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Disegno di legge Pillon: l’assegno di mantenimento ai figli è destinato a scomparire?

In quest’ultimo periodo si è sentito molto parlare del disegno di legge Pillon anche se non ancora entrato in vigore, perché fermo al Senato in attesa di essere discusso.

Disegno di legge Pillon: l’assegno di mantenimento ai figli è destinato a scomparire?

Il disegno di legge prevede alcune modifiche normative in materia di diritto di famiglia e più in particolare di mantenimento diretto dei figli da parte dei genitori separati, di piano genitoriale, di corresponsione di un indennizzo da parte del genitore non proprietario che rimane nella casa coniugale. La proposta di legge si prefigge di rimettere al centro la famiglia e i genitori restituendo a questi ultimi il diritto di decidere sul futuro dei loro figli, lasciando al giudice un ruolo residuale in caso di mancato accordo. Ma vediamo quali sono gli istituti trattati. Innanzitutto, quello della mediazione familiare obbligatoria per i genitori di figli minorenni che intendono separarsi; viene istituito un apposito albo in cui potranno confluire figure professionali, quali medici e avvocati, che avranno il compito di dirimere pacificamente i conflitti familiari, diminuendo in tal modo il contenzioso davanti ai tribunali. Nei ricorsi per separazione consensuale, il disegno di legge prevede poi l’obbligatorietà di presentare un piano genitoriale concordato che abbia a oggetto gli aspetti della vita dei figli, dai luoghi frequentati, al percorso scolastico, extrascolastico, educativo, alle frequentazioni parentali.  L’affido paritario è uno dei temi centrali della riforma; i figli al fine di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con i genitori, trascorreranno uguale tempo con il padre e con la madre o almeno dodici giorni al mese, compresi i pernottamenti. I figli, inoltre, avranno diritto a conservare rapporti significativi con i nonni e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Nel piano genitoriale dovrà essere indicata anche la misura e la modalità con cui ciascun genitore provvederà al mantenimento diretto del figlio. Il giudice stabilirà solo in casi strettamente necessari e solo in via residuale la corresponsione a carico di uno dei genitori, di un assegno periodico per un tempo determinato in favore dell’altro a titolo di contributo per il mantenimento del figlio minore. Nel  provvedimento emesso dal giudice saranno anche indicate le iniziative che dovranno essere intraprese dai genitori per giungere al mantenimento diretto. Ecco che in tal modo verrebbe a sparire l’assegno che un coniuge, secondo l’attuale normativa, è tenuto a versare all’altro per le necessità del figlio minore. Altra novità riguarda il genitore non proprietario della casa coniugale al quale la stessa viene assegnata. Secondo il disegno di legge in esame, egli sarebbe tenuto a corrispondere un indennizzo, pari al canone di locazione, al genitore proprietario.

Se siete interessati a qualche particolare argomento e volete che sia approfondito in questa rubrica, scrivete a: redazione@lavitadelpopolo.it.

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