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Caritas tarvisina: la gratuità di un gesto importante

Parrocchie e privati, disponibili ad accogliere, inseriti in una rete espressione della comunità

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Caritas tarvisina: la gratuità di un gesto importante

L’impegno centrale di Caritas tarvisina e di tantissime Caritas parrocchiali, volontari, sacerdoti continua per sostenere le popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina, con aiuti diretti alle Caritas dei Paesi ospitanti e con un’accoglienza organizzata nel nostro territorio, in rete e in accordo con tutte le Istituzioni. La situazione cambia di ora in ora e si aggrava sempre più: oltre 2 milioni di profughi sono già usciti dall’Ucraina, ma la previsione è di 5-6 milioni. Attualmente sono arrivati più di 4.000 profughi in Veneto, 1.200 in Provincia di Treviso di cui 455 minori (300 con meno di 12 anni). Si tratta, soprattutto, di donne con bambini, che pensavano di ritornare presto nel loro Paese, ma che probabilmente dovranno rimanere nelle Nazioni accoglienti qualche mese in più del previsto.

Mercoledì 16 sera si è tenuto un incontro online fra tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere profughi dall’Ucraina per spiegare in dettaglio quale sarà la modalità seguita dalla Caritas tarvisina. “Abbiamo ricevuto la disponibilità di 135 alloggi da cittadini ed enti (parrocchie e istituti religiosi)”, è stato detto, ma anche precisato che: “Per essere feconda e generativa, è necessario che l’accoglienza sia espressione di una scelta comunitaria o attraverso la forma di una comunità che si prenda cura o mediante la disponibilità di famiglie che si mettono in rete”. Quindi non della singola famiglia.
Il modello dell’accoglienza proposta dalla Caritas per i profughi ucraini avrà una durata lunga nel tempo, il minimo che si prevede è quello della scadenza dell’emergenza prevista per il 31 dicembre 2022.

Le parrocchie e i privati che intendono accogliere a titolo gratuito saranno coordinati dalla Caritas diocesana dentro una progettualità condivisa con Enti locali, Istituzioni e associazioni del territorio.
Nel tempo potrà essere previsto un rimborso, che non può essere quello previsto dai capitolati delle convenzioni della Prefettura, ma deriva dalla solidarietà del territorio diocesano. Sarà comunque garantito un accompagnamento e un supporto operativo.

Caritas Tarvisina ritiene che l’accoglienza sia ben oltre il fornire vitto e alloggio, perciò offrirà supporto per la mediazione linguistica e l’eventuale mediazione culturale, il supporto psicosociale, l’orientamento e l’inserimento nel territorio. Coprirà per quanto possibile i costi di questi interventi.
Il coordinamento di Caritas diocesana avverrà in sinergia con le Istituzioni e gli Enti locali.
Ciò a cui si vuole giungere, insomma, è alla creazione di una rete territoriale a livello di collaborazioni pastorali per strutturare un’accoglienza diffusa capace di favorire l’inclusione sociale.

E’ stato ribadito più volte come famiglie e parrocchie accolgono come espressione di una comunità, ed è, quindi, bene strutturare a livello locale un coordinamento per i beni e i servizi che necessitano, mettendo insieme risorse materiali e risorse umane, coinvolgendo il Consiglio pastorale e le realtà associative e istituzionali presenti nel territorio (Comune, scuola, Caritas parrocchiali, gruppi sportivi...).

La disponibilità da parte di parrocchie e privati va comunicata contattando il numero dedicato all’emergenza 345 5832774 o tramite la mail emergenzaucraina@diocesitreviso.it. Accoglienze attivate nelle strutture della parrocchia vanno, comunque, segnalate alla Caritas. Diversamente, la necessità di accoglienza va segnalata alla Prefettura, che per Treviso ha dato come mail di riferimento emergenzamigranti.pref_treviso@interno.it.
I Comuni che lo scelgono possono stipulare una convenzione con la Prefettura per essere sostenuti economicamente. Seguendo questa strada, le Amministrazioni comunali possono far rientrare dentro queste convenzioni parrocchie e privati.

Nel frattempo continua la raccolta fondi dentro la rete di Caritas Italiana. I soldi raccolti saranno gestiti in due direzioni: una parte a Caritas Italiana per aiutare direttamente Caritas Ucraina e Caritas Spes (Leopoli) e le Caritas dei Paesi confinanti (Polonia, Moldavia, Slovacchia, Romania, Ungheria); una parte per sostenere l’accoglienza dei profughi che si svolgerà nelle comunità parrocchiali.

Fino al10 marzo, sono arrivate alla nostra Caritas 534 donazioni per 97.719 euro totali; inoltre CentroMarca Banca ha attivato un crowdfunding insieme a Caritas con una prima donazione di 30.000 euro. Le coordinate per effettuare un bonifico bancario (causale “Emergenza Ucraina”) sono: Iban IT05 G 08399 12000 000000332325, intestato a Diocesi di Treviso - Caritas Tarvisina. Per usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge si può effettuare la donazione al braccio operativo Servitium Emiliani onlus, Iban: IT55 H 08399 12000 000000318111.

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