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Covid-19, primi vaccini anche in Veneto. Zaia: "Precedenza non ai direttori generali, ma a chi è in prima linea"

In Veneto numeri sempre alti. "Nella Regione "la situazione è seria, il Covid è un incubo", ma serve consapevolezza "perché tra pochi giorni - dice Zaia al Corriere della Sera - il governo cambierà modo di registrare i dati, come richiesto dalle Regioni" e i "nostri contagi si abbasseranno".

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Covid-19, primi vaccini anche in Veneto. Zaia: "Precedenza non ai direttori generali, ma a chi è in prima linea"

Iniziate ieri anche in Veneto le vaccinazioni contro il coronavirus. Questa la ripartizione delle prime 875 dosi di vaccino anti covid. Nello specifico, 90 sono andate all'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, 20 all'Istituto Oncologico Veneto, 90 all'ospedale di Borgo Trento, Verona, 20 alla sede vaccinale di Belluno (Drive In), 20 alla sede vaccinale di Feltre, 105 all'ospedale Ca'Foncello di Treviso, 35 all'ospedale di Mestre, 45 all'ospedale di Dolo, 15 all'ospedale di Chioggia, 15 all'ospedale di Venezia, 45 all'ospedale di Jesolo, 40 al covid hospital di Trecenta, Rovigo, 55 all'ospedale di Schiavonia, 55 all'ospedale di Cittadella, 20 all'ospedale Santorso, Vicenza, 25 all'ospedale di Bassano, 90 all'ospedale San Bortolo, Vicenza, 90 all'ospedale Magalini, Villafranca di Verona.

Prosegue, intanto, l'allerta in Veneto, di gran lunga quella con il maggior numero di contagi, anche se la Regione smentisce il dato circolato, del 36%di positività sui tamponi effettuati, dato che il numero si riferisce solo ai molecolari e non ai test rapidi. Alessia Rotta (Pd), veronese e presidente della Commissione Ambiente della Camera accusa: "In questa seconda ondata in Veneto abbiamo il doppio dei morti rispetto alla Lombardia che ha, tuttavia, il doppio della popolazione. Il dato dei ricoveri per Covid continua a crescere, mentre nel resto d'Italia la curva e' in discesa. Il Veneto inoltre e' stata la regione che ha visto entrare il maggior numero di persone in terapia intensiva (36), con un ampio distacco rispetto alla seconda, la Lombardia, dove ne sono entrati 20. In Veneto e' positivo anche il saldo dei ricoverati con sintomi nei reparti di medicina Covid, dove in 24 ore i ricoverati sono aumentati di 38 unita'. Ma soprattutto ci sono 94 deceduti in un solo giorno, un numero ancora spaventosamente alto. Ma intanto manca personale per far funzionare le terapie intensive".

La risposta del presidente Luca Zaia è affidata a un'intervista al Corriere della Sera: "Nella Regione "la situazione e' seria, il Covid e' un incubo", ma serve consapevolezza "perche' tra pochi giorni - dice Zaia nell'intervista - il governo cambiera' modo di registrare i dati, come richiesto dalle Regioni" e i "nostri contagi si abbasseranno". Un primato, quello registrato dal Veneto in questi giorni che hanno fatto passare, spiega ancora Zaia, il Veneto per un lazzaretto. "Noi da sempre facciamo un gran numero di tamponi rapidi - spiega il Presidente del Veneto - che pero' sulla base della circolare del febbraio scorso, non possono essere inclusi nella statistica". Un sistema, questo spiegato da Zaia, che ha penalizzato la Regione ma che ora cambiera', anticipa sempre il Presidente: dal ministero e' infatti arrivata una bozza di circolare che sostituira' quella di febbraio, includendo quindi anche i tamponi rapidi, che sono gia' conteggiati nel novero dei positivi ma non nei test effettuati, facendo salire la percentuale dei casi riscontrati positivi. Zaia parla anche di vaccini, dicendo che al Veneto sono arrivate 875 dosi, con cui sono iniziate le prime somministrazioni, ma anche aggiungendo, con una stoccata indirizzata al Presidente campano De Luca che ha avuto ieri la prima dose, che "ai miei direttori generali ho detto di non vaccinarsi perche' i vaccini, nella prima fase, servono per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio". Rispetto all'adesione da parte del personale sanitario regionale, Zaia ha parlato di una pre-adesione del 90%, "pero' credo - ha aggiunto - che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario. Il vaccino e' certamente volontario, ma chi rappresenta un rischio per gli altri avra' dei problemi. Le compagnie aree - ha spiegato ancora Zaia - hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi". Infine, a proposito della polemica sul Veneto che nonostante il livello dei contagi e' rimasto in zona gialla e che non ha superato i parametri per finire in zona arancione, il Presidente del Veneto risponde rimandando al mittente la polemica: "Non posso accettare che si dica che il problema dell'algoritmo sia un problema nostro o che ci siano numeri taroccati per restare in zona gialla".

Fonte: Dire
Covid-19, primi vaccini anche in Veneto. Zaia: "Precedenza non ai direttori generali, ma a chi è in prima linea"
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