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Agricoltura, il Covid colpisce ma non affonda

Alessandra Liviero, coordinatrice di Mercati, Economia e Competitività di Veneto Agricoltura, ha presentato i dati relativi ai primi 9 mesi del 2020. Particolarmente colpiti gli agriturismi e i servizi offerti dalle aziende agricole

Agricoltura, il Covid colpisce ma non affonda

Quanto è stata penalizzante la pandemia per l’agricoltura? A fare una prima stima è stata Veneto Agricoltura che ha presentato in conferenza stampa venerdì 15 i dati dei primi 9 mesi del 2020 confrontati con lo stesso periodo del 2019. Ne risulta che, seppur meno penalizzato di altri settori, anche il comparto agroalimentare veneto ha registrato un calo, soprattutto in quei settori che sono stati per lungo tempo chiusi. Ad aprire i lavori, l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner: “Quelli presentati dalla nostra Agenzia regionale sono dati di grande utilità, necessari sia agli imprenditori agricoli che ai decisori politici per poter programmare la propria attività, più che mai oggi di fronte alle difficoltà del momento. L’agricoltura veneta, che nel 2020 ha usufruito di 148 mln/euro di contributi (sono state oltre mille le domande di aiuto pervenute da giovani imprenditori), si sta muovendo affinché vengano modificati i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti alle Regioni più virtuose”. Presente anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. La conferenza stampa è stata anche il debutto per il nuovo direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua.

Ad addentrarsi sui dati è stata Alessandra Liviero, coordinatrice di Mercati, Economia e Competitività di Veneto Agricoltura. Alla fine del terzo trimestre 2020 (ultimi dati disponibili) le imprese venete attive erano 61.695 unità (-1,4%), un dato in linea con l’andamento del settore nazionale che ha registrato anch’esso una diminuzione simile (-1%). Di contro, sempre nei primi nove mesi dello scorso anno, nel Veneto è stata registrata una crescita degli occupati agricoli del +10%, un andamento ben superiore rispetto a quello nazionale (+1,5%), ma in linea con quello dell’intero Nord-Est (+7%). In aumento gli occupati dipendenti (+42,4%), mentre diminuiscono gli indipendenti (-1,9%). Note positive arrivano anche dalla bilancia commerciale veneta che per la prima volta risulta in avanzo: il saldo positivo si è attestato infatti a circa +204 milioni di euro, in crescita del 96% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In pratica, le importazioni sono calate (4,9 miliardi di euro; -3,7%) più delle esportazioni (5,1 miliardi di euro per un -1,7%).

Il blocco imposto a bar, ristoranti, agriturismi e agli spostamenti si è fatto sentire sugli allevamenti e su aziende che riforniscono i locali. Particolarmente colpiti gli agriturismi e le attività dei servizi offerti dalle aziende agricole (fattorie didattiche, centri estivi in fattoria), che registrano perdite di fatturato nell’ordine del 50%.  Passando alle singole produzioni, per quanto riguarda i cereali e le colture industriali l’annata agraria 2020 ha registrato incrementi generalizzati a due cifre, recuperando le flessioni registrate nel 2019. Rese record hanno interessato il mais (+30,7%), la colza (+33,7%), il grano duro (+27,3%), il grano tenero (+16,7%), le barbabietole (+14%), il tabacco (+23%) e la soia (+9%).

Andamento altalenante per le colture orticole con performance positive per pomodoro (+6%), asparago (+11,6%), patate (+23,5%) e negative per radicchio (-12,6%), lattuga (-5%), fragole (-3%), ecc. Calano le superfici produttive: Veneto Agricoltura stima che le orticole in piena aria, che rappresentano oltre il 70% degli ortaggi coltivati in Veneto, si attestino a circa 19.100 ettari (-5,3%), mentre le orticole in serra vengono stimate a circa 4.100 ettari (-4,7%). Andamento climatico favorevole e problematiche di cimice asiatica più contenute hanno riguardato le frutticole. Buoni aumenti delle rese in particolare per melo (+29,9%), pero (+195%), ciliegio (+69,4%). In calo, invece, le rese per pesche nettarine (-41,6%) e kiwi (-24%). Annata eccellente per l’olivo, dopo l’infausto 2019. Buone notizie arrivano anche dal vigneto veneto che nel 2020 ha ottenuto una produzione di uva di circa 14,1 milioni di quintali (+6,9%) e 11,7 milioni di ettolitri di vino (+7%). La superficie vitata è salita a 92.804 ettari, +3,9%, di cui il 77,1% riguarda aree doc/docg, il 18,4% aree Igt e il restante 4,5% vitigni da tavola e varietali. Stabili i prezzi, mentre le conseguenze della pandemia interessano prevalentemente le chiusure delle frontiere e del canale Horeca. Eccedenza di latte in primavera con crollo dei prezzi alla stalla (-6%).

Anche il comparto zootecnico da carne veneto ha subito gli effetti del lockdown, seppure in maniera diversa a seconda della filiera produttiva. In forte diminuzione le macellazioni di bovini del -10%. Ma per un quadro più preciso bisognerà attendere i dati dl quarto trimestre.

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