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Cinque Stelle, tormentata ripartenza. Spessotto: "Abbiamo trascurato territori e persone"

Senza neppure aspettare l’esito delle Regionali in Calabria e in Emilia Romagna, il capo politico Luigi Di Maio, che è anche ministro degli Esteri, ha annunciato un passo indietro e una conferenza programmatica che sa, in pratica, di rifondazione. La deputata sandonatese: "Crisi di crescita, ma non dobbiamo diventare come un partito tradizionale"

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Cinque Stelle, tormentata ripartenza. Spessotto: "Abbiamo trascurato territori e persone"

C’è chi afferma, senza mezzi termini, come il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex grillino, che il 2020 “segnerà la fine del Movimento 5 Stelle”. E chi invece è più ottimista. Chi punta sul ritorno alle spirito delle origini e chi (il fondatore Beppe Grillo) su un’alleanza strutturale con il Partito democratico.

Quello che è certo è che il Movimento 5 Stelle, a meno di due anni dal clamoroso 33% alle elezioni Politiche, è alle prese con una sua vera e propria rifondazione. In questi due anni, il movimento è passato dal Governo gialloverde con la Lega a quello giallorosso con il Pd, dalle vittorie alle Amministrative di Roma e Torino alle sconfitte in serie a quasi tutte le elezioni Regionali e Comunali che si sono svolte nel frattempo. In Parlamento, le defezioni continuano ogni giorno. E sul territorio le cose non vanno meglio, come si può, per esempio, constatare a livello locale. Il M5S non è riuscito a sfondare nel nostro territorio, ha nel frattempo perso l’unica roccaforte conquistata, quella di Mira, e non è neppure riuscito a presentarsi nella maggioranza dei Comuni.

Così, senza neppure aspettare l’esito delle Regionali in Calabria e in Emilia Romagna, il capo politico Luigi Di Maio, che è anche ministro degli Esteri, ha annunciato un passo indietro e una conferenza programmatica che sa, in pratica, di rifondazione.

“E’ chiaro che è un momento duro - ci dice la deputata sandonatese Arianna Spessotto, alla sua seconda legislatura a Montecitorio -. Io, però, la vedo come una crisi di crescita. Certo, molte persone se ne vanno, anche dai nostri gruppi in Parlamento. Io penso che questo accada perché, di fatto, non facevano parte della nostra comunità di valori, non condividevano i nostri principi. Non la vedo come una cosa per forza negativa”.

Resta il fatto che tante cose devono cambiare, e la Spessotto non lo nasconde: “Io penso che il problema principale sia che siamo cresciuti in fretta, da anni in pratica andiamo di corsa. Siamo passati da una scadenza all’altra, non ci siamo mai fermati. Ci siamo lasciati prendere dalle foga, e dobbiamo anche ammettere che per noi il Parlamento era un ambiente nuovo. Così, qualcuno lo abbiamo perso. E mi riferisco soprattutto alle persone sui territori, ai militanti, a chi porta il suo contributo a tutti i livelli. Se devo fare autocritica, riconosco  che non abbiamo seguito il territorio come dovevamo”.

Da dove, dunque, ripartire? “Certamente - spiega la parlamentare - una maggiore collegialità può aiutare, ma non è una critica a Di Maio. Sul suo passo indietro ancora non mi pronuncio, ma certamente ha meriti enormi, chi si impegna e ci mette la faccia merita un plauso, io non trovo nella sua gestione colpe particolari”.

Piuttosto, “torno a ripetere, noi possiamo ripartire solo dai territori, dalle tante persone valide che, di fronte alla situazione politica degli ultimi tempi, si sono un po’ perse, si sono trovate disorientate. E oltre alle persone dobbiamo tornare ai temi, ad alcune battaglie che sono fondanti come quelle per l’ambiente, il riciclo, l’acqua pubblica”.

Non manca anche un’esigenza di migliore organizzazione: “Quella serve sempre, a casa mia come dentro a un movimento politico e indubbiamente la dobbiamo migliorare. Attenzione, però. Questo, a mio avviso, non significa che dobbiamo diventare un partito politico vero e proprio. Non serve una struttura che faccia da filtro rispetto alla base”.

C’è, poi, la questione delle alleanze, che resta indigesta per la base. Va meglio con il Pd, rispetto alla Lega? “Difficile da dire - afferma Spessotto -. A un certo punto, anche se eravamo nati per non allearci con nessuno, abbiamo capito che non si poteva fare altrimenti. Ma, nell’uno e nell’altro caso, non è facile. Stiamo cercando di far passare il più possibile la nostra visione. Forse la maturità politica di molti esponenti del Pd ci aiuta un po’ di più”. (Bruno Desidera)

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