Società e Politica
stampa

Disabilità: diritti uguali per tutti

Firmato il protocollo di intesa tra Ulss 2, Conferenza dei sindaci, rappresentanti delle associazioni di persone con disabilità e operatori del Terzo settore. Ne abbiamo parlato con Ivano Pillon, presidente del coordinamento delle associazioni per le disabilità

Parole chiave: diritti (33), disabilità (44), ulss 2 (170), terzo settore (22), conferenza dei sindaci (5), tavolo (6), protocollo (7), servizi (66)
Disabilità: diritti uguali per tutti

Firmato nella sede dell’Ulss 2 al Ca’ Foncello di Treviso, lo scorso 21 luglio, un nuovo protocollo d’intesa per l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Tra i firmatari l’azienda socio sanitaria, comitati e Conferenza dei sindaci, Ufficio scolastico provinciale, i delegati delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità dei tre distretti di cui si compone l’Ulss 2, consorzio Intesa e rete Synergasia.
Alla firma ha fatto seguito la creazione di un gruppo di lavoro attorno al quale siedono 22 soggetti, tra istituzioni e privato sociale. A spiegarci l’importanza del traguardo raggiunto è il presidente del coordinamento provinciale delle associazioni per le disabilità, Ivano Pillon.

“Si tratta - ha spiegato - di un passo importantissimo per tutto il territorio, un passo verso equità economica e nella distribuzione dei servizi in tutti i distretti dell’Ulss2. Prima dell’unificazione, il territorio provinciale era, infatti, diviso in tre aziende sanitarie differenti, la 9 a Treviso, fino all’Opitergino-Mottense, la 7 nel territorio di Conegliano, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo e la 8 nel Montebellunese-Asolano- Castellana. A ogni azienda, in quanto socio-sanitaria, venivano delegati una parte dei servizi sociali da parte delle rispettive Conferenze dei sindaci. Le percentuali di delega erano, tuttavia, a discrezione dei Comuni, per cui nell’ex Ulss 9 hanno raggiunto il 95%, nell’Ulss 7 il 60% e nella 8 appena il 30-40%, mentre il resto dei servizi veniva gestito dai singoli Comuni. Questo ha portato a delle politiche sociali frammentate e a enormi differenze di opportunità e costi anche fra territori molto vicini tra di loro”.

Con l’unificazione delle aziende sotto l’amministrazione dell’Ulss 2, ancora i servizi relativi al sociale non erano stati razionalizzati: “Sono cinque anni che lavoro alla realizzazione di questo protocollo, come prima ho lavorato per 25 anni a dei regolamenti validi per tutta l’Ulss 9. Alcuni sindaci hanno impiegato molto per convincersi a sedere al tavolo, ora il mio auspicio è che continuino a essere presenti e a lavorare per l’uguaglianza e i diritti. Mi rendo conto che molto spesso non è neanche colpa dei sindaci, che semplicemente non hanno i fondi economici necessari, ma tutti insieme dovremo lavorare per scuotere la Regione, ottenere leggi regionali e finanziamenti”.
Pillon ha, poi, portato alcuni esempi. Uno è quello dei posti di pronta accoglienza e sollievo alle famiglie nelle comunità alloggio. Tra i vari distretti non solo c’è una enorme differenza di diponibilità in base alla popolazione, ma anche i costi sono molto diversi: se nell’ex Ulss 9 oggi sono presenti 18 posti, che costano alle famiglie 20 euro al giorno perché il resto delle spese sono coperte dai Comuni, arriviamo all’ex Ulss 8 dove i posti sono quasi nulli e il costo per le famiglie è quello intero di 120 euro al giorno. Ma anche all’interno dello stesso distretto, ha chiarito Pillon, costi e prestazioni sono molto differenti.

Altra cosa importante, su cui il lavoro sarà lungo e complicato, è la compartecipazione delle famiglie alle spese per le rette delle comunità per persone con disabilità: “La sentenza del Consiglio di Stato 6926 del 2020 ha sancito che le persone con disabilità accedono ai servizi socio sanitari pagando secondo le loro possibilità individuali, stabilite dall’Isee della singola persona, senza che eventuali familiari debbano partecipare alle spese. Tuttavia su questo tema non è mai stata promulgata una legge regionale e i Comuni procedono in ordine sparso, mentre le famiglie cercano di far valere i loro diritti con innumerevoli ricorsi al Tar, che non sarebbe necessario fare, vista la chiarezza della giurisprudenza in materia”.

“Il protocollo di intesa e il relativo tavolo - ha chiosato Pillon - è importantissimo per tutte queste questioni, per appianare le differenze e le ingiustizie. Le problematiche verranno sviscerate una a una, in un ambiente in cui siedono non solo associazioni e terzo settore, ma anche chi ha il potere di cambiare davvero le cose. Il nostro obiettivo è quello di uniformare i servizi, adeguandoli agli standard più alti, quindi aumentare e migliorare le possibilità per le persone con disabilità. Affronteremo tutte le sfere del problema, dalla scuola, all’inserimento lavorativo fino all’autonomia e al «dopo di noi»”.

Tra gli obiettivi del protocollo, fortemente voluto dalle associazioni e già approvato all’unanimità dalla Conferenza dei sindaci, ci sono le seguenti istanze: individuare i bisogni nell’ambito della disabilità, definendo i criteri di priorità nell’erogazione delle risposte e l’accesso ai servizi; partecipare al confronto propedeutico alla costruzione dei criteri e degli strumenti accessori che regolano le convenzioni con il terzo settore; stimolare l’attuazione di percorsi di miglioramento della rete dei servizi a favore delle persone con disabilità; promuovere progetti, anche sperimentali, e pratiche innovative a favore delle persone con disabilità, sia nelle esperienze di residenzialità, sia nel sostegno ai processi di autonomia lavorativa e sociale, in un’ottica di filiera dei servizi e delle opportunità presenti nei territori; favorire la costruzione condivisa del progetto di vita e la promozione della sua sostenibilità in tutte le fasi di crescita e sviluppo della persona con disabilità e il suo contesto di vita; sostenere iniziative e interventi di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolti alla popolazione sulla rete delle risposte accessibili per le persone con disabilità; incoraggiare le azioni a sostegno della cittadinanza attiva, le iniziative di auto mutuo aiuto e di aggregazione delle persone con disabilità, la solidarietà organizzata.

“Il progetto - ha concluso Pillon - per il momento ha una scadenza a tre anni, dopo i quali se ne verificheranno i progressi e eventualmente si correggerà il tiro, se emergessero delle storture, prima del rinnovo. Nella volontà delle associazioni si inizia a lavorare subito. Nel mese di agosto ognuno presenterà la propria lista di priorità, poi verrà creata una lista unica e dei sottogruppi di lavoro su ogni argomento, ci auguriamo di raggiungere almeno un paio di obiettivi entro fine anno, poiché significherebbe che le cose stanno funzionando e tutti stanno andando nella stesso direzione”.

Tutti i diritti riservati
Disabilità: diritti uguali per tutti
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento