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Alessandro Benetton: accordo con il collegio Pio X, "investimento per il territorio"

Importante accordo tra il Collegio vescovile Pio X di Treviso e “21 Investimenti”, il gruppo fondato e guidato da Alessandro Benetton, che in questa intervista esclusiva spiega il perché dell'iniziativa.

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Alessandro Benetton: accordo con il collegio Pio X, "investimento per il territorio"

L’importante accordo tra il Collegio vescovile Pio X di Treviso e “21 Investimenti”, il gruppo fondato e guidato da Alessandro Benetton, siglato la scorsa settimana, ha suscitato ampio interesse sulla stampa. E non poteva essere altrimenti. Da una parte il gruppo europeo di investimenti di Alessandro Benetton, che gestisce, con l’aiuto di 50 collaboratori, risorse per diversi miliardi di euro destinati alla crescita delle medie imprese in Italia, Francia, Svizzera e Polonia, e dall’altra lo storico istituto cittadino, il Collegio Pio X, dove lo stesso Alessandro Benetton ha iniziato il suo percorso di studi. La collaborazione procederà in due direzioni: 21 Investimenti acquisirà dall’Ente diocesi Palazzo Ancillotto, edificio in Borgo Cavour vicino al Pio X, dove trasferirà la sua sede, spostandosi dall’attuale in viale Felissent. Ma la parte più interessante dell’intesa, per le ricadute che avrà sul nostro territorio, riguarda l’offerta di borse di studio da parte di 21 Investimenti per le scuole del Pio X, la promozione dell’immagine e dell’offerta formativa del Collegio, il supporto all’istituzione di attività di orientamento post diploma per gli studenti che intendono recarsi all’estero per studio o lavoro e la proposta di esperienze di alternanza scuola-lavoro nelle imprese. E’ un po’ il sogno che tutte le scuole vorrebbero veder realizzato da quando esiste l’autonomia scolastica e i fondi per ampliare l’offerta formativa extra si devono cercare nel territorio. Anche l’alternanza scuola-lavoro, da anni auspicata su esempio di quanto avviene all’estero, con questo accordo e con la disponibilità di altri imprenditori a partecipare attivamente all’iniziativa, potrà concretizzarsi, puntando a stage legati più direttamente al percorso di studi degli allievi.
Nel Collegio Pio X, come detto, hanno studiato sia Benetton (al quale è stato assegnato il primo premio La Fonte) che Dino Furlan, amministratore delegato di 21 Investimenti. All’istituto cittadino l’imprenditore Alessandro Benetton, il cui nome è stato spesso associato negli ultimi anni a possibili incarichi politici, è particolarmente legato, come conferma in questa intervista esclusiva che ci ha concesso, tra i tanti impegni di lavoro.
Com’è nato questo interessante accordo con il Collegio vescovile Pio X e quali sentimenti la legano all’istituto scolastico cittadino che lei stesso ha frequentato?
Al Collegio Pio X mi lega un sentimento di affetto. Ho trascorso anni importanti del mio percorso di formazione e di crescita come individuo. La preparazione del Pio X mi ha permesso di affrontare gli studi negli Stati Uniti per poi proseguire l’attività come imprenditore. E’ fondamentale per i giovani poter contare su una preparazione che possa dare gli strumenti per affrontare il futuro. In un mondo in rapida trasformazione nel quale gli scenari futuri sono difficilmente prevedibili una formazione esclusivamente tecnica, per quanto d’eccellenza, non basta più.
Quale valore ha per la società che lei presiede investire nei giovani e nella loro formazione ad ampio raggio? Si è spesso parlato dell’importanza del rapporto scuola e impresa: è un modo questo per renderlo più esplicito e concreto?
Oggi purtroppo il dialogo tra il mondo universitario e il mondo delle imprese è debole. E’ un limite del nostro sistema. Ci vuole una evoluzione che minimizzi la distanza tra il termine del percorso accademico e l’ingresso nel mondo del lavoro. Ovviamente nella piena indipendenza del mondo dell’insegnamento. I giovani sono il futuro. E il loro futuro dipende anche da noi e dalle nostre scelte. Anche l’esito del referendum inglese ci dice che il rischio che corriamo è quello di avere una società spaccata tra generazioni, in netta contrapposizione rispetto ai Padri fondatori dell’Unità d’Italia e della Comunità europea.
21 Investimenti si augura che l’esempio sia seguito anche da altri imprenditori locali. Lo vede come un passo possibile già in tempi brevi?
Ci sono già imprenditori e manager di successo che hanno deciso di dare un supporto concreto al progetto. Noi crediamo che una buona impresa dia risposte a tutti gli stakeholder ben oltre gli azionisti. Una buona impresa oggi deve coniugare l’aspirazione al successo aziendale con la volontà di generare progresso sociale, gli ambiti non possono più essere svincolati. Noi di 21 Investimenti l’abbiamo sempre tenuto in considerazione. L’impresa ha responsabilità e ruolo sociale.
Palazzo Ancillotto diverrà l’unica sede di 21 Investimenti?
Sì, sarà la sede di 21 Investimenti a Treviso.
La sua società sostiene le medie imprese in 4 paesi europei, Italia, Francia, Svizzera e Polonia: quali similitudini e quali differenze nella capacità di crescita emergono in questi Paesi?
I Paesi in cui siamo presenti hanno molte similitudini. I problemi sociali sono sostanzialmente gli stessi, la crescita, l’occupazione giovanile e l’integrazione. Italia e Francia sono due mercati che dipendono fortemente dalla piccola e media impresa. La Polonia invece è un paese più giovane con una prospettiva economica più favorevole.
Lavorando il suo gruppo in ambito europeo, come vede l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue?
Per me il futuro è fatto di unione. I temi comuni tra i vari Paesi sono tanti, dalle migrazioni al riscaldamento del globo, dalla fame nel mondo alle guerre. Questi problemi possono essere risolti solo attraverso dei programmi e progetti comuni, quindi da una Europa più coesa e concreta. Mi auguro che lo choc del voto inglese possa essere un positivo stimolo per sognare e immaginarsi una Europa ancora più forte, una Europa migliore e più unita. Il mio augurio e il mio auspicio è quello che si attuino delle politiche che vadano in questa direzione.

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