L'angolo del diritto
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Gioco d'azzardo e tutela del patrimonio

Il demone del gioco d'azzardo quando prende di mira una persona può provocare seri problemi per sé e per i propri cari.

Gioco d'azzardo e tutela del patrimonio

Perché sì, il gioco d'azzardo patologico, definito Gap o Gambling dalla comunità scientifica o, più semplicemente, ludopatia, già dal 1980 è stato riconosciuto come malattia dall'associazione degli psichiatri americani. Anche nel nostro Paese, il fenomeno ha raggiunto numeri impressionanti, in incremento soprattutto tra le donne. Ma quando la ludopatia diventa un problema? Quando la persona colpita non riesce a resistere all'impulso di giocare d'azzardo e scommettere e, ciò, nonostante il soggetto sia consapevole di esporre sé e la propria famiglia a dei gravi pregiudizi non solo economici ma anche personali, familiari e lavorativi. E' solo di qualche mese fa la notizia rimbalzata sui media di un uomo di Palermo, disoccupato, ossessionato dal gioco, che ha perso tutto ai videopoker e che, pur di smettere, ha tentato di farsi arrestare distruggendo le auto di due carabinieri, sperando in tal modo di uscire dal tunnel. Prima di compiere gesti disperati, è bene sapere che la soluzione al problema esiste. Come tutte le dipendenze, riconoscere di avere un problema è il primo passo per risolverlo anche se l'approccio dovrà essere duplice, medico e legale. Per quanto riguarda il primo aspetto, ormai ogni Asl è dotata di un servizio per le dipendenze al quale l'interessato o i familiari possono rivolgersi per ottenere sostegno. Tuttavia, il più delle volte il giocatore compulsivo non ammette di avere un problema e non riesce a chiedere aiuto nemmeno con il supporto della famiglia. Ecco allora che, per evitare dissesti finanziari, la legge prevede dei meccanismi di tutela che possono essere adottati anche da soggetti diversi dal giocatore seriale. L'istituto più utile in questo caso è l'amministrazione di sostegno, procedimento con cui il giudice, a seguito del ricorso presentato dallo stesso giocatore o più di frequente dai familiari, nomina una persona, appunto un amministratore di sostegno, che affiancherà il ludopatico nel compimento degli atti di vita quotidiana e di gestione del patrimonio così contenendo i rischi a cui il giocatore d'azzardo espone sé e la propria famiglia. Sotto il profilo pratico, è necessario reperire gli elementi utili per permettere al giudice di applicare la misura di protezione in esame, operazione non sempre facile dovendo fare i conti con le norme a tutela della privacy. In ogni caso, colui che intende promuovere il procedimento giudiziale avrà diritto di ottenere dalle banche e dagli enti interessati la documentazione contenente i dati personali e sensibili del ludopatico e, ciò, in quanto l'amministrazione di sostegno viene promossa per far valere un diritto tutelato dalla Costituzione, preminente rispetto al diritto alla privacy, ovvero la salvaguardia della salute e del patrimonio del soggetto.

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