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BarCamp, il cantiere di Simonetta per dare l'assalto alla Regione

Il nostro obiettivo è quello di presentare, grazie alla nostra sensibilità di amministratori e all’ascolto dei territori, un nostro contributo in vista delle Regionali. Poi, se sarà opportuna una candidatura, non ci sottrarremo”, dice la parlamentare trevigiana.

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BarCamp, il cantiere di Simonetta per dare l'assalto alla Regione

“Le idee e i progetti vengono prima della candidatura. Il nostro obiettivo è quello di presentare, grazie alla nostra sensibilità di amministratori e all’ascolto dei territori, un nostro contributo in vista delle Regionali. Poi, se sarà opportuna una candidatura, non ci sottrarremo”.
Frena ma non troppo di fronte alla prospettiva di sfidare Zaia l’on. Simonetta Rubinato, che all’inizio di agosto ha promosso assieme ad un gruppo di amministratori locali un laboratorio politico con la formula del “BarCamp”. Cioè incontri pubblici, ma non conferenze, dei laboratori politici appunto, da tenersi in varie località del Veneto, una per provincia, ogni volta su una tematica. Momenti aperti non solo a politici ed amministratori, ma anche a “pezzi” di società civile, operatori economici, mondo delle associazioni e del volontariato. Con l’obiettivo di portare sul tavolo del centrosinistra delle proposte concrete.
Il primo appuntamento, sul tema dell’autonomia, si è svolto a Lamon, lo scorso 9 agosto “E’ andato bene, c’erano presenze competenti e qualificate, come ad esempio il vicepresidente di Confindustria Alberto Baban”, dice la Rubinato.
Sabato prossimo, 13 settembre, il secondo “BarCamp” si terrà nella comunità di Marango, vicino a Caorle e si parlerà di legalità. La parlamentare lo sta organizzando con il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, che spiega: “La comunità di Marango, che si ispira a Dossetti, è per noi un luogo denso di significati. Quando pensiamo alla legalità pensiamo ad una politica libera da pressioni e condizionamenti, ne parliamo in un territorio dove è in atto l’inchiesta sul Mose, ma anche dove ci sono crescenti infiltrazioni mafiose. Tra i nostri ospiti ci saranno il giudice Francesco Saverio Pavone, autore delle inchieste sulla mala del Brenta, e don Gigi Tellatin di Libera”. Aggiunge la Rubinato: “Nella mia attività di amministratrice ho avuto spesso, anche se non direttamente, la percezione che molti sindaci subissero pressioni indebite, ad esempio per quanto riguarda il settore immobiliare. Ma dobbiamo dire con chiarezza che lo sviluppo che si fonda sull’illegalità e sugli interessi di pochi non è vero sviluppo e viene pagato dalle generazioni successive”.
Il programma degli altri appuntamenti è in via di definizione. Per Treviso lo staff della Rubinato, accanto ad altre ipotesi, sta pensando anche a Refrontolo, per un confronto sulla tutela del territorio.
L’ex sindaco di Roncade è soddisfatta delle prime reazioni all’iniziativa: “Abbiamo una sensibilità da amministratori, tocchiamo con mano i problemi della quotidianità ed avvertiamo lo scollamento tra la gente e la politica ufficiale. Per questo, accanto al dibattito dentro i partiti, dobbiamo trovare altre occasioni di incontro e proposta”. Anche perché, secondo la Rubinato, quella del prossimo anno “non sarà semplicemente una sfida cruciale per il centrosinistra, ma per il futuro del Veneto, una regione ricca di potenzialità che però si sta impoverendo. Per vincere la sfida serve il più ampio coinvolgimento possibile, e poi idee e progetti prima delle ambizioni personali”.
Un progetto che fatalmente si incrocia con il dibattito all’interno del Partito democratico: “Parliamoci chiaro: il Pd non parte favorito in questa campagna elettorale. In Veneto ha sempre faticato. E Zaia è forte, sa parlare alla pancia e al cuore dei veneti. Renzi non basterà per vincere, il Pd deve aprirsi. I partiti sono importanti, ma servono altri luoghi di dibattito. Per questo l’idea di presentare un candidato senza fare le primarie la ritengo suicida. Non ho niente contro la Moretti, ma se per la guida del Veneto emergono nel Pd più candidature forti, questo è solo un bene”.
Tra queste candidature ci sarà anche quella di Simonetta Rubinato? “Ripeto, prima vengono le idee e i progetti”. La candidatura, insomma, viene dopo. Ma è un’eventualità più che concreta. Se serve, “non ci sottrarremo”. E la parlamentare specifica di aver condiviso con il segretario regionale De Menech il percorso che intendeva compiere. Con Renzi ancora non ha parlato (“Ora è molto impegnato, siamo partiti in agosto”), ma lo farà presto. In ogni caso, la Rubinato e Silvia Conte fanno notare che la loro è un’operazione da “veri renziani”: “Allargare il campo, uscire dagli steccati del Pd? Non è quello che Renzi ha fatto alla Leopolda? E senza chiedere il permesso al partito”.
a cura di Bruno Desidera

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