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Approvata la legge sul caporalato per dire basta allo sfruttamento

Soddisfatte associazioni e sindacati. Caritas: ulteriore passo verso una cultura della legalità. Campagna #FilieraSporca: punto di partenza importante. Coldiretti: estendere la tutela del lavoro nei campi anche ai prodotti importati.

Parole chiave: caporalato (4), legge (118), agricoltura (72), sfruttamento (13)
Approvata la legge sul caporalato per dire basta allo sfruttamento

Soddisfatte associazioni e sindacati:molti i  commenti dopo l’approvazione in via definitiva alla Camera dei deputati del ddl su “disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”. 

 Caritas italiana impegnata sul territorio italiano con il Progetto Presidio, che ha fatto finora emergere dallo sfruttamento oltre 3.900 lavoratori migranti, plaude all'approvazione. Questa norma "ci rafforza nella lotta alla piaga dello sfruttamento lavorativo che colpisce indistintamente italiani e stranieri. È un ulteriore passo verso una cultura della legalità che sempre più dovrà interessare la lunga filiera del lavoro agricolo a partire dal datore di lavoro per arrivare alla grande distribuzione". Tra le varie misure previste da questa legge, "l'allargamento del reato anche attraverso l'eliminazione della violenza come elemento necessario e' un altro aspetto che riteniamo molto importante e sul quale avevamo chiesto di intervenire in più occasioni", come ha osservato in conclusione l'organizzazione. "Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo il via libero definitivo della Camera. Di "vittoria di un Paese civile e moderno" ha parlato invece Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil nazionale. "Circa 400 mila lavoratori sfruttati nei campi ora possono avere un futuro diverso - ha aggiunto Galli -, grazie ad una legge che introduce inasprimenti delle pene per i caporali e per le imprese che ad essi ricorrono, l’arresto e la confisca dei beni guadagnati violando le regole”. Con la legge appena approvata, si legge inoltre in una nota congiunta di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, e Luigi Sbarra, segretario generale della Fai Cisl, "l'Italia guadagna una legislazione aggiornata, con norme penali stringenti e più forti strumenti di contrasto partecipato". La legge, aggiunge la nota della Cisl, introduce "innovazioni di grande rilievo che devono essere accompagnate da una seria e capillare azione di vigilanza e controllo da parte delle autorità preposte". Il plausso arriva anche da Coldiretti, che chiede di estendere la tutela del lavoro nei campi "anche ai prodotti importati che sono ottenuti anche dallo sfruttamento del lavoro minorile che riguarda 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro".

Per le organizzazioni che aderiscono alla Campagna #FilieraSporca, l’approvazione del testo è “un punto di partenza importante”, ma ora serve più trasparenza sull’intera filiera. “All’azione meramente repressiva – ha dichiarato Fabio Ciconte, di Terra! Onlus e portavoce della campagna –  è necessario affiancare quanto prima una legislazione basata sulla prevenzione, e dunque sulla trasparenza della filiera. Una pressione corale sulla Grande Distribuzione Organizzata e sugli altri punti chiave della catena, che contribuiscono a determinare i prezzi e le derive amorali del mercato del lavoro, è possibile soltanto a partire dall’adozione di una etichetta narrante. Serve per questo un cambio di paradigma che rimetta al centro la dignità delle persone e riempia di senso il concetto di made in Italy, prima che rimanga soltanto un guscio vuoto”.

Fonte: Redattore Sociale
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