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Accoglienza profughi ucraini: gara straordinaria

In pochi giorni oltre 250 posti disponibili in famiglie e parrocchie. Caritas tarvisina sta predisponendo un modulo online per far incontrare domanda e disponibilità. Fondamentale il coinvolgimento delle Istituzioni, anche per l'assistenza sanitaria e burocratica

Parole chiave: ucraina (179), guerra (271), russia (71), accoglienza (198), profughi (254), caritas tarvisina (62)
Accoglienza profughi ucraini

C’è chi raccoglie prodotti di prima necessità e li invia nei territori di confine, dove i profughi ucraini arrivano in fuga dai bombardamenti, e c’è chi organizza il trasporto di queste persone con autobus o pulmini messi a disposizione da privati, aziende, parrocchie. Una straordinaria macchina della solidarietà che ora sta organizzando l’accoglienza di chi arriva nel nostro territorio.

Si tratta spesso di intere famiglie, composte quasi esclusivamente da donne (mamme e nonne) con bambini e ragazzi, famiglie che hanno lasciato uomini e giovani a difendere il loro Paese. In prima fila ci sono le istituzioni, le Prefetture, i Comuni, la grande rete del volontariato, e le comunità ecclesiali: la Diocesi, le parrocchie, le associazioni stanno mettendo in campo ogni risorsa possibile, coordinate da Caritas tarvisina, che dopo aver predisposto un indirizzo di posta elettronica a cui inviare queste disponibilità (accoglienza.migranti@diocesitreviso.it), ora sta preparando anche un modulo online grazie al quale sarà possibile indicare la tipologia di struttura, il numero di persone che è possibile ospitare e altre informazioni necessarie a organizzare al meglio l’accoglienza, facendo incontrare bisogni e offerta.

Continua, inoltre, la raccolta fondi attraverso i conti correnti della Caritas, per far fronte alle necessità di chi è ancora in Ucraina e nei Paesi di confine, aiutati dalla rete Caritas internazionale. “E’ una bella gara di solidarietà quella a cui stiamo assistendo - sottolinea don Davide Schiavon, direttore della Caritas diocesana -. Oltre a tante singole famiglie, si sono fatte avanti molte parrocchie, che stanno mettendo a disposizione spazi, e in particolare canoniche attualmente non utilizzate. Siamo arrivati a oltre cento disponibilità per un totale di circa 250 posti disponibili in case, appartamenti e canoniche. Ciò che raccomandiamo a tutti, anche a chi sta accogliendo spontaneamente nelle proprie case, magari grazie alle reti informali, è di rivolgersi sempre a Prefettura e Questura, per poter registrare queste persone e offrire loro ogni assistenza possibile, anche sanitaria e burocratica”.

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