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Covid: dal 1° aprile stop all'emergenza

Mentre i casi di contagio aumentano, toccando i 100.000 in un solo giorno, e anche i ricoveri ospedalieri tornano a salire, il Governo italiano decreta la fine di alcune misure restrittive

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Covid: dal 1° aprile stop all'emergenza

In Veneto, e non solo, siamo entrati nella quinta ondata della pandemia. L’annuncio del presidente della Regione, Luca Zaia, commentando i dati degli aumenti dei contagi e anche, in minima parte, del crescente numero di ricoverati in aerea non critica, coglie un po’ di sorpresa chi sperava che l’arrivo della primavera portasse buone notizie, almeno sul fronte Covid. La stessa situazione che si verifica in Italia, si sta registrando anche in Nazioni europee quali la Gran Bretagna o la Francia e la Germania, frutto, sostiene l’Organizzazione mondiale della sanità, di un repentino abbassamento delle misure di protezione contro il virus.

Misure che in realtà, per l’Italia, vengono eliminate, e solo in parte, a partire dal prossimo 1° aprile, quando viene decretata la cessazione dello stato di emergenza sanitaria, dopo ben oltre due anni dallo scoppio della pandemia. Omicron-2, la nuova variante, contagia di più, a quanto pare, ma fa meno paura, perché non ha conseguenze gravi sulle persone, in maggioranza vaccinate. E in più si avvicina la bella stagione e con essa, meno assembramenti in luoghi chiusi.
Il provvedimento del Governo, varato la scorsa settimana, stabilisce alcuni punti:

obbligo di mascherine: viene reiterato fino al 30 aprile l’obbligo di mascherine ffp2 negli ambienti al chiuso quali i mezzi di trasporto e i luoghi dove si tengono spettacoli aperti al pubblico. Nei luoghi di lavoro sarà invece sufficiente indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
fine del sistema delle zone colorate;

capienze impianti sportivi: ritorno al 100% all’aperto e al chiuso dal 1° aprile;

accesso al luogo di lavoro: dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il green pass base per il quale dal 1° maggio viene eliminato l’obbligo;
fino al 31 dicembre 2022 resta l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle Rsa; fino alla stessa data rimane il green pass per visitatori in Rsa, hospice e reparti di degenza degli ospedali.

Scuole dell'infanzia: in presenza fino a quattro casi tra gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e docenti, educatori e bambini che abbiano superato i sei anni utilizzano le mascherine ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo. In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Scuole primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e sistema di istruzione e formazione professionale: in presenza di almeno quattro casi di positività tra gli alunni, le attività proseguono in presenza e per i docenti e per gli alunni che abbiano superato i sei anni di età è previsto l’utilizzo delle mascherine ffp2 per dieci giorni dall'ultimo contatto con un soggetto positivo. In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l'esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento per infezione da Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità di didattica digitale integrata accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute dell’alunno. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Il decreto, inoltre, stabilisce che il capo della Protezione civile cessa di avere i poteri emergenziali e dovrà gestire il rientro alla normalità.
Il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, il generale Francesco Figliuolo, aveva già “salutato” prima ancora di quest’ultimo decreto, in quanto atteso da un importante incarico al Comando operativo di vertice interforze.

Al suo posto viene istituita un’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che si coordinerà con il ministero della Salute, il quale dal 1° gennaio 2023 subentrerà nelle funzioni.
Si va verso, quindi, il ritorno alla normalità che si spera sia, questa volta, definitivo.

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