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Biciclette: il boom è trainato dal bonus

Piccole e grandi aziende del settore sono concordi nel constatare che dal 4 maggio in poi le vendite sono aumentate del 30-40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, tuttavia le perdite nei mesi di blocco si sono fatte sentire: si tratta di un mercato che fiorisce da febbraio/marzo fino all’estate, e che dunque è stato mutilato nel periodo più prospero. Difficile che vengano recuperati totalmente i mesi di stop: gli operai possono fare gli straordinari, ma non sopperire integralmente al fermo della produzione, inoltre non arrivano i pezzi, si assembla ciò che è possibile, a chi ordina 100 si consegna 50 e i negozi che ora hanno grande richiesta non riescono a soddisfarla fino in fondo.

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Biciclette: il boom è trainato dal bonus

Boom di vendite per bici e monopattini. Il bonus mobilità messo a punto dal ministero dell’Ambiente ha convinto moltissimi cittadini all’acquisto di un nuovo mezzo a due ruote. Dal 4 maggio a oggi, secondo i dati forniti da Cna del Veneto, si calcolano già dalle 500 alle 600 mila bici vendute in tutta Italia, 40 mila solo in Veneto.

La regione già nel 2018, in base al rapporto sull’economia della bicicletta condotto da Legambiente, era al terzo posto per utilizzo di bici dopo l’Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige. Per il tragitto casa-lavoro a farne uso era il 7% dei cittadini e il 7,3% degli studenti. A Treviso, sempre secondo il rapporto, la bici veniva utilizzata nel caso di spostamenti urbani dal 28 - 30 per cento dei residenti.

Non stupisce, quindi, il dato che emerge dall’Osservatorio della Cna del Veneto, per cui si stima che nella sola regione, dal 4 maggio a oggi, siano state acquistate già oltre 40mila biciclette, circa il 10 per cento del totale nazionale.

Ora il rischio è che, mentre non si sa ancora esattamente come avverranno i rimborsi, il fondo sia già virtualmente esaurito essendo state vendute più bici di quante se ne possano ripagare. Il ministero dell’Ambiente ha annunciato il rifinanziamento per altri 70 milioni, oltre ai 120 milioni già stanziati. L’Ancma, associazione dei produttori aderente a Confindustria, aveva stimato che fossero sufficienti 450 mila pezzi per esaurire il primo stanziamento.

Al momento, inoltre, iniziano a scarseggiare i prodotti in circolazione, mancano le componenti per l’assemblaggio che arrivano principalmente dalla Cina. Chi non si è mosso subito rischia adesso di faticare a trovare ciò che cerca e le liste di attesa per la consegna si allungano, anche di alcuni mesi. E c’è anche chi, fatto il bonus per le biciclette, ora invoca a gran voce delle infrastrutture ciclabili degne e sicure su tutta la Penisola: sarebbe l’incentivo più importante.

pagina a cura di Manuela Mazzariol

 

GLI ARTIGIANI: "IN QUESTO MOMENTO NON RIUSCIAMO AD ACCONTENTARE TUTTI"

Nella filiera della bicicletta gioca un ruolo di primo piano il settore artigiano. In tutta Italia, la riparazione concentra circa il 78,5% delle imprese, circa il 16,6% della fabbricazione e montaggio di biciclette, il 4,5% della realilzzazione di parti e accessori, mentre il noleggio rappresenta lo 0,4% delle attività artigiane del settore. In totale, 2 imprese su 3 legate alla mobilità a due ruote sono artigiane.

Piccole e grandi aziende del settore sono concordi nel constatare che dal 4 maggio in poi le vendite sono aumentate del 30-40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, tuttavia le perdite nei mesi di blocco si sono fatte sentire: si tratta di un mercato che fiorisce da febbraio/marzo fino all’estate, e che dunque è stato mutilato nel periodo più prospero. Difficile che vengano recuperati totalmente i mesi di stop: gli operai possono fare gli straordinari, ma non sopperire integralmente al fermo della produzione, inoltre non arrivano i pezzi, si assembla ciò che è possibile, a chi ordina 100 si consegna 50 e i negozi che ora hanno grande richiesta non riescono a soddisfarla fino in fondo.

“La domanda è aumentata tantissimo da parte di tutti i negozi che serviamo sul territorio veneto – ha spiegato Fabio Sartori di Cicli Daytona, azienda produttrice affiliata a Cna Padova –. Ci siamo trovati un po’ spiazzati, perché la componentistica arriva dalla Cina. Quando hanno chiuso loro, non è più arrivato niente, poi abbiamo chiuso anche noi, in un mese e mezzo abbiamo perso 300 mila euro di fatturato che non recupereremo. Con la riapertura non sapevamo cosa aspettarci, quanto ordinare, e ora ci troviamo a perdere vendite, perché non abbiamo abbastanza materiale. Non è stato solo un problema nostro, leggevo i dati di Decathlon: l’anno scorso avevano venduto meno biciclette, così quest’anno hanno ridimensionato gli ordini e ora si trovano senza anche loro che sono un colosso”.

Gli incentivi comunque sono stati una boccata d’aria fresca per tutte le aziende, che hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo, e per Sartori dalla metà di luglio ricominceranno anche ad arrivare i materiali, cosicché dai primi di agosto si potrà coprire tutta la domanda arretrata e riportare alla normalità il mercato.

Anche Eros Morasso di Cicli San Marco, produttore e rivenditore trevigiano, conferma il trend positivo con richieste aumentate del 30-40%. In parte l’aumento è dovuto alle vendite non effettuate nei mesi precedenti, in parte agli incentivi: “Credo soprattutto che chi voleva e poteva permettersi una nuova bicicletta, grazie al bonus abbia deciso di spendere qualcosa in più, di puntare su un prodotto di qualità più alta, contando poi sul fatto che il prezzo verrà più che dimezzato dal bonus. Però, molti non si fidano ancora, hanno paura che poi i rimborsi non arrivino. Abbiamo venduto soprattutto citybike, mountain bike e bici da trekking, questi sono gli articoli più richiesti, ora il vero problema è che non reperiamo più i materiali, non ci arrivano i telai, non abbiamo più molto assortimento. Ci auspichiamo infine che nella seconda fase i soldi non ci siano restituiti come credito d’imposta, perché se l’anno di lavoro va male e non fatturiamo a sufficienza rischiamo di perdere quei soldi”.

La Rm Bike meccanica di Matteo Rossi, invece, fornisce lavorazioni conto terzi alle imprese del settore. Durante il due mesi di fermo, la piccola ditta a conduzione familiare ha perso circa il 30% del fatturato annuo, ora ricomincia aprendo una nuova società, ma i problemi tra burocrazia e spese sono all’ordine del giorno e rischiano di soffocare lo spirito imprenditoriale. Dopo un repentino incremento del 30% delle richieste dal 4 maggio adesso l’azienda è ferma in attesa che arrivino i materiali dalla Cina: “Qualcosa arriva, ma è tutto a rilento – ha spiegato – le aziende con cui lavoriamo hanno prodotto tanto perché avevano buone scorte di materiali, ma ora si dimezzano le consegne rispetto agli ordini, per cercare di dare qualcosa a tutti. Credo che l’aumento della domanda sia dovuto al bonus e alla paura delle persone dei mezzi pubblici, per cui chi deve fare una decina di chilometri per andare a lavoro magari ora preferisce puntare su una bici elettrica; adesso però è il caso di realizzare una vera viabilità ciclabile”.

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