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Alternanza scuola lavoro: progetto con i giovani liceali per la parità di genere

Formare i ragazzi su parità di genere e inclusività, è questo lo scopo del progetto di alternanza scuola lavoro ideato dalla dottoressa Silvia Milani per Terziario donna-Confcommercio che coinvolge due classi terze dell’indirizzo Scienze umane dell’Istituto Duca degli Abruzzi di Treviso.

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Alternanza scuola lavoro: progetto con i giovani liceali per la parità di genere

Formare i ragazzi su parità di genere e inclusività, è questo lo scopo del progetto di alternanza scuola lavoro ideato dalla dottoressa Silvia Milani per Terziario donna-Confcommercio che coinvolge due classi terze dell’indirizzo Scienze umane dell’Istituto Duca degli Abruzzi di Treviso.
I giovani studenti saranno coinvolti per la durata di tutto il triennio e accompagnati a conoscere diverse realtà del territorio, istituzionali e di volontariato che affrontano quotidianamente problemi legati all’essere donna e all’inclusione sociale.
Quattordici i soggetti, pubblici e privati, che hanno firmato, lo scorso 26 marzo, l’accordo di partenariato che mette in rete tutte le risorse formative del progetto patrocinato dalla Camera di Commercio.
Durante l’anno scolastico i ragazzi sono già venuti a contatto con alcune di queste realtà come Filcams Cgil, che ha parlato loro della disparità di genere nel mondo del lavoro e il centro antiviolenza che ha affrontato i temi della violenza sulle donne.
Dall’11 di giugno gli studenti, coordinati dalle docenti Paola Schiavon e Giuseppa Garozzo, sono effettivamente operativi con uno stage in Provincia, all’ufficio Pari opportunità, durante il quale creeranno una campagna sociale sui temi della parità e della lotta alla violenza di genere. Dopo aver incontrato le Istituzioni nella giornata di lunedì, martedì 12 hanno seguito la lectio magistralis sulla comunicazione sociale dei professori Alberto Contri e Roberto Bernocchi di Pubblicità Progresso.
I docenti hanno iniziato con i fondamenti della comunicazione e spiegato come essa riesca a diventare virale attraverso il web per poi passare a confrontarsi con i giovani sui pregiudizi e gli stereotipi più diffusi sull’essere donna e l’essere uomo.
Da lì i relatori sono passati a illustrare come nascono i ruoli di genere, che in quanto schemi precostituiti tolgono libertà e limitano le aspettative individuali, e ad analizzare le pubblicità che venivano in mente ai giovani per concludere che le rappresentazioni offerte dalla pubblicità nei riguardi della donna si possono sostanzialmente riassumere in: modella sensuale, madre, donna gelosa e casalinga.
A questo punto è arrivato il momento di capire, attraverso diversi esempi visivi, come possono essere superati i ruoli sul posto di lavoro, a casa e all’interno della coppia grazie agli esempi di diverse pubblicità progresso.
Nel pensare e anche nel raccontare e nel leggere di un progetto come questo si può rischiare, da adulti, di dare per scontato l’interesse per i valori che si vuole trasmettere e che si ritengono importanti per la società e per le nuove generazioni, tuttavia parlando con alcune studentesse si comprende che non è esattamente così e che certe tematiche come le discriminazioni sul lavoro, le questioni sociali, le pari opportunità, il supporto alle persone fragili o la lotta alla violenza di genere sono molto lontani dal mondo dell’adolescenza, ed è per questo che ha ancora più valore proporle: “In psicologia, sociologia e anche in latino avevamo già affrontato i temi della comunicazione sociale, ma in generale il progetto, come per esempio l’incontro con Spazio Donna ci ha fatto rendere conto di una realtà che ci circonda e che non conoscevamo, ora siamo più interessate; all’inizio non capivamo, poi abbiamo compreso che i problemi che fanno parte della società sono problemi a cui un giorno potremmo andare incontro anche noi. Però ora sappiamo anche che c’è una rete di associazioni che può aiutare ad affrontare le eventuali difficoltà”.
I ragazzi proseguiranno con l’alternanza scuola lavoro durante l’estate, all’interno dei vari Enti pubblici e privati che aderiscono al progetto, e poi nei successivi due anni di liceo “attraverso una serie di esperienze teoriche e pratiche – come ha spiegato la consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità Lisa Tommasella – che li accompagneranno fino alla maturità aiutandoli ad acquisire competenze e consapevolezza delle questioni sociali”.

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