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Cansiglio Day, l'orgoglio delle radici

Domenica scorsa le molte fasce tricolori, la marea di labari, le numerose bandiere dei paesi di emigrazione hanno invaso la piana per la tradizionale festa promossa dall’associazione Trevisani nel mondo.

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Cansiglio Day, l'orgoglio delle radici

“Paese mio che stai sulla collina... paese mio ti lascio e vado via”, così cantavano i Ricchi e Poveri negli anni settanta, suscitando emozioni e commozione. Stessi sentimenti che la brezza ha diffuso domenica mattina, 29 luglio, tra le centinaia di persone convenute per il Cansiglio Day organizzato dalla Trevisani nel Mondo, associazione fondata 45 anni fa da monsignor Canuto Toso e ora presieduta da Guido Campagnolo. Sono quasi settemila i soci attivi, 14 le sezioni in Europa, 76 nel mondo. Al primo posto si collocano gli emigrati all’interno dell’Italia con 3.300 iscritti, seguiti dall’Australia con 1.170 e dal Nord America con quasi 1.100 aderenti.
Le molte fasce tricolori, la marea di labari, le numerose bandiere delle nazioni diventate seconda patria dei nostri emigrati e tutti i convenuti hanno colorato la piana. Poi la sfilata si è snodata, con le note della fanfara alpina di Conegliano, fino all’esterno della chiesetta Sant’Osvaldo per assistere alla santa messa presieduta dall’arcivescovo Alberto Bottari de Castello, concelebrata da don Canuto Toso, don Giacomo Ferrighetto e don Angelo Arman, sacerdoti che hanno condiviso la storia dell’emigrazione veneta. Chi vive all’estero coltiva il desiderio del ritorno, perché, come ha detto l’arcivescovo Bottari, là dove sei nato trovi i profumi, ti prendono le emozioni del passato.
Per molti, ricordati dal presidente della Regione Luca Zaia e dai rappresentanti delle sezioni estere, il rientro non c’è mai stato. A quei nomi scolpiti nelle lapidi in ogni parte del mondo è andato il pensiero di ognuno.
Il coraggio dell’addio per la ricerca di una vita migliore, l’orgoglio delle proprie radici e i principi appresi in patria sono diventati la cifra dei veneti emigrati, regole trasmesse a figli e nipoti. Molti hanno fatto fortuna. Domenica infatti, giornata anche dei Veneti nel Mondo, Atm ha assegnato i premi a tre eccellenze: Piergiorgio Boschiero, originario di Fara Vicentino, per il suo impegno nell’associazionismo in Uruguay, Amalia Pavanel, nata in Francia da genitori di origine veneta, imprenditrice e presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo Perù, e Odino Soligo, nato a Trevignano 97 anni fa, imprenditore e maratoneta. Le targhe sono state consegnate dal presidente Zaia e dall’assessore Manuela Lanzarin.
“Incontrare veneti e trevigiani in qualsiasi parte del globo è una gioia - ha asserito l’arcivescovo Bottari, già nunzio apostolico in mezzo mondo - perché sono amati per la laboriosità e la cordialità quasi timida”. Musica per le orecchie e parole di speranza tra quelle cime, testimoni degli orrori della guerra. Dal palco si è accennato anche alle migrazioni di oggi, parole a volte sfumate, altre decise a precisare le differenze. Ma è stata una festa, accarezzata da un filo d’aria, scaldata dai cuori e dalla preghiera dei migranti: “Signora, fa che nel mondo possa regnare pace e i popoli si riconoscano fratelli…”, letta dal vice presidente Riccardo Masini.

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