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Cooperative sociali: pur nella crisi, continuano a tenere

I dati della ricerca, svolta da Confcooperative-Federsolidarietà Treviso in collaborazione con l'istituto Euricse di Trento, presentati sabato mattina 22 novembre al Sant'Artemio di Treviso.

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Cooperative sociali: pur nella crisi, continuano a tenere

Circa 300 persone, fra le quali alcuni sindaci ed amministratori di enti locali, hanno partecipato stamattina al Sant'Artemio di Treviso al convegno “Cooperative sociali, imprese di comunità”, durante il quale è stato presentato l'impatto socio-economico delle cooperative sociali trevigiane aderenti a Confcooperative-Federsolidarietà Treviso, ricerca svolta in collaborazione con l'istituto Euricse di Trento. Da questo studio si evince come le cooperative sociali trevigiane (che si distinguono in cooperative di tipo A che si occupano di servizi socio-sanitari ed educativi e cooperative di tipo B, finalizzate invece all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori agricoli, industriali, commerciali e dei servizi), negli anni della crisi, nel periodo compreso fra il 2006 e il 2011, sono cresciute, arrivando ad un valore della produzione nel 2011 di 187 milioni di euro (quasi il doppio del fatturato 2006), di cui circa 120 milioni di euro sono stati erogati quali salari e stipendi, ad una forza lavoro di circa 5.000 persone, di cui il 71% è donna, il 14,2% ha meno di 30 anni, l'82% con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Dati positivi che sono confermati anche nell'anno in corso, dove si registra un trend in leggera crescita. 

La ricerca ha sottolineato inoltre come le coop sociali trevigiane siano imprese a tutti gli effetti, che si misurano ogni giorno nel mercato, pur con caratteristiche peculiari, come quella di inserire al lavoro soggetti svantaggiati (quali ad es. persone con disagio psichico, ex carcerati oppure disabili). In particolare, le coop sociali trevigiane hanno solidità patrimoniale e buone capacità di investimento (il 33,3% afferma di riuscire ancora oggi a realizzare investimenti grazie ai rapporti di fiducia instaurati con gli istituti di credito, mentre un 15,4% trova le sue possibilità di investimento nelle reti e nella collaborazione con altre cooperative ed organizzazioni del territorio). Molte di queste imprese investono nel recupero e nelle valorizzazione di beni del territorio, ad esempio edifici comunali, generando un valore che al termine sarà recuperato dalla comunità.

E' stata inoltre evidenziata la capacità di innovazione delle cooperative sociali trevigiane, che sempre più spesso contribuiscono alla co-progettazione dei servizi insieme all'ente pubblico, quali ad esempio i Comuni e le Ulss locali.

Interessante rilevare come analisi nazionali dimostrano che un soggetto svantaggiato, inserito in una cooperativa sociale, fa risparmiare alla pubblica amministrazione (attraverso una riduzione delle uscite per pensioni di invalidità, redditi minimi di garanzia e per servizi sociali di supporto) almeno 6mila euro l'anno. Ciò significa che le coop sociali trevigiane, che offrono servizi a 23mila persone ed inseriscono al lavoro 400 soggetti svantaggiati, nel solo 2012 hanno fatto risparmiare alla pubblica amministrazione almeno 2,3 milioni di euro.

Franco Lorenzon (segretario generale Cisl Treviso), Leonardo Muraro (presidente della Provincia di Treviso), Elena Donazzan (assessore all'Istruzione e Formazione della Regione Veneto), Ubaldo Scardellato (direttore dei Servizi sociali dell'Ulss 9 di Treviso), hanno ribadito durante il convegno l'importanza ed il ruolo della cooperazione sociale trevigiana, specie in un momento difficile come quello attuale.

Eugenio Anzanello, presidente di Federsolidarietà Treviso, ha commentato: “Partiti negli anni '80 e primi anni '90 con spirito di volontariato, cercando di dare risposte alle persone la cui vita era in una situazione di “svantaggio”, nel tempo abbiamo preso via via coscienza dell’esserci, delle responsabilità dei nostri gesti e delle nostre scelte. Oggi siamo imprese di comunità che operano per l'inclusione delle persone, con spirito collaborativo nel creare posti di lavoro, cercando di andare oltre al semplice concetto di accudimento e di assistenza”. 

Fonte: Comunicato stampa
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