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Avis Treviso, indagine tra i donatori: un popolo mosso "dall'altruismo"

L'Avis provinciale di Treviso “si fa le analisi” sul suo stato di salute, commissionando un’indagine condotta su donatori ed ex donatori. Il progetto, che ha raccolto 3.893 contributi tra l’approfondito questionario online e le interviste dirette, fotografa una compagine associativa attiva e animata per la maggior parte dall’altruismo e dal senso civico, ma anche molto propositiva.

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Avis Treviso, indagine tra i donatori: un popolo mosso "dall'altruismo"

L'Avis provinciale di Treviso “si fa le analisi” sul suo stato di salute, commissionando un’indagine condotta su donatori ed ex donatori. Il progetto, che ha raccolto 3.893 contributi tra l’approfondito questionario online e le interviste dirette, fotografa una compagine associativa attiva e animata per la maggior parte dall’altruismo e dal senso civico, ma anche molto propositiva sui possibili punti di miglioramento - semplificazione nell’organizzazione delle donazioni, coinvolgimento dei giovani e digitalizzazione - sui quali l’Associazione Volontari Italiani del Sangue della Marca intende lavorare per il 2023.

La ricerca condotta tra maggio e luglio 2022 dalla sezione provinciale dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue delinea un quadro complessivamente positivo sullo stato di salute delle donazioni nella Marca. Tra i temi cardine dell’indagine, commissionata all’agenzia Consilia di Treviso, ci sono motivazioni e modalità del percorso di donazione di sangue ed emocomponenti da parte di donatori ed ex donatori, le loro necessità logistiche, le informazioni d’interesse e i canali di comunicazione utilizzati. Un carotaggio fortemente voluto da Avis per scoprire punti di forza e criticità del sistema e per farne strumento di crescita e miglioramento per il futuro, interpellando in prima persona proprio gli iscritti della Marca, 34.901 in totale tra donatori e non al novembre 2022.

Di questi, 3.893 persone sono state coinvolte nella somministrazione dei questionari online e - in alcuni casi - nelle interviste “one to one” per un panel più approfondito. Si tratta di un campione misto per età e per genere ma composto per circa il 90% da donatori, per il 9% da ex donatori e l’1% di volontari non donatori. Gli intervistati dichiarano di donare prevalentemente sangue intero, si rivolgono tanto ai centri trasfusionali dell’ULSS 2 Marca Trevigiana quanto alle 38 unità mobili Avis sul territorio, donano sia nei giorni feriali sia nel weekend e sono entrati nell’Associazione in larga parte grazie al passaparola di parenti e amici (53% dei casi), ma c’è anche chi ci è arrivato facendo ricerche online in autonomia (15%). Complessivamente, dai dati raccolti dal sondaggio online e dalle interviste dirette, si registra che per la maggior parte del campione la motivazione che porta a donare è il puro altruismo (70%) o il dovere civico (12%) ma lo fanno anche per motivi di altra natura, come la possibilità usufruire delle analisi del sangue gratuite (2%) o perché hanno sperimentato sulla propria pelle o di amici e familiari l’importanza della donazione (3%).

Sono però le risposte aperte esplicitamente richieste al campione di donatori a offrire gli spunti di riflessione più importanti ai fini della ricerca. Se - da quanto emerge - la spinta altruistica alla donazione è spesso più forte delle difficoltà tecnico-logistiche del dono, un intervento sistematico su alcune criticità permetterebbe una maggiore frequenza di donazione dei già Avisini e un ampliamento significativo della platea di possibili donatori sul territorio. Da un lato una maggiore digitalizzazione - per esempio nella prenotazione, che ad oggi in base al campione della ricerca avviene per il 70% via telefono -, dall’altro una semplificazione nelle procedure delle donazioni e la proposta di ulteriori “giornate di donazione” (appuntamenti domenicali calendarizzati da AVIS per raccogliere le donazioni e verificare l’idoneità fisica di nuovi aspiranti donatori), così come una comunicazione più rapida e vicina ai donatori - anche attraverso l’uso di social media e app di messaggistica. Questi sono alcuni dei punti sui quali l’AVIS Provinciale di Treviso è già al lavoro per elaborare una strategia a 360 gradi che sarà messa in moto già dalle prossime settimane. A questo proposito, nella somministrazione della ricerca, i giovani tra i 18 e i 25 anni sono stati oggetto di un’attenzione particolare: anche in questo caso digitalizzazione e mondo social sono le armi che gli stessi intervistati hanno individuato per un loro coinvolgimento più attivo come donatori e per sfatare i “falsi miti” sulla donazione - pratica dolorosa, preclusione ai fumatori ecc.

Fonte: Comunicato stampa
Avis Treviso, indagine tra i donatori: un popolo mosso "dall'altruismo"
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