Società e Politica
stampa

Avis: dopo il boom nuovo calo delle donazioni in Veneto

Nei mesi più difficili dell'emergenza sanitaria è stata grande la generosità dei cittadini, ora però  secondo il presidente Brunello tornano a emergere "i problemi irrisolti che rallentano le donazioni nella regione"

Avis: dopo il boom nuovo calo delle donazioni in Veneto

Sono stati mesi difficili, per tutte le Avis del Veneto, quelli delle zone rosse, del lockdown e della ripresa. Mai, prima di marzo, le sei Avis provinciali, Abvs e le oltre 360 Avis comunali del territorio regionale si erano ritrovate a gestire in una simile situazione i propri donatori di sangue e plasma. Timori, continue nuove disposizioni e autocertificazioni hanno messo a dura prova la rete trasfusionale e il volontariato del dono.

“Ma nessuno si è tirato indietro e la grande generosità dei veneti, volontari e dirigenti da un lato, donatori e cittadini dall’altro, ha permesso ai nostri ospedali di reggere. Ora ci preoccupa il nuovo calo delle donazioni, serve una forte ripresa. E risolvere i problemi”.

Così il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, il 5 settembre al Cen.ser Rovigo Fiere. L’occasione è data dall’assemblea regionale Avis di “recupero” (in presenza e a distanza secondo le disposizioni di sicurezza) di quella annullata ad aprile, proprio a causa del coronavirus. La prima che vede finalmente riuniti i presidenti delle Avis provinciali, i delegati delle Avis provinciali e comunali e i consiglieri nazionali veneti.
“Le donazioni avevano subito una diminuzione a fine febbraio, calando a picco nei primi giorni di marzo con lo scoppio della pandemia, le zone rosse, i comprensibili timori dei donatori e una certa confusione con le autocertificazioni  - spiega Brunello - A seguito degli appelli di Avis, delle istituzioni, del Ministero della salute e in Veneto anche del Governatore Luca Zaia, c’è stata una risposta incredibile. I donatori e i cittadini hanno risposto con enorme generosità permettendo da una parte ai nostri ospedali di avere sufficienti scorte di sangue per malati e per emergenze nelle settimane di quarantena, dall’altra di crescere come associazione grazie al numero elevato di nuovi iscritti, per la maggior parte giovani”. A tal proposito, ad aprile e maggio le nuove idoneità, per quanto riguarda le Avis del Veneto, sono aumentate in media del 15-20% rispetto agli stessi due mesi dell’anno precedente, con la maggior parte dei nuovi iscritti tra 18 e i 35 anni. I tempi per le donazioni e per le idoneità sono stati a volte lunghi, per il grande afflusso  e per le disposizioni di sicurezza, ma volontari e operatori sanitari hanno fatto tutto il possibile per gestirle. Un buon numero di nuovi iscritti ha poi donato per la prima volta a luglio e agosto.

“Si è cercato così di gestire e distribuire le donazioni per non subire un crollo dopo il boom, proprio quando riprendeva l’attività ospedaliera. Ma la ricaduta c’è comunque stata e durante i mesi estivi le donazioni hanno retto a fatica. A luglio, secondo i dati ufficiali del Centro nazionale sangue, in Veneto la raccolta di sangue intero è calata del 4,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i globuli rossi utilizzati  sono cresciuti dello 0,6 per cento, segno che gli interventi chirurgici programmati nella primavera e sospesi per il covid, sono ripresi in estate. Stesso calo per la raccolta di plasma. Se una situazione del genere, come prevedibile, verrà confermata per agosto, le donazioni non basteranno già questo settembre”. L’invito, quindi, è di continuare a donare, prenotando la donazione laddove (ormai in quasi tutto il Veneto) possibile.

Per agevolare il più possibile donazioni e donatori, però, devono essere risolti alcuni problemi, più volte denunciati da Avis regionale: la carenza di medici, la flessibilità degli orari (più ampi e anche festivi) e adesso pure il contingentamento delle prenotazioni per donare e per fare le idoneità. “Non si possono accettare continui appelli da parte dei direttori dei Dimt (Dipartimenti interaziendali di medicina trasfusionale) a far donare di più, se l’organizzazione dei Centri Trasfusionali non si adegua alla domanda dei nostri donatori. Senza sangue si ferma tutto. Il settore trasfusionale veneto va assolutamente riorganizzato e le associazioni dei donatori ascoltate, oggi più che mai”.

Problemi anche per la Raccolta associativa Avis (i centri di raccolta periferici) e l’informatizzazione: “Speriamo vengano superate tutte le autorizzazioni, ma è inammissibile che il peso e l’intero costo per la messa a norma ricada interamente sulle tre Avis provinciali di Padova, Treviso, Venezia che fanno la raccolta, senza alcun ristoro da parte regionale. Denunciamo, inoltre, il ritardo nella revisione del sistema informativo trasfusionale, indispensabile per superare le criticità e diversità di ciascun Dimt e per integrare anche i sistemi associativi”.

Sangue, plasma e plasmaderivati rivestono un ruolo fondamentale in situazioni di primo soccorso, emergenza/urgenza, interventi chirurgici, trapianti di organi, tessuti e midollo osseo, malattie oncologiche ed ematologiche, anemie, ustioni, emofilia, immunodeficienze, ustioni, patologie del fegato... I donatori volontari sono fondamentali perché niente li può sostituire. E sono un esempio per la comunità.

L’uso del plasma iperimmune è servito a far conoscere quanto sia importante donare sangue e plasma. La sperimentazione con centro di riferimento il Centro Trasfusionale di Padova, sta raccogliendo i quantitativi di plasma necessari per la cura dei pazienti covid alla eventuale ripresa autunnale della pandemia.

In Veneto sono 130 mila i donatori iscritti all’Avis e la donazione avviene in ambiente protetto, nel rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza e i protocolli del Centro nazionale sangue e del Crat-Coordinamento regionale attività trasfusionali Veneto, continuamente aggiornati. 

Presente all’assemblea regionale anche il presidente di Avis nazionale, dott. Gianpietro Briola, medico in un pronto soccorso bresciano, in prima linea durante la pandemia. “Fondamentale l’importanza che i donatori hanno avuto durante la quarantena e continuano ad avere per curare e salvare i malati”.

Fonte: Comunicato stampa
Avis: dopo il boom nuovo calo delle donazioni in Veneto
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento