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Città metropolitana senza pilota, futuro incerto

La Città metropolitana di Venezia è ancora ai box. Proprio quando la “macchina” doveva partire il sindaco si è dimesso. Con ricadute su tutta la regione.

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Città metropolitana senza pilota, futuro incerto

Il Veneto rischia di perdere il treno della riforma dell’amministrazione locale, e non solo perché fatica a definire unioni di comuni e aree vaste degne di questo nome, ma anche perché le dimissioni del sindaco Orsoni e di tutto il consiglio comunale di Venezia hanno fatto perdere il protagonista fondamentale di questo processo. La cosa è stata evidente lo scorso 18 giugno a Roma, quando il ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, ha convocato il mondo politico e culturale sul tema “Città metropolitane: per un nuovo governo del territorio”. Un evento che ha messo uno accanto all’altro il sindaco di Torino Fassino, di Milano Pisapia, di Roma Marino, di Napoli De Magisitris ed evidenziato l’assenza clamorosa del sindaco di Venezia, dimessosi dopo aver patteggiato per finanziamento illecito ai partiti.
Il sindaco di Venezia avrebbe dovuto approvare con altri  43 Comuni lo statuto e a seguire si sarebbero costituite le aree vaste di Treviso e Padova al termine dei relativi mandati, aree a cui sarebbero rimaste le funzioni di salvaguardia del territorio e di programmazione degli edifici scolastici. La Legge Delrio rivoluziona completamente il sistema amministrativo italiano portando a un possibile risparmio, a regime, di 700 milioni di euro. Perno di questo sistema, oltre le regioni, le città metropolitane che sono 9, le aree vaste al posto delle attuali province, i comuni, che assumeranno nuove funzioni, e le unioni dei comuni.
Sono Città metropolitane e Unioni la vera scommessa delle legge: dovranno guidare e coordinare lo sviluppo economico e produttivo del loro territorio. Nelle 9 città metropolitane viene generato un terzo del pil italiano. In queste città ci sono università, centri di ricerca, le sedi centrali delle maggiori banche e imprese. Anche la rete dei trasporti è legata a queste città, Venezia ha un grande aeroporto internazionale, circa sette milioni e mezzo di passeggeri l’anno, è il capolinea dell’alta velocità proveniente da Roma e ha un porto che smista 2 milioni di passeggeri e 26 milioni di tonnellate di merci.
Ogni Città metropolitana sarebbe affidata al sindaco della città capoluogo e al consiglio metropolitano costituito dai sindaci delle città sopra i 15mila abitanti e dai presidenti delle unioni dei comuni. Tutti incarichi gratuiti, non è previsto, come per le municipalizzate, un gettone di presenza. Lo scopo è quello anche di semplificare la burocrazia e le decisioni, collaborando con imprese, parti sociali e associazioni.
Questo disegno rischia però di incepparsi a Venezia. Il pallino è in mano al Governo che dovrà decidere quando fare le elezioni del nuovo sindaco, in ottobre o in primavera 2015, e se nominare uno o due commissari per il Comune e per la Provincia, che scade il 26 giugno.

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