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Coltivare con rispetto

Johnny Moretto, 35 anni, con la sua serra in acquaponica a Ciano del Montello, ha dato una spallata ai veleni e allo spreco di risorse naturali in agricoltura, offrendo una realizzazione concreta di sostenibilità. Siamo andati a vederla

Coltivare con rispetto

Laurea in scienze forestali, dottorato di ricerca nell’innovazione in agricoltura, Johnny Moretto, 35 anni, con la sua serra in acquaponica a Ciano del Montello ha dato una spallata ai veleni e allo spreco di risorse naturali in agricoltura, offrendo una realizzazione concreta di sostenibilità. Il Montello, terra arida e improduttiva fino a decenni fa e oggi patria di vigneti più o meno pregiati, terra rivoltata, disboscata, doline rimodellate al servizio dell'agricoltura con impianti idrici, antiparassitari et similia, è una collina in parte da ripensare.

Johnny offre una ipotesi innovativa, ha realizzato un business che coniuga e mette a rendimento tradizione, scienza, imprenditorialità, autonomia energetica e valorizzazione delle proprietà dei luoghi.
Vive con la famiglia in una casa in roccia, caratteristica della zona, con un terreno rivolto al Piave, là dove il giovane ha costruito la sua Moretto Farm, dopo aver collaborato per anni con l'Università e visitato mezzo mondo per capire le applicazioni di quanto imparato. Dall’India all'Argentina, dall’Australia al Sud America, ovunque ha attinto qualcosa per elaborare un progetto personale adatto al territorio. Partorita dalla sua mente e dalle sue mani, senza interventi di esperti o di tecnici, la serra di 480 metri quadri utilizzata a metà per una prossima espansione con eventuali correzioni e diversificazioni, è quasi autosufficiente grazie allo sfruttamento circolare di tutte le risorse naturali possibili. L’acqua piovana, compresa quella che scivola dal tetto della serra, è raccolta in due laghetti, due perle di bellezza che alimentano la vasca acquaponica: un sistema, per l'attività, di risparmio idrico fino al 90%.

“Acqua senza cloro - precisa Johnny con un sorrisetto - un’immersione qua di sera, in compagnia delle rane, è ben diversa da quella in piscina. Uno dei due laghetti è riservato alla riproduzione di carpe koi da inserire nella vasca dentro serra, anello decisivo nella produzione. Carpe contadine, possiamo definirle”. Acqua dal cielo: primo risparmio di risorse naturali. In serra, i pesci sono alimentati in parte da mangime in parte da una pianta acquatica, il giacinto galleggiante con fiori molto belli che costringono lo sguardo a un soprassalto. Questi animali rilasciano scarti che vengono espulsi in altra vasca dove dei batteri trasformano l'ammoniaca in nitrito, convertito poi in nitrato da altri batteri. Voilà, il gioco è quasi fatto: l’acqua fertilizzata va alle piante, in gran parte coltivate in verticale, che si gustano l'azoto del nitrato, crescono e con un bel grazie la restituiscono pulita ai pesci che se la godono. Nell’acquaponica, dove è vietato l'ingresso ai prodotti chimici, la verdura cresce gustosa e sana: datterini con intenso profumo di pomodoro, insalate e sedano, peperoncini piccanti, basilico greco, basilico cannella, basilico liquirizia: profumi e colori che richiamano viaggi, vacanze, serenità e piatti raffinati.

All’esterno si consuma un'altra fase di risparmio e sfruttamento intelligente delle risorse a disposizione, risorse di solito ritenute rifiuto. In autunno, scarti vegetali e ramaglie vengono, infatti, accatastati in un cumulo di 70 metri cubi dove, in ambiente ricco di ossigeno, intervengono dei batteri - forza lavoro infaticabile - capaci di moltiplicarsi in velocità con la loro attività metabolica e dare forma al termocompost la cui temperatura raggiunge i 55 gradi. Ed eccoci all’utilità vera: dentro il cumulo viene inserita una serpentina per riscaldare l’acqua senza impiego di energia elettrica, una specie di riscaldamento a pavimento prodotto però dalla trasformazione del rifiuto vegetale e dai batteri che garantiscono una temperatura a tutto l’impianto non inferiore ai 12 gradi.

La fase successiva, quella del raffreddamento, prepara il terriccio, un bendidio che Johnny accoglie con creatività mettendo innovazione anche in questo processo: lo sistema in strati all'esterno della serra per garantire produzione di patate, fagioli e altri tuberi durante la stagione estiva che vanno così ad aumentare l'offerta della Moretto Farm. Coltivazioni, anche queste, rigorosamente nutrite dall'acquaponica con un sistema di risparmio idrico praticato in Australia dove l'approvvigionamento dell'acqua è già un problema.
L'azienda è giovanissima, nata grazie al contributo Psr (Programma di sviluppo rurale) e, come da programma, non riesce ancora a camminare con le proprie gambe, ma il talentuoso imprenditore confida di poter raggiungere l'attivo di bilancio entro il 2022.

“E’ un progetto che ho sviluppato passo dopo passo: ho messo in campo conoscenze universitarie perfezionate nei viaggi, ho ideato, modificato, adattato il tutto alle esigenze della mia Farm che ha l’obiettivo dell’autosufficienza completa”. Il nutrimento dei pesci, infatti, si trasformerà piano piano fino a ridurre al minimo il mangime e utilizzare soprattutto il giacinto, pianta che in India viene usata per depurare le fogne. E il fotovoltaico su una struttura in legno in costruzione accanto ai laghetti concluderà il cerchio: il tetto della casetta - punto vendita - produrrà energia. La serra acquaponica, lungo la strada panoramica a Ciano di Crocetta del Montello, è aperta al pubblico per acquisti il mercoledì mattina e il sabato. La settimana prossima si terrà il primo “experience” per diffondere il concetto di innovazione in agricoltura senza fertilizzanti e sostenibile. E ci sarà anche la degustazione dei prodotti.
“Per far funzionare questo impianto è sufficiente una persona - afferma Johnny Moretto - e il compito sarà reso più facile dall'installazione, già programmata, di un sistema di sensori, collegati a un’app, che lanciano allerta in caso di problemi, riducendo così l’obbligo di presenza”.

L'angolo del benessere
A pochi passi dalla serra, le acacie diventano un passaggio obbligato per lo sguardo che attiva l’istinto ad avvicinarsi. E la scoperta è rigenerante ancor prima di capire: una struttura di pali, un lungo tronco per sedile, un luogo tranquillo. Dopo un bel respiro, gli occhi perlustrano intorno: laggiù l’acqua va silenziosa, più in su un rosario di arnie colora il verde e più vicino, a due metri dalla postazione, altri alveari.
“Questo angolo è per l’apiterapia - dice Johnny Moretto -, sono sette in Italia e soltanto due in Veneto”. Una zanzariera scende sui quattro lati a protezione e così l’attenzione può concentrarsi sulla terapia. Due tubicini collegati a due arnie si allungano fino al luogo del relax. Difficile capire.

“A questi tubi vengono applicate delle mascherine attraverso le quali si inala aria con proprietà benefiche per il sistema immunitario, benefici che si ottengono con alcune sedute di mezz’ora, magari insieme a una tisana made in Moretto Farm che aumenterà il senso di benessere”, dice l’imprenditore. Le api lavorano da maggio a settembre ed è in questo periodo che diventano utili anche per curare la nostra salute. Nell'aria dell’arnia, infatti, circolano pappa reale, polline, propoli, miele e anche quel po’ di veleno che è benefico per la circolazione sanguigna, ma esclude chi è allergico alle api.

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