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Artigiani: l'export cresce ma c'è il "problema Germania"

Il presidente Bonomo: "Questi dati eccellenti nascondono un problema serio. Distratti a lungo dai possibili effetti negativi della Brexit che, ad oggi, non ci sono stati anzi, l’Inghilterra continua a crescere (+5% rispetto ai primi 9 mesi del 2018), abbiamo in qualche modo perso di vista il rallentamento della Germania, nostra prima destinazione".

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Artigiani: l'export cresce ma c'è il "problema Germania"

Hanno corso, nei primi nove mesi del 2019, le esportazioni venete sia nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI), salite del +1,4%, a 20,2 miliardi di euro che nel manifatturiero regionale (+0,9%) raggiungendo i 46,6 miliardi di euro. I dati sono relativi alla ultima rilevazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto su dati ISTAT.

“Tutto bene quindi? Si chiede Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto- Purtroppo no. Questi dati eccellenti nascondono un problema serio. Distratti a lungo dai possibili effetti negativi della Brexit che, ad oggi, non ci sono stati anzi, l’Inghilterra continua a crescere (+5% rispetto ai primi 9 mesi del 2018), abbiamo in qualche modo perso di vista il rallentamento della Germania, nostra prima destinazione, calata nei nove mesi del -0,4%. Ventisette milioni di euro in meno che -prosegue Bonomo-, pur nella esiguità della cifra rispetto agli oltre 6 miliardi di euro di esportazioni pari al 13,1% del totale export manifatturiero regionale, sono indicatori di un rallentamento da un lato costante -la Germania è calata in tutti e tre i trimestri- e soprattutto concentrato sui nostri prodotti top: -10,9% prodotti tessili, -8,7% prodotti di elettronica, -7,4% abbigliamento, -6,6% apparecchiature elettroniche e -6,4% articoli in pelle (comprese le calzature) e pelliccia”.

Tornando ai numeri, si consolida la crescita della quota di export manifatturiero veneto verso i Paesi dell’UE28 che raggiunge il 61,3%, con un aumento di +1,2% rispetto al medesimo periodo 2018. Le crescite più consistenti hanno riguardano l’export diretto in Spagna (+11,8%), Inghilterra con +5% e Francia (+4,2%). Nonostante tutto la Germania si conferma il principale Paese importatore Intra UE (13,1% dell’export manifatturiero veneto); segue la Francia, con il 10,7%. Mentre continua a soffrire l’Extra UE, solo in lieve aumento a livello regionale (+0,4%). Tra i principali paesi di sbocco, l’incremento più significativo ha riguardato l’India (+22,8%). Seguono Emirati Arabi (+12,4%), Canada (+9,7%) e Stati Uniti (+8,0%). Una crescita quest’ultima, pari a 297 milioni di euro in più, particolarmente significativa dato che gli Usa sono il prima paese extra UE per acquisto di beni veneti con quasi 4 miliardi di euro di valore nei primi 9 mesi.

Nel corso del periodo indicato sono diminuite sensibilmente le esportazioni manifatturiere verso la Turchia (-14,8%), la Cina (-13,2%) e Hong Kong (-6,4%). L’export diretto in Russia è rimasto invece stabile (0,6%).

Concentrandosi infine sui settori ad alta concentrazione di MPI, essi rappresentano il 43,5% del totale delle esportazioni manifatturiere e rispetto al medesimo periodo del 2018 hanno registrato un aumento di +1,4%. Si osserva dunque una crescita più marcata rispetto al resto dei settori (+0,9%). Tra l’export di settori ad alta concentrazione di MPI, a pesare maggiormente sono i prodotti delle altre industrie manifatturiere (23% del totale MPI) e gli articoli in pelle – escluso abbigliamento (20,9% del totale MPI). Relativamente alla destinazione, nei primi 20 mercati di sbocco si concentrano 15.461,9 milioni di euro, pari al 76,7% del totale. Il 59,8% delle esportazioni dei settori MPI è diretto verso Paesi dell’UE28, mentre il restante 40,2% è destinato a Paesi Extra UE28. Dal punto di vista dinamico, la crescita di +1,4% dell’export di settori ad alta concentrazione di MPI è data dall’incremento di +3,8% del traffico verso i Paesi extra UE28, mentre in riferimento ai Paesi UE28 si è registrata una flessione pari a -0,2%. La Germania si conferma il primo destinatario dei prodotti made in Veneto dei settori MPI (12,2% dei settori MPI) registrando, in questo caso un leggero incremento 0,5%; seguono a breve distanza Francia (11,9%) e Stati Uniti (9,7%). Sempre considerando i primi 20 Paesi di sbocco, le esportazioni di settori ad alta

concentrazione di MPI hanno registrato crescite significative verso gli Emirati (+15,1%), Svizzera (+11,5%) e gli Stati Uniti (10,1%).

“Il “problema Germania” è più significativo del previsto -conclude Bonomo-. Cala la sua manifattura che acquista meno macchinari, calano i consumi di abbigliamento pelletteria e calzature made in Veneto, rischia infine di andare sotto pressione il comparto auto per i possibili dazi USA sull’automotive che potrebbe scaricarsi sulla nostra filiera della metalmeccanica. Non sono fenomeni che possiamo modificare ma conoscerli ed interpretarli in chiavi di contromisure è una azione che come Confartigianato Imprese Veneto stiamo facendo per le nostre imprese”.

Fonte: Comunicato stampa
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