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Aumenta in Veneto il fondo per la non autosufficienza

Zaia: "Il provvedimento integra il fondo regionale per la non autosufficienza per il 2014 aumentando di 13,5 milioni di euro il pacchetto di risorse ad esso destinato per rispondere con omogeneità di servizi ed efficacia di prestazioni ai bisogni della popolazione veneta anziana e disabile”.

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Aumenta in Veneto il fondo per la non autosufficienza

“Per il Veneto restano centrali le politiche a favore delle persone più deboli e delle loro famiglie. Lo dimostriamo con il provvedimento odierno che integra il fondo regionale per la non autosufficienza per il 2014 aumentando di 13,5 milioni di euro il pacchetto di risorse ad esso destinato per rispondere con omogeneità di servizi ed efficacia di prestazioni ai bisogni della popolazione veneta anziana e disabile non autosufficiente”.

Lo ha detto Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, presentando oggi ai giornalisti, nel consueto punto stampa di Palazzo Balbi a seguito della riunione di Giunta, il provvedimento che ha integrato con oltre 55 milioni di euro il Fondo regionale per la Non Autosufficienza per il 2014 (21,5 milioni  ripartiti alle Ullss e provenienti dal fondo nazionali e 34 milioni in gestione accentrata regionale che saranno destinati con successivi provvedimenti) che arriva così a 748.903.450 euro rispetto ai  693.457.118 euro fissati dalla delibera del luglio scorso. Il Fondo regionale per la Non Autosufficienza è destinato alle Aziende Ullss per il 98% e per il rimanente 2% alla gestione accentrata regionale.

Alle Aziende Ulss, precisa il comunicato della Giunta regionale, “vanno 715 milioni di euro così suddivisi: residenzialità e centri diurni area anziani 461,5 milioni; residenzialità persone con disabilità 67,5 milioni; centri diurni per disabili 82,2 milioni; servizi domiciliari 104,5 milioni. Le risorse della gestione accentrata della Regione ammontano a 34 milioni di euro destinati, tra l’altro, al telecontrollo-telesoccorso 5,5 milioni; progetti sperimentali per i centri diurni 2,7 milioni; la residenzialità temporanea per malati di SLA  832 mila euro”. Le tipologie d’intervento presenti nel riparto del Fondo riguardano la residenzialità per il 72% degli interventi, la semiresidenzialità il 12%, la domiciliarità il 15%.

Le prestazioni fornite nell’utilizzo dai servizi, precisa il comunicato,  sono circa 120 mila di cui: il 33% per gli oltre 38 mila per gli anziani non autosufficienti che sono nelle strutture residenziali; il 25% per le circa 30 mila impegnative di residenzialità (l’ex assegno di cura cioè il contributo regionale assegnato al non autosufficiente che vive a casa propria); il 20% per il telesoccorso-telecontrollo (23.113 utenti); il 13%  per i 15.800 utenti dei servizi di assistenza domiciliare dei Comuni e di assistenza domiciliare integrata delle Ullss; il 9% per le circa 11 mila persone dei servizi residenziali per disabili. Rispetto al 2013 rimangono invariati i criteri di riparto del Fondo decisi dalla Quinta commissione del consiglio regionale.

Prosegue la nota: “Aumentano le risorse destinate alle impegnative di cura domiciliare di fascia alta, in risposta a situazioni come quella dei malati di SLA; questa porzione del fondo in Veneto passa da 7 a 10 milioni di euro arrivando da 729 a 1.045 impegnative. Il provvedimento regionale prevede inoltre che le Aziende Ulss possano, in base al bisogno dei territori, spostare risorse da una linea d’intervento all’altra purché questo no vada a discapito della domiciliarità, area che il Piano socio-sanitario 2012 -2016 intende potenziare”.

Fonte: Comunicato stampa
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