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Alte aspettative dalla vendemmia 2020

Quest’anno ci sono tutti i presupposti per un’ottima vendemmia, che nel Veneto potrebbe raggiungere i 13 milioni di quintali, ma il meteo dovrà dare una mano perché da qui in avanti l’uva ha bisogno di giornate di sole, giuste temperature e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. 

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Alte aspettative dalla vendemmia 2020

Quest’anno ci sono tutti i presupposti per un’ottima vendemmia, che nel Veneto potrebbe raggiungere i 13 milioni di quintali, ma il meteo dovrà dare una mano perché da qui in avanti l’uva ha bisogno di giornate di sole, giuste temperature e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. Nei giorni scorsi, come abbiamo visto, non è andata proprio così: le piogge abbondanti che hanno interessato tutto il Veneto non sono affatto servite all’uva che sta maturando sulla pianta. Gli operatori vitivinicoli attendono così la stabilizzazione del meteo e il veloce ritorno delle calde giornate d’agosto. Va comunque sottolineato che finora il vigneto veneto ha goduto complessivamente di una stagione climatica ideale, che tradotto significa uve quasi ovunque sane e limitate malattie nelle vigne, ma i viticoltori sanno bene che non è certo questo il momento di abbassare la guardia.

Le primissime stime di produzione dell’annata vitivinicola 2020 sono state fornite questa mattina in occasione del “46° Focus sulle previsioni vendemmiali nel Veneto, nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna”, 2° evento del Trittico Vitivinicolo 2020 promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, Avepa, Arpav e CREA-VE, svoltosi sulla piattaforma ZOOM a causa delle restrizioni per Covid-19 e che ha visto la partecipazione di quasi 130 persone (ricordiamo che l’intera registrazione dei lavori è disponibile sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura; i video con la presentazione delle previsioni vendemmiali nelle diverse regioni italiane, in Francia e Spagna sono invece disponibili sul profilo YouTube dell’Agenzia; le slide su: www.venetoagricoltura.org).

“Se la vendemmia 2020 fa ben sperare – ha ricordato in apertura dei lavori l’Assessore all’Agricoltura del Veneto – è altrettanto vero che poi il vino va venduto e, purtroppo, la crisi per Covid-19 non ha certo aiutato quest’anno il comparto e l’intera filiera. Dovrà essere compito di tutti, Regione Veneto inclusa, dedicarsi con forza ancora maggiore alla promozione nei mercati internazionali dei nostri vini di qualità. Per centrare questo obiettivo sarà però necessario operare in squadra, coinvolgendo quindi cantine, consorzi e Istituzioni”.

Da parte sua, il Commissario straordinario di Veneto Agricoltura, ing. Alberto Negro, ha ricordato quanto sia importante per il comparto vitivinicolo operare al fianco di tecnici preparati, in grado cioè di cogliere le sempre nuove esigenze del vigneto, determinate anche dai cambiamenti climatici. Come per altre produzioni agricole, anche la viticoltura dovrà sempre più puntare sulla ‘precisione agronomica’, e su questo fronte l’impegno di Veneto Agricoltura non mancherà, perché la ‘viticoltura di precisione’ rappresenterà sempre più un percorso irrinunciabile”.

Vediamo ora, in estrema sintesi, quale è la situazione, ad oggi, nelle diverse aree vitivinicole del Veneto relativamente allo stato sanitario dei vigneti e alle previsioni di produzione quali-quantitative per i principali vitigni, dati analizzati questa mattina da Diego Tomasi del CREA-VE supportato da Francesco Rech dell’ARPAV-Servizio Meteorologico relativamente all’andamento meteo del primo semestre.

Il Report completo, con i dati di Avepa e dei tecnici del team del Trittico, costituito da tecnici di cantine e consorzi, può essere scaricato dal seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/wp-content/uploads/2020/08/Relazione-generale-2020.pdf

e di circa il 10% rispetto al 2019. Si stima, inoltre, un ulteriore incremento del 10% dovuto all’aumento di superficie vitata produttiva.

Padova e Rovigo

Nel complesso l’annata 2020 potrebbe raggiungere un livello qualitativo medio-alto, molto però dipenderà dall’andamento climatico del prossimo periodo. La siccità primaverile ha reso ottimale la fase di impollinazione, mentre le piogge di giugno/luglio hanno favorito una buona maturazione dei grappoli che risultano carichi. Il loro numero sulla pianta risulta essere inferiore rispetto alla scorsa vendemmia, ma questo aspetto è compensato dalla notevole dimensione. Relativamente ai vitigni Glera e Moscato Giallo si prevede quest’anno una produzione in linea con quella del 2019. Per il Pinot Grigio è previsto un +10% in pianura, mentre si hanno rese più contenute in collina; la siccità e le piogge degli ultimi mesi hanno infatti portato la pianta ad investire sui grappoli, generalmente di maggior dimensione e peso.

Relativamente al Merlot, si stima un calo -10/-12% (con una resa di circa 140 q/ha) rispetto al 2019 dovuto alla presenza di gemme ceche nella parte centrale degli archetti per le forme di allevamento Sylvoz e Capovolto. In provincia di Rovigo invece la produzione del Merlot è in linea con il 2019. Per il Raboso, nel 2020, nella la provincia di Padova la previsione produttiva della vendemmia 2020 è in linea con le produzioni 2019, mentre a Rovigo si segnalano produzioni abbondanti.

Treviso

Grazie alle ottimali condizioni meteo-climatiche fin qui registrate, a parte ovviamente le aree colpite da grandinate, si prevede in provincia di Treviso, principale polo vitivinicolo veneto assieme a Verona, una vendemmia con buona qualità uve. Per il vitigno Pinot Grigio si stima una riduzione di produzione del -15/-20% per effetto della scarsa fertilità delle gemme e di una approssimativa lignificazione dei tralci della precedente annata. Per il Glera si segnalano mediamente meno grappoli sulle piante ma gli stessi sono più pesanti, mentre la produzione è nella norma. Anche per Chardonnay e Pinot Bianco la produzione risulta essere nella norma, mentre per il Merlot dovrebbe essere in aumento del +10/+15% rispetto al 2019. Complessivamente si stima una produzione di 6.700.000 quintali di cui 6.000.000 di uve a bacca bianca e 700.000 a bacca nera. Va segnalato che i nuovi vigneti incideranno in modo marginale sulla produzione, considerato che nel 2019, rispetto al 2018, vi è stato un crollo di nuove superfici piantate.

Venezia

L’annata sembra essere buona, anticipata rispetto al 2019, con uve che presentano un alto valore in sostanze zuccherine. La produzione complessiva, allo stato attuale, sembra essere inferiore rispetto a quella del 2019, in particolare per il Pinot. Nello specifico il Pinot Grigio potrebbe avere un decremento del –10% rispetto al 2019, mentre Chardonnay e Glera un incremento rispettivamente tra il +5% e il 10% e del +5%. Le uve a bacca nera risultano essere nelle medie stagionali senza picchi né cadute di produzione. Non si segnalano particolari focolai di oidio e prenonospora. Anche nel veneziano l’entrata in produzione dei nuovi vitigni non incide significativamente sulla resa complessiva.

Fonte: Comunicato stampa
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