L'angolo del diritto
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Le sagre sono salve

Estate, tempo di sagre, feste patronali e manifestazioni di vario genere, ma anche di grande impegno da parte degli organizzatori che nella maggior parte dei casi sono associazioni di volontariato. Mantenere vive le tradizioni costa fatica, soprattutto alla luce delle norme da rispettare.

Le sagre sono salve

Nel 2017 è intervenuta la cosiddetta Circolare Gabrielli, emessa a seguito dei fatti di Piazza San Carlo di Torino del 3 giugno 2017, che al fine di garantire maggiore prevenzione e alti livelli di sicurezza per i cittadini in occasione di pubblici eventi, ha predisposto uno schema di modello organizzativo di security, ossia servizi di competenza delle autorità di Pubblica Sicurezza.
Purtroppo, però, tale sistema ha generato un impegno burocratico eccessivo a causa dei costi e delle misure da adottare che in taluni casi ha costretto gli organizzatori di eventi a rinunciare a tali manifestazioni.
Ecco, quindi, che il Ministero dell’Interno ha di recente emanato una nuova Circolare (n.11001/1/110/(10) del 18 luglio 2018), etichettata fin da subito “salva-sagre”, allo scopo di operare una rivisitazione delle precedenti linee guida di indirizzo, superando talune rigidità rilevate nell’applicazione pratica e nei contenuti del modello organizzativo e procedurale precedentemente fornito. Il tutto nel rispetto delle tradizioni storico-culturali e del patrimonio economico-sociale delle collettività locali. Meno restrizioni quindi  e più facilità di organizzazione per i piccoli eventi locali.
L’ultima circolare riduce il carico burocratico sulle spalle degli organizzatori di sagre ed eventi pubblici in genere e riporta la possibilità per i sindaci di firmare le autorizzazioni. Per le piccole manifestazioni, dunque, gli organizzatori dovranno presentare un’istanza al sindaco che rilascerà l’autorizzazione indicando lui stesso le misure di sicurezza da adottare, con il riscontro dell’ufficio tecnico comunale, ma senza più l’intervento della Commissione di Vigilanza.
I grandi eventi invece sono stati divisi in tre fasce a seconda della quantità di partecipanti (fino a 5000 persone, da 5.000 a 15.000, oltre a 15.000)  e sono state fissate le valutazioni del rischio e le relative linee guida, con piani di sicurezza più articolati e con il coinvolgimento di operatori dotati di specifiche competenze tecniche.

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