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Artigiani di Asolo e Montebelluna contro l'abusivismo

Oltre 43 miliardi di mancato gettito fiscale in Italia, un giro d’affari di 270 milioni e 27mila lavoratori coinvolti nella sola provincia di Treviso:dall'associazione di categoria parte una campagna che coinvolge 15 comuni.

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Artigiani di Asolo e Montebelluna contro l'abusivismo

Oltre 43 miliardi di mancato gettito fiscale in Italia, un giro d’affari di 270 milioni e 27mila lavoratori coinvolti nella sola provincia di Treviso: il fenomeno dell’abusivismo e del lavoro sommerso ha assunto proporzioni enormi. Proprio per dare un segnale e una risposta concreta a questa situazione, le associazioni di categoria lanciano una campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo e per la legalità, a sostegno delle aziende in regola. «Un impegno - spiega il presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna Fausto Bosa - assunto a tutela di tutte le imprese che ci mettono la faccia, sopportando il peso di una forte pressione fiscale, osservano le norme in materia ambientale e di sicurezza, realizzano prodotti e servizi sicuri e garantiti, contribuendo alla ricchezza del territorio creando posti di lavoro. Raccogliamo ormai quotidianamente il loro disagio, alcune realtà sono state costrette a chiudere, piegate dalla concorrenza sleale degli abusivi. Una situazione di fronte alla quale è necessaria una risposta forte e congiunta: ecco perché le associazioni di categoria hanno chiesto la collaborazione anche delle amministrazioni locali».
Dall’elettricista che lavora completamente “in nero” alla parrucchiera che ha trasformato la propria casa in un salone di bellezza, dall’impresa edile che impiega muratori senza contratto all’ambulante che vende merci di dubbia provenienza fino alle lavanderie a gettoni che offrono servizi di stiro o sartoria anche se la legge non lo consente: l’elenco delle situazioni irregolari in cui ciascuno si imbatte quotidianamente è davvero lungo, anche se non sempre c’è una percezione corretta, da parte dei cittadini, del danno effettivo creato da realtà di questo tipo e del rischio di sanzioni a cui il cliente si espone, tanto che in molti casi prevale un atteggiamento di giustificazione e assoluzione.
La campagna contro l’abusivismo coinvolge 25 Comuni del territorio tra Asolo e Montebelluna, a cui le categorie hanno chiesto sostegno e collaborazione. Il percorso nasce su impulso di un protocollo siglato lo scorso aprile a livello provinciale da associazioni di categoria, sindacati e Associazione Comuni della Marca Trevigiana. A livello territoriale la campagna è promossa da Confartigianato AsoloMontebelluna, Cna Asolo, Cna Montebelluna, Coldiretti Treviso e Ascom Asolo: lo scorso 10 luglio i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria coinvolte hanno incontrato i sindaci per presentare la loro proposta, accolta con favore: un impegno che i Comuni dovranno ora formalizzare attraverso l’approvazione di una delibera in consiglio comunale.
Sono previste attività di sensibilizzazione e di sostegno all’azione di contrasto dell’abusivismo da parte degli organi di controllo competenti: oltre alla realizzazione di materiali informativi distribuiti in oltre 10.000 copie nell’area, è prevista l’istituzione punti di raccolta delle segnalazioni di presunte irregolarità presso le associazioni di categoria e i Comuni aderenti. E’ prevista inoltre la costituzione di un osservatorio permanente sul fenomeno, che nasce dalla volontà di coinvolgere per la prima volta attorno a un unico tavolo le associazioni di categoria, i Comuni e gli organi di controllo. La prima riunione del nuovo organismo, che dovrà facilitare il coordinamento e lo scambio di informazioni fra i diversi soggetti, è prevista per settembre.
 «Le imprese che operano nel rispetto delle regole - spiega Paolo Bassani, presidente regionale Confartigianato Edilizia - spesso sono controllate in ogni aspetto e soggette a sanzioni anche per errori o inadempienze minimali, mentre le segnalazioni di situazioni di presunta illegalità, particolarmente diffuse nel mio settore, in molti casi cadono nel vuoto. È arrivato il momento di dire basta a questa situazione».
L’incontro con i Comuni del 10 luglio è stato anche occasione per mettere a fuoco alcuni aspetti del fenomeno, che sono stati oggetto di dibattito. Particolarmente efficace la testimonianza di alcuni artigiani che hanno descritto la loro situazione. Paolo Bortolazzo è titolare di una ditta di Borso del Grappa specializzata nella produzione di articoli per il ricamo, uno dei tanti “esempi” di eccellenza artigianale presenti nel territorio. «La mia produzione è tutta rigorosamente Made in Italy, con tessuti di qualità. Non trovo giusto che mentre io mi impegno per operare nella legalità mi trovo a fare i conti con la concorrenza di abusivi che vendono indisturbati nei mercatini artigianali allestiti in occasione di feste ed eventi di piazza, proponendo merce di dubbia provenienza a prezzi stracciati, spesso dietro il paravento della beneficienza».
Natalino Comin, giardiniere di Montebelluna, ha raccontato tutto il suo disagio nel doversi confrontare con “colleghi” che operano in nero: «Io sono costretto a seguire tutta una serie di corsi di formazione obbligatoria per garantire la mia professionalità e la sicurezza, mentre loro lavorano senza avere nessuna qualifica. Per smaltire il verde, devo seguire le complesse e costose procedure previste dal Sistri, mentre c’è chi si limita a conferire il verde all’ecocentro come fosse un privato cittadino e può permettersi di applicare tariffe che per me sarebbero insostenibili. È una situazione davvero intollerabile…».  
 

Fonte: Comunicato stampa
Artigiani di Asolo e Montebelluna contro l'abusivismo
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