Società e Politica
stampa

Case di riposo: poco spazio per le piccole strutture

Case di riposo: a fianco delle grandi strutture per non autosufficienti sono sorte nel territorio strutture più contenute per accogliere gli anziani. Ma si tratta di una sorta di “limbo”, adatto solo ad ospitare persone autosufficienti. Così, la maggioranza sceglie l’assistenza domiciliare. Oppure la grande struttura, attrezzata anche a livello medico

Parole chiave: micro strutture (1), case di riposo (11), anziani (91), sanità (130)
Case di riposo: poco spazio per le piccole strutture

Negli anni Settanta le chiamavano comunità alloggio, erano piccole residenze che mettevano insieme disabili e autosufficienti, era un modo per mantenere anziani e disabili all’interno del tessuto sociale, di attivare una situazione simile a quella della famiglia per l’assistenza. Oggi quei tentativi non si fanno più, almeno per gli anziani.

Anche le esperienze delle case di riposo per anziani autosufficienti (che pure esistono), costituite da poche unità, 10 o 15 anziani accolti, sono difficili da portare avanti.

Piccole realtà solo per autosufficienti

Realtà piccole vengono riconosciute dalla Regione Veneto, ma solo per autosufficienti, con le risorse regionali si può avere al massimo, in queste realtà, un operatore sanitario per 10 ore al giorno. Se poi dei non autosufficienti finiscono in queste piccole realtà, possono scattare provvedimenti e addirittura la chiusura delle strutture: al momento la legislazione regionale non permette la convenzione di strutture piccole per non autosufficienti. Si è cercato di ovviare al problema con una dizione equivoca, ovvero parzialmente autosufficiente, ma è una categoria che di fatto non esiste.

In Italia nei presidi socio-assistenziali e socio-sanitari sono assistite 367.485 persone; quasi 279 mila (75,8%) hanno almeno 65 anni. La situazione è talmente complessa e la domanda così alta che sono nate, anche da noi, anche strutture soltanto alberghiere, senza alcun tipo di assistenza e accreditamento.

A ben guardare, anziani autosufficienti disposti ad andare nelle Residenze sanitarie per anziani non si trovano più, questa categoria è ormai assorbita dal fenomeno delle badanti; non sarà un’assistenza di alta qualità, ma permette di restare nella propria casa, la cosa che più di tutto l’anziano desidera. Alla fine le ragioni che avevano portato alla nascita di realtà piccole, di case di riposo per pochi ospiti, non sussistono quasi più, manca l’utenza di autosufficienti. Anche i piccoli appartamenti, come quelli in centro a Treviso, sono una risposta adatta a chi ha sempre vissuto in città, che non deve e non vuole spostarsi di molto dalla zona della sua residenza abituale. Fuori dalla città e dai quartieri, nei paesi è assai meno richiesta. 

In futuro strutture di grande dimensione

Il futuro dunque delle case di riposo è legato a strutture di una certa dimensione che consentono la convenzione con la Regione Veneto e un’assistenza per 24 ore sia medica che di cura della persona. In genere a gestire le case di riposo troviamo delle Ipab, oppure delle cooperative come “Promozione lavoro” con sede a Verona o la Codess con sede a Padova. Ultimamente si stanno affacciando al mercato anche società private di grandi dimensioni. 

Il Veneto, nel 2013, ultima rilevazione Istat, aveva la percentuale più alta di donne anziane ricoverate in strutture residenziali: 60 su mille residenti. Il tasso delle persone adulte, tra i 18 e 64, ricoverate nei presidi residenziali nel Veneto raggiunge i 2 ricoverati ogni mille abitanti, dietro a Lombardia, Emilia, Sicilia, Liguria, Umbria e Molise. L’offerta è costituita prevalentemente da strutture che integrano l’assistenza di tipo sociale e quella di natura sanitaria con oltre due terzi dei posti letto complessivi (74,2%).

I costi e le liste d’attesa

Nel Veneto, attraverso l’istituto della “impegnativa di residenzialità”, la parte sanitaria può essere a carico del pubblico, sono circa la metà dei tremila euro necessari per un ricovero continuativo in casa di riposo: all’anziano, o comunque ai suoi parenti, resta dunque un onere elevato. 

Forti gli squilibri in Italia: l’offerta raggiunge i livelli più alti nelle regioni del Nord - dove si concentra il 66% dei posti letto complessivi (9,1 ogni 1.000 residenti) - e tocca i valori minimi nel Sud con il 10,4% dei posti letto (soltanto 2,8 posti letto ogni 1.000 residenti). Le regioni del Nord dispongono anche della quota più alta di posti letto a carattere socio-sanitario, con 7,4 posti letto ogni 1.000 residenti. A Treviso comunque, restano le liste d’attesa anche se in maniera meno critica rispetto al Veneziano.

Le attese sono di due tipi, prima si attende il posto letto - se l’anziano è allettato dopo un ricovero, la situazione per la famiglia è assai difficile - la seconda attesa è quella per la Scheda per la valutazione multidimensionale dell’anziano, scheda Svama, sulla base della quale si assegna o meno l’impegnativa di residenzialità, senza la quale il costo per l’anziano e la sua famiglia è assai oneroso.

Interrogativi per il futuro

Durante la fase più acuta della crisi economica poteva capitare che i figli di anziani ricoverati ritirassero il genitore e lo portassero a casa per occuparsene personalmente: così avevano a disposizione la pensione dell’anziano e non dovevano pagare la retta. Oggi la situazione tiene, le pensioni sono sufficienti, le famiglie sono composte da più figli che possono sostenere l’onere della retta. In futuro però le pensioni potrebbero essere più basse e i figli magari afflitti dalla crescente disoccupazione giovanile. In questo settore non esiste rapporto tra ciò che si paga e il reddito. Per tutti la quota è uguale, non c’è relazione tra contributo  personale e reddito dell’assistito. Se l’anziano non è gravissimo si paga per anni una retta di quasi tremila euro, si impegnano così gli immobili di proprietà e a volte non resta più nulla per pagare il ricovero.

Case di riposo: poco spazio per le piccole strutture
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento