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Cop26: Al momento in Veneto mantenere l'aumento della temperatura sotto il grado e mezzo entro il 2050 è pura utopia

A sostenerlo l'ufficio Statistica della Regione. L'osservatorio segnala inoltre un aumento del 5% dell'intensità media delle precipitazioni per ogni decennio

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Cop26: Al momento in Veneto mantenere l'aumento della temperatura sotto il grado e mezzo entro il 2050 è pura utopia

E’ utopia l’obiettivo della Cop26 di contenere l’aumento della temperatura del 2050 entro il grado e mezzo rispetto al 1850? In Veneto sì, dato che in meno di trent’anni, dal 1993 al 2020, la temperatura media è salita di 1,1 gradi centigradi. Lo segnala l’ufficio Statistica della Regione Veneto. Nel suo ultimo bollettino rileva che la crescita delle temperature medie è un trend continuo e rilevante, con record stabiliti proprio nell’ultimo decennio (il 2014 e il 2018 sono stati gli anni più caldi).

L’aumento delle temperature medie si riflette in due altri indicatori: il numero annuale di giornate estive e di notti tropicali, con la speculare diminuzione dei giorni invernali con gelate.

L’aumento del numero di notti tropicali, cioè quando la temperatura minima resta maggiore ai 20°, risulta di 5,2 giorni per ciascuno degli ultimi decenni. Di contro, il numero di giorni con temperatura minima inferiore a 0° ha subito, nella nostra regione, una diminuzione media di circa 9,6 giorni per decennio. Praticamente non gela quasi più.

Se questi sono i dati più evidenti e preoccupanti, una nota va riservata alle piogge: l’Osservatorio regionale segnala un aumento del 5% nell’intensità media delle precipitazioni per ogni decennio. Anche la massima precipitazione giornaliera e il numero di giorni con pioggia superiore a 20 millimetri sono aumentati mediamente sul Veneto, rispettivamente dell’8% e del 10% per ogni decennio. Con ogni probabilità si tratta di conseguenze dell’aumento della temperatura media.

A fronte di queste notizia allarmanti, ce n’è una positiva: la riduzione dei gas climalteranti emessi. L’anidride carbonica, il principale tra i gas serra, segna un -27% nel 2017 (ultimo anno con i dati disponibili) rispetto al 2005. Si sono infatti ridotte soprattutto le emissioni derivanti dalla produzione di energia elettrica (quindi le centrali hanno bruciato meno carbone) e le emissioni causate dai trasporti (le auto e i camion hanno introdotto tecnologie più ecologiche). Quasi inalterato l’apporto delle abitazioni e dell’agricoltura.

Le riduzioni da primato riguardano invece il biossido di zolfo e gli ossidi di azoto, rispettivamente calati, negli ultimi 25-30 anni, del -87% e del 45%.

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