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Aspettando l'Adunata: oltre 600 alpini al bosco delle Penne mozze

Accorato il discorso del presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un  periodo di crisi, violenze, paura. “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”.

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Aspettando l'Adunata: oltre 600 alpini al bosco delle Penne mozze

Oltre 600 alpini hanno partecipato sabato scorso alla cerimonia natalizia nel Bosco delle Penne Mozze, a Cison di Valmarino. Un appuntamento tradizionale, giunto alla 21a edizione, che quest’anno ha assunto un tono più solenne, in quanto preparatorio alla grande Adunata del Piave, in programma a Treviso dal 12 al 14 maggio 2017. L’evento infatti è stato patrocinato dal Comitato Organizzatore dell’Adunata e organizzato dalle quattro Sezioni ANA di Vittorio Veneto (in primis poiché il bosco rientra nel territorio di competenza), Conegliano, Valdobbiadene, Treviso; erano presenti tutti e quattro i presidenti sezionali: Francesco Introvigne, Giuseppe Benedetti, Valentino Baron, Raffaele Panno insieme al presidente del Comitato del Bosco Claudio Trampetti. Tra le autorità i sindaci di Cison Cristina Pin e di Follina Mario Collet con la fascia tricolore mentre il sindaco di Conegliano Floriano Zambon ha voluto essere alpino tra gli alpini. Presenti inoltre i consiglieri nazionali Renato Genovese e Michele Dal Paos (componenti del COA) e il Colonnello comandante del 7° Reggimento Alpini Antonio Arivella nonché il presidente della Sezione ANA di Belluno Angelo Dal Borgo e una delegazione di alpini abruzzesi; 7 i vessilli sezionali, oltre ai 4 trevigiani Belluno, Bolognese Romagnola, Venezia e un totale di 120 Gagliardetti.

Emozionante l’immagine del Bosco al tramonto con le 2403 stele dedicate ai soldati trevigiani caduti e centinaia di alpini schierati.

Accorato il discorso del presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un  periodo di crisi, violenze, paura. “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”.

Alla pace facevano riferimento i brani sulla prima Guerra Mondiale letti durante la cerimonia coordinata da Roldano De Biasi, vicepresidente Sezione ANA Vittorio Veneto: tutte lettere dal fronte nella quali non si parlava di morte e immani sofferenze, che pure ci sono state, ma di racconti sulle tregue di Natale accese come lumi lungo le linee del fronte in tutta Europa, Italia compresa.

La lettura è stata arricchita dal canti del Coro Col di Lana diretto dalla maestra Sabrina Carraro e dalle preghiere del diacono Gino Poletto. Suggestiva la benedizione dello spadino di Giacomo Lucheschi, originario di Colle Umberto e allievo della Scuola Militare Teuliè di Milano.

Infine l’accensione del ceppo natalizio il cui scopo in questi tempi bui è: “illuminare le nostre case ma anche il nostro cuore”.

Fonte: Comunicato stampa
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