore culturale», dichiara l’Assessore ai Beni Culturali e Turismo della Città di Treviso Lavinia Colonna Preti. «I contenuti potranno essere consultati e condivisi con maggior facilità e dare ulteriore lustro alla vita di questo grandissimo autore, che ha fatto la storia della letteratura italiana e della stessa Città di Treviso».

«Ringraziamo molto l’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Treviso», dichiara Ennio Bianco per l’Associazione Amici di Comisso, «per avere accolto la nostra proposta e assicurato la massima collaborazione fin dall’inizio del lavoro di digitalizzazione. Ringrazio inoltre Francesca Novello che con sensibilità e professionalità sta operando sui materiali comissiani, cogliendo importanti aspetti inediti che apriranno nuovi percorsi di conoscenza sulla vita e l’opera del nostro scrittore».

«Il 30 giugno 1978, dopo alcuni anni di pazienti ricerche e di accordi, il Rotary Club Treviso, per mano del presidente Anselmo Sorbara, ha donato alla Città di Treviso l’Archivio di Giovanni Comisso che il Club aveva acquistato nel 1974, quando era presieduto da Giuseppe Mazzotti», le parole di Marina Grasso, Presidente di Rotary Club Treviso». Oggi, nell’apprestarci a ricordare i settant’anni di attività del Club (iniziata il 21 luglio 1949) è un autentico onore, per tutti noi, ricordare uno dei numerosi momenti in cui il nostro servizio è stato particolarmente significativo per la memoria e per la cultura cittadina».

Emilio Lippi, Direttore della Biblioteca Civica di Treviso: «Dalla fine degli anni Settanta l'Archivio Comisso posseduto dalla Biblioteca Comunale costituisce un punto di riferimento imprescindibile per la conoscenza dello scrittore. Da qui sono partite numerose ricerche. che hanno portato alla realizzazione di importanti saggi critici su Comisso e di numerose tesi di laurea, anch'esse tutte conservate nella Biblioteca. Poter offrire oggi in forma digitale i contenuti contribuirà a diffondere la conoscenza di testi, carteggi e fotografie anche presso chi fisicamente non può accedere all'Archivio, dando un'ulteriore spinta alla valorizzazione del nostro grande concittadino».

Fonte: Comunicato stampa
Treviso: l'archivio di Comisso diventa digitale
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