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Avis Veneto: nuova campagna di sensibilizzazione con 15 testimonial

Tra i racconti, la storia di speranza di Agathe, malata di talassemia. Nel 2021 più donazioni di sangue del 2019, ma la presidente Vanda Pradal lancia l’appello: “Serve plasma”

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Avis Veneto: nuova campagna di sensibilizzazione con 15 testimonial

Si chiama “Con tutto me stesso - All of me” ed è la campagna messa in campo dall’Avis regionale del Veneto per sensibilizzare la popolazione alla donazione di sangue, emocomponenti, organi, tessuti e cellule. Sono partner del progetto, finanziato dalla Regione, le sezioni venete di Admo (donatori midollo osseo), Aido (donatori organi), Fidas (donatori sangue), Avec (associazione veneta emofilia e coagulopatie), Ape (Avis per il progresso ematico), Avlt (Associazione veneta per la lotta alla talassemia) e l’odv Tempio internazionale del donatore.

Allo scopo è stata aperta la pagina Facebook “All of me - donors” nella quale, nelle prossime settimane, saranno pubblicati 15 video contenenti altrettante testimonianze di persone che donano oppure che beneficiano delle donazioni. Tra questi la storia di Agathe Wakunga (nella foto). Agathe ha 41 anni, vive a Paese, nel Trevigiano, ma è nata nella Repubblica Democratica del Congo da una famiglia originaria dello Zambia. È mamma e lavora come consulente per la dermocosmesi in una farmacia di Treviso.

“Sono nata con una patologia che qui in Italia è molto conosciuta: la beta-talassemia - ha raccontato -. La mia è la forma un po’ più grave, che si chiama drepanocitosi. Mi porta ad avere delle crisi vaso-occlusive che causano dolori in tutto l’organismo. All’età di tre mesi ho avuto la mia prima crisi e sono andata in coma. Le mie condizioni erano molto gravi, ma grazie ai medici sono riuscita a riprendermi. Per mia madre è stato un miracolo. Per la mia malattia ho bisogno di una trasfusione ogni 15 giorni, per me il sangue è il dono della vita”. Agathe per molto tempo non ha parlato a nessuno della sua malattia, poi la svolta grazie al figlio: “Ho deciso di raccontare la mia storia grazie a mio figlio Gabriel che il 14 giugno di qualche anno fa, nella Giornata mondiale del donatore di sangue, ha chiamato quattro radio per ringraziare tutti i donatori di sangue per quanto stavano facendo per me. E’ da quel momento che ho trovato il coraggio di testimoniare la mia esperienza. Il progetto «Con tutto me stesso - All of me» è un’iniziativa che tocca la coscienza e per me rappresenta un piccolo dono per dire grazie a tutti i donatori”. Per rappresentare ogni storia è stata scelta una parola, per Agathe questa parola è “speranza”: “La speranza di farcela - conclude la testimonial -, di esserci, di avere fede e fiducia che il sorriso non me lo toglierà nessuno”.

La campagna, come ha spiegato Lorena Bellanti, coordinatrice del progetto, proseguirà con la creazione della “Donors school”, una piattaforma dedicata alle associazioni del Terzo settore, per la formazione e lo scambio di materiali fra le realtà che promuovono il dono. Sulla pagina Facebook, inoltre, verrà chiesto agli utenti di raccontare e far conoscere le associazioni, piccole e grandi, che durante la pandemia sono state vicine, hanno aiutato e sostenuto i cittadini nella lotta al Covid e nelle difficoltà quotidiane di ognuno. Questo permetterà di sviluppare una grande mappa, un racconto collettivo di ciò che significhi essere “comunità del dono” in Veneto. Da questo processo, la “comunità del dono” si trasformerà in una mostra, in programma per il mese di luglio al Tempio internazionale del donatore di Valdobbiadene.

Durante la presentazione del progetto, l’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha ringraziato tutte le associazioni che, nonostante le difficoltà di questi due anni, non si sono mai fermate e sottolineato il dato positivo dell’aumento dei trapianti. Tra le progettualità del futuro, quella di riprendere le campagne di sensibilizzazione al dono intraprese nelle scuole e arrestate dalla pandemia.

La presidente Avis del Veneto Vanda Pradal ha, inoltre, fatto il punto sulla donazione di sangue e lanciato un appello per il plasma: “All’inizio della pandemia la paura ha colpito tutti - ha raccontato -, ma dopo un primo momento di smarrimento i donatori non sono mancati. Nel 2021 addirittura abbiamo superato i numeri del 2019. Oggi, tuttavia, c’è una grande necessità di plasma ed emocomponenti, necessari anche per la realizzazione di diversi farmaci. Chiediamo, dunque, uno sforzo in più per aumentare anche il dono di questo componente e non solo il sangue intero”.

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