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Adozioni, iter bloccati

L’appello alle Istituzioni dei coniugi Rasera, che dal 2015 attendono un’adozione internazionale dalla Cina: “Con la pandemia si è fermato tutto, così si aggiungono ulteriori traumi ai bambini”. I dati della Commissione internazionale sulle adozioni

Adozioni, iter bloccati

Fra le innumerevoli conseguenze negative che il Covid-19 ha generato, c’è anche l’allungamento dei percorsi e delle tempistiche degli iter di adozione, specie di quelle internazionali. “Nessuno ne parla, sembra un argomento invisibile, eppure il problema sussiste ed è particolarmente serio - a tratti drammatico - per le persone che lo vivono”.

Laura Grassato e Roberto Rasera sono due coniugi di Povegliano che già da alcuni anni hanno intrapreso un percorso di adozione internazionale con la Cina. “A fine 2015 abbiamo espresso la nostra prima disponibilità all’adozione; due anni dopo abbiamo affidato il nostro mandato ufficiale al Cifa, ente che ci supporta nelle pratiche di adozione di un bambino o di una bambina proveniente dalla Cina; nel 2018 i nostri documenti sono stati ufficialmente depositati presso il Governo di quel Paese.

In tempi cosiddetti normali, pre-pandemia, dovremmo già essere nella fase di abbinamento con il nostro bambino (i tempi medi di attesa solitamente si aggiravano sui 3 anni, più altri 6 mesi dopo l’abbinamento definitivo); in realtà, il Covid ha bloccato tutto, gettandoci in un mare di incertezze e di domande. L’unica certezza in questo momento è che il Cifa sta procedendo con le sue attività, compreso il supporto a famiglie adottive come la nostra e per fare pressione sui Governi dei Paesi dai quali provengono i bimbi in attesa di adozione. Per il resto, c’è un assoluto silenzio”.

Stanchi e preoccupati della situazione, a tratti scoraggiati, dopo aver confermato la loro volontà di continuare il percorso di adozione aperto con la Cina, Laura e Roberto Rasera qualche settimana fa hanno scritto alle massime cariche istituzionali del Governo italiano, per chiedere una presa di posizione. La lettera l’hanno inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro per gli Affari esteri Luigi di Maio, al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, alla presidente della Commissione adozioni internazionali nonché ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, all’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari.

“Abbiamo scritto noi, facendoci voce anche per tante altre famiglie che stanno vivendo la medesima condizione di attesa. A oggi, con nostro grande rammarico, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Tutte le famiglie adottive e chiunque si occupi di adozioni internazionali, conoscono molto bene le fatiche e la lunghissima attesa richiesta già in contesti normali; in questo periodo, la situazione sta diventando addirittura insostenibile. Le famiglie che hanno già avuto l’abbinamento con i bambini, non possono recarsi in Cina a incontrare i propri figli e portarli in Italia; chi, come noi, non ha ancora ricevuto l’abbinamento, vede allungarsi a dismisura i tempi di attesa”.

Ma la preoccupazione principale, spiegano Laura e Roberto, riguarda i bambini in attesa di una famiglia che li accolga. “Il contesto attuale, sta aggiungendo un ulteriore trauma a situazioni già di per sé difficili, in cui il tempo è fattore determinante affinché l’esperienza adottiva possa essere positiva ed efficace”.

Nella loro richiesta alle massime autorità dello Stato, i coniugi Rasera chiedono che siano attivate tutte le iniziative possibili in Italia, in un’azione corale e univoca delle Istituzioni nazionali, per “permettere l’ingresso immediato in Cina delle famiglie che hanno già ottenuto l’abbinamento e un loro rapido rientro in Italia, ovviamente in condizioni di massima sicurezza sanitaria. Al contempo, consentire un’immediata ripresa degli abbinamenti con le famiglie in attesa come la nostra. Il Governo Draghi ha più volte espresso la centralità della famiglia nel rilancio del nostro Paese, per questo siamo certi che il nostro appello non cadrà nel vuoto. Le richieste di adozione, come già le nascite, in Italia stanno subendo un trend negativo già da parecchi anni; queste difficoltà burocratiche, non fanno che peggiorare la situazione”.
Per alcuni Paesi, ad esempio dell’area sudamericana, le adozioni sono state sbloccate in questi mesi; la speranza è che questo possa verificarsi presto anche con la Cina.

Di sicuro, Laura e Roberto continueranno a far circolare il loro appello accorato a quanti hanno il potere di intervenire. (Federica Florian)

I DATI CAI
I numeri sono quasi dimezzati rispetto al periodo pre-Covid

Sono 245 le adozioni internazionali realizzate nel primo semestre del 2021. I dati sono diffusi nel periodico rapporto diffuso lo scorso luglio dalla Commissione adozioni internazionali, sulla base delle autorizzazioni all’ingresso in Italia, concesse dallo stesso ente. Si tratta di 25 adozioni in più rispetto a quelle concluse nel primo semestre del 2020 (quando erano state 220), caratterizzato dalla prima fase del Covid-19. In ogni caso, nonostante il flebile segno di speranza, si tratta di numeri dimezzati rispetto al primo semestre del 2019, quando le adozioni furono 458, e già si trattò di un numero in discesa rispetto agli anni precedenti.

Tornando al primo semestre 2021, si registrano 47 adozioni dall’India, 37 dalla Colombia, 20 dalla Bolivia, 26 dall’Ucraina, 21 dall’Ungheria. Praticamente annullati gli arrivi da Paesi di grande tradizione adottiva: una sola adozione dalla Russia, una dalla Bielorussia, zero dalla Cina.
Le procedure ancora pendenti (escluse quelle sospese) sono circa 2.700: in pratica per ogni famiglia che ha raggiunto il proprio sogno, ce ne sono dieci in attesa. I Paesi con più procedure pendenti sono India (376), Colombia (322), Federazione Russa (274).

Per quanto riguarda gli Enti autorizzati, quelli con più adozioni concluse nel primo semestre sono: Cifa (27), Spai (21), Lo Scoiattolo (16), Amici di don Bosco e Patrizia Nidoli (12), International Adoption e Bambarco (11). La Cai non ha invece fornito numeri relativi alle singole regioni.
Secondo la Cai, il secondo semestre, con la prevista ripresa delle adozioni nella Federazione Russa e con una maggiore facilità dei viaggi, dovrebbe portare a una più solida ripresa. (Bruno Desidera)

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