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Comuni, per cinque anni un "tesoretto" da utilizzare per rinnovamento energetico e sviluppo sostenibile

Si potranno fare interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, e di sviluppo territoriale sostenibile quali interventi per la mobilità sostenibile, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Se parliamo di Comuni oltre i 250mila abitanti, la cifra complessiva in cinque anni oltrepassa il milione di euro.

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Comuni, per cinque anni un "tesoretto" da utilizzare per rinnovamento energetico e sviluppo sostenibile

Facendo un po’ di conti sembra quasi un’elemosina, pochi spiccioli dati ai Comuni, rinnovando per  cinque anni la cosiddetta “norma Fraccaro”, che dallo scorso anno stanzia 500 milioni di euro ai Comuni per realizzare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile.

Da alcuni è stato definito “piano spagnolo”, perché imita i provvedimenti presi dalla Spagna nel 2009 quando promosse investimenti pubblici, cantierabili da subito, per superare la crisi economica. Se si considera che in Italia ci sono circa 8mila Comuni, la divisione però è impietosa, si arriverà ad un massimo di 250 mila euro per i Comuni più grandi. Tuttavia, la forza di questo provvedimento sta non nella sua edizione originaria - fu approvato per la prima volta nell’ottobre del 2019 con la legge Finanziaria -, ma in questa nuova edizione, resa operativa da un decreto del 14 gennaio del 2020, che utilizza i fondi della Finanziaria 2020. Stavolta sono stati previsti 2,5 miliardi in 5 anni e, fatti due conti, i Comuni, che sapranno fare progetti e rispettare le scadenze (per questo primo anno l’inizio dei lavori dovrà avvenire antro il 15 settembre 2020, in caso di mancato rispetto delle scadenze l’assegnazione viene revocata), sarà un’iniezione di fondi garantita per  cinque anni. In questo modo l’intervento diventa strutturale e i Comuni possono fare un’adeguata programmazione.

Si potranno fare interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, e di sviluppo territoriale sostenibile quali interventi per la mobilità sostenibile, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Se parliamo di Comuni oltre i 250mila abitanti, la cifra complessiva in cinque anni oltrepassa il milione di euro. Gli interventi non dovranno essere finanziati integralmente da altri soggetti e dovranno essere in aggiunta a quelli programmati nel triennio. Insomma, i Comuni dovranno fare più opere di quelle previste.

In Veneto quest’anno arriveranno quasi 40 milioni di euro: Venezia, Belluno, Rovigo avranno circa 3 milioni di euro, Treviso, Padova, Verona quasi 7 milioni, il massimo lo raggiungerà Vicenza con 7milioni e 600mila euro. Il comune di Padova avrà 210mila euro, Treviso 170mila euro, Venezia 250mila euro. Arrivano 130mila euro a Castelfranco, Montebelluna, Paese, Oderzo, Mogliano e Vittorio Veneto.

Il Governo ha pensato anche a un supporto ulteriore ai Comuni sotto i mille abitanti: con un altro decreto uscito, sempre il 14 gennaio, saranno versati circa 22,5 milioni di euro ai comuni piccoli. In pratica circa 11 mila e 500 euro per ciascuno dei 1940 Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti, un contributo che si aggiunge al contributo previsto per i Comuni sotto i 5mila abitanti. Per Treviso riguarda solo Portobuffolé, per Padova Vighizzolo d’Este e Barbona.

Non sarà facile, per i Comuni, far partire i cantieri in tempo per non perdere il contributo, tra progetti, autorizzazioni, delibere, bandi dovranno essere abili a evitare le trappole della burocrazia e gli immancabili ricorsi al Tar. “I nostri uffici sono a disposizione dei Comuni - afferma Fiorenzo Corazza, dell’Associazione nazionale costruttori edili di Treviso - per fornire tutto il supporto necessario al fine di aprire velocemente i cantieri e non sprecare un’occasione preziosa per il territorio e per il settore”.

Nei decreti si parla esplicitamente di interventi per lo sviluppo urbano sostenibile e quindi sarà necessario fare riferimento a materiali, progetti, mezzi che vadano in direzione della sostenibilità.

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