L'angolo del diritto
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Come fare per recuperare un credito

Breve vademecum affinché si riesca a riavere i propri soldi o il compenso per il proprio lavoro.

Come fare per recuperare un credito

Le parole “recupero crediti” evocano scenari spesso terrificanti sia per il creditore che per il debitore. Eppure, sempre più spesso, imprenditori, fornitori, professionisti, ma anche i privati si trovano a dover fare i conti con un credito da recuperare. Ma allora, come comportarsi? Il primo consiglio è di non lasciar passare troppo tempo prima di farsi avanti con il debitore, vuoi perché prima si agisce, maggiori possibilità si hanno di recuperare interamente il credito, vuoi per non rischiare che il credito si prescriva, ovvero passi il periodo di tempo previsto dalla legge oltre il quale nulla è più dovuto dal debitore. Presa la decisione di attivarsi, il primo passo del creditore solitamente è quello di inviare una lettera al debitore intimandogli di adempiere alla propria prestazione (pecuniaria o meno); tale comunicazione, peraltro, ha anche la funzione di interrompere la prescrizione e di costituire in mora il debitore. Il debitore può rispondere ed adempiere al proprio obbligo oppure può far finta di niente esponendosi, tuttavia, all'avvio del vero e proprio recupero giudiziale del credito. Il creditore, quindi, potrà chiedere al Giudice competente di ingiungere al debitore di adempiere alla propria obbligazione e di pagare le spese legali. Detta ingiunzione, che si chiama decreto ingiuntivo, viene emessa dal Giudice solo sulla scorta della documentazione prodotta dal creditore (fattura, contratto, cambiale, ecc.) senza la partecipazione del debitore alla procedura. Ecco perché, accanto a condizioni tassative individuate dal legislatore per l'emissione di un decreto ingiuntivo (credito certo, liquido ed esigibile fondato su prova scritta), da rispettare a pena di inammissibilità e, quindi, rigetto del ricorso, è prevista anche la facoltà del debitore, a cui venga notificato un decreto ingiuntivo, di opporsi allo stesso così instaurando una vera e propria causa civile. Se invece il debitore, entro il termine di legge, non si oppone oppure l'opposizione non è fondata, il decreto ingiuntivo acquista efficacia di titolo esecutivo, ovvero di titolo idoneo a fondare la successiva esecuzione forzata. Quest'ultima, preceduta dalla notificazione dell'atto di precetto, si concreta con il pignoramento dei beni del debitore che può essere mobiliare se aggredisce beni mobili (auto, moto, barche, mobilio), immobiliare se mirato all'esproprio di proprietà immobiliari (case, terreni) o presso terzi quando ad essere aggredite sono somme di competenza del debitore ma detenute da un terzo (stipendi, salari, tfr, crediti del debitore verso un terzo). Certo, ad un profano, la procedura può apparire macchinosa e dispendiosa tanto da chiedersi se convenga veramente attivarsi. La risposta è si, non aspettate a far valere i vostri diritti!

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