Società e Politica
stampa

Demografia d’impresa: contrazione del numero ma non del tutto evidenti gli effetti del Covid

Mario Pozza: "Possiamo rafforzare le filiere produttive, la parte più dinamica e resiliente della nostra economia, e al tempo stesso investire nelle infrastrutture a vantaggio della competitività di sistema, nell’istruzione, nella sanità, per ridurre i divari territoriali ma dobbiamo fare in fretta"

Parole chiave: covid (353), covid 19 (31), lavoro (289), crisi (128), demografia d'impresa (3)
Demografia d’impresa: contrazione del numero ma non del tutto evidenti gli effetti del Covid

In calo e modo più intenso rispetto al 2019 le sedi d’impresa nelle due province: -483 a Treviso e -194 a Belluno. In sofferenza anche la componente artigiana (-207 a Treviso e -67 a Belluno). Non ancora del tutto evidenti gli effetti-Covid che forse riusciremo a cogliere nel primo trimestre 2021

Il consuntivo della demografia d’impresa di fine anno 2020 evidenzia, nelle provincie di Treviso e Belluno, una contrazione sul numero delle sedi d’impresa, rispetto a dicembre 2019, in misura più accentuata rispetto a quanto avvenuto nello stesso periodo dell’anno precedente.

Per la provincia di Treviso tra dicembre 2020 e dicembre 2019 si registra un saldo negativo pari a -483 sedi d’impresa, contro le -221 sedi di un anno fa. Questa variazione negativa è determinata, in misura rilevante, dal calo delle imprese artigiane: -207 in provincia di Trevis. I settori più interessati restano il manifatturiero, le costruzioni, i trasporti, i servizi alla persona.

Restano invece in crescita le unità locali (+238 a Treviso, +91 a Belluno), in linea con quanto rilevato lo scorso anno. Le più significative divergenze, fra calo delle sedi e crescita delle unità locali si registrano, a Treviso, nell’agricoltura (-100 le sedi; +50 le unità locali), nel settore della fabbricazione di prodotti in metallo(-35 le sedi, +30 le unità locali) e nell’alloggio e ristorazione (rispettivamente -58 e +28); a Belluno nel commercio al dettaglio (-69 le sedi; +12 le unità locali), nel manifatturiero (-39 le sedi; +14 le unità locali) e nell’alloggio e ristorazione, rispettivamente -31 e +26: la crescita delle unità locali, quasi tutta concentrata tra marzo e settembre, va a compensare la flessione delle sedi; da capire se per processi di aggregazioni interni, fra imprese bellunesi, o per processi di acquisizione che avvengono dall’esterno.

Difficile dire quanto di questo saldo negativo sia determinato dall’emergenza sanitaria e quanto invece sia indipendente dalla stessa. Per provare a dare una prima risposta al quesito, si scorpora il saldo annuale in tre periodi di osservazione: periodo pre-Covid (tra dicembre 2019 e marzo 2020), trimestri centrali dell’anno (con il secondo trimestre caratterizzato dal lockdown e un terzo trimestre di ripartenza) e ultimo trimestre dell’anno (con la seconda ondata della pandemia). L’andamento di ciascun periodo viene confrontato con le dinamiche dello stesso periodo nell’anno precedente.

TREVISO

In provincia di Treviso il saldo annuale negativo pari a -483 unità è determinato da una forte caduta avvenuta nel corso del primo trimestre dell’anno pari a -496 unità, più accentuata rispetto a quella dell’analogo periodo dell’anno precedente (-426), da un recupero registrato nel semestre marzo-settembre 2020 pari a +289 unità, ma sottotono rispetto a quello del corrisponde del 2019 (+442), ed infine da un’ulteriore contrazione registrata nell’ultimo trimestre dell’anno pari a -276 unità, anche in questo caso in peggioramento rispetto all’analoga variazione trimestrale del 2019 (-237).

Rispetto a questa segmentazione temporale, alcuni settori ricalcano l’andamento appena descritto, altri se ne differenziano. Sono emblematici al riguardo il comparto manifatturiero e il commercio al dettaglio. Il primo entra in sofferenza nell’ultimo trimestre, il secondo accusa le contrazioni più significative nella prima parte dell’anno.

Le attività manifatturiere perdono -159 sedi nel corso del 2020, quando lo scorso anno la variazione era stata di -114 sedi. La quota più rilevante di queste contrazioni (-121) si registra fra settembre e dicembre 2020 (contro -50 nel medesimo periodo del 2019).

Il comparto che presenta una maggiore discontinuità, in negativo, è la metalmeccanica: perde -64 sedi (contro le -28 del 2019). Questa discontinuità emerge in particolare nell’ultimo trimestre (-26 quest’anno contro -6 lo scorso anno); nella parte centrale dell’anno la flessione è minima (-10) ma si confronta con +7 dello scorso anno; nel primo trimestre del 2020 il comparto aveva accumulato già una flessione di -28 sedi, ma sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il settore più sofferente, all’interno del comparto, è quello della carpenteria metallica: perde 35 sedi, ma vede crescere quasi specularmente +30 unità locali.

Gli altri comparti che cedono imprese in modo significativo sono: il sistema moda (-39 quest’anno contro un -31 l’anno scorso, con scostamenti più marcati proprio nell’ultimo trimestre) e il legno arredo (-60 quest’anno, contro un -48 l’anno scorso, anche in questo caso con una più significativa flessione nell’ultimo trimestre (-40).

Delle -159 sedi d’impresa perse in un anno nel comparto manifatturiero, -103 sono artigiane, operanti soprattutto nella metalmeccanica (-64) nel legno arredo (-15) nel sistema moda (-19).

Anche l’intero comparto del commercio accusa importanti flessioni: -289 che però risultano sostanzialmente in linea, addirittura di poco inferiori, a quanto registrato lo scorso anno (-300). Sono colpiti tanto il commercio all’ingrosso (-141 sedi nel 2020, contro le -95 del 2019), quanto il commercio aldettaglio (-162 sedi nel 2020, -200 lo scorso anno).

Il commento del Presidente Mario Pozza

“Non c’è tempo da perdere – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza - nell’ultima parte dell’anno abbiamo registrato un’intensificazione delle chiusure d’imprese, in particolare aziende artigiane operanti nella manifattura e nei servizi”.

Dopo la calma apparente dell’estate, continua il Presidente "Fra settembre e dicembre le nostre province hanno perso -677 sedi d’impresa, contro le -318 nello stesso periodo dello scorso anno. Incominciano a concretizzarsi gli effetti-Covid sull’economia: tra calo della domanda e misure di prevenzione dei contagi, una prima componente più fragile d’imprese decide con tutta evidenza di dare forfait. Ma siamo convinti – sostiene Pozza – che si tratti solo di una prima onda d’urto. Vedendo alcuni settori ancora non toccati dal segno negativo, come l’alloggio e ristorazione, è facile ipotizzare che il grosso delle chiusure le potremo contabilizzare sul piano statistico solo nel corso dei prossimi mesi”.

 “Paradossalmente – precisa il Presidente - lo stesso commercio al dettaglio perde più imprese nella prima parte dell’anno piuttosto che durante la pandemia. Da ciò i nostri timori di un effetto ritardato nelle chiusure. Ma già così emerge un bilancio annuo preoccupante – dice Pozza - fra chiusure registrate nella prima parte dell’anno, quando ancora si accusavano gli effetti della debole congiuntura del 2019, e chiusure ora indotte da Covid, la provincia di Treviso perde quasi 500 imprese, di cui 207 artigiane, mentre la provincia di Belluno ne perde quasi 200, di cui 67 artigiane”.

Conclude Pozza: “Consegno questi numeri alla politica affinché la smetta di perdere tempo e capisca quanto necessaria sia una strategia per sconfiggere crisi economica e pandemia. Abbiamo ottenuto ascolto, una volta tanto, da Bruxelles. Non dobbiamo dissipare la credibilità ottenuta. Con il Recovery Fund possiamo rafforzare le filiere produttive, che sono la parte più dinamica e resiliente della nostra economia, e al tempo stesso investire nelle infrastrutture a vantaggio della competitività di sistema, nell’istruzione, nella sanità, per ridurre i divari territoriali. Possiamo mobilitare le migliori energie del nostro Paese. Ma dobbiamo fare in fretta: dietro questi numeri ricordiamoci che ci sono imprenditori, le loro famiglie, i loro dipendenti.  La smetta, la politica, di far la conta delle poltrone per sopravvivere. Si apra piuttosto in ogni regione un veloce confronto per come spendere al meglio le risorse del Recovery Fund, sui problemi reali del Paese. Si sfrutti anche il sistema camerale, se serve. Noi siamo pronti. Ma facciamo presto. Il tempo è quasi scaduto.”

Fonte: Comunicato stampa
Demografia d’impresa: contrazione del numero ma non del tutto evidenti gli effetti del Covid
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento