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Dodici profughi a Maser. Ci pensa ancora la Caritas. Ma è l'ultima volta

Saranno temporaneamente ospiti nella vecchia canonica, attualmente non utilizzata. Sii attendono altri arrivi, ma la Caritas si chiama fuori: "Non si può lavorare in questo modo, senza programmazione". Malumori per la scelta di procedere per "bandi".

Parole chiave: profughi (222), immigrati (155), caritas (221), accoglienza (159), maser (23)
Dodici profughi a Maser. Ci pensa ancora la Caritas. Ma è l'ultima volta

La modalità usata, in attesa del discusso "bando pubblico", che dovrebbe essere usato per i prossimi arrivi (150 nella Marca trevigiana) è sempre la stessa: la Prefettura viene avvisata con poco preavviso dell'arrivo di alcuni profughi e si rivolge alla Caritas tarivisina, l'unica realtà in grado, assieme a parrocchie e comunità religiose, di far fronte all'accoglienza temporanea di queste persone che attendono il riconoscimento del loro status di rifugiati. Dagli altri, compreso il Comune di Treviso, la conferma che non ci sono posti letto disponibili.

E così stamattina, 8 luglio, verso le 6, con quattro ore di ritardo sul previsto, dodici profughi eritrei, sbarcati solo ieri mattina a Lampedusa, sono arrivati a Treviso. "Non sapevamo niente di loro, abbiamo dovuto procedere con l'identificazione - racconta il direttore della Caritas tarvisina don Davide Schiavon. Alcuni di loro sono musulmani, altri cristiani. Erano molto stanchi, li abbiamo ristorati e portati a Maser". Qui la comunità, che ha mostrato nel suo insieme disponibilità all'accoglienza, era stata velocemente preparata dal parroco, don Fabio Bertuola, e dallo stesso don Davide.

I dodici profughi - saranno ospitati, fin da oggi, nella vecchia canonica di Maser, attualmente inutilizzata. Ma questo scaglione è solo il primo: come detto i profughi saranno probabilmente almeno 150. Da qui l'appello del prefetto Maria Augusta Marrosu rivolto non solo ad enti locali ed associazioni, ma anche agli albergatori. Per far fronte a tale richiesta, la prefettura trevigiana ha "predisposto, e secondo criteri univoci per l'intero territorio regionale, un apposito avviso di asta pubblica per l'accoglienza sia dei richiedenti asilo già presenti, sia di quelli che perverranno con le assegnazioni dal nuovo contingente".

Ma don Davide, stavolta dice basta: "La Caritas tarvisina e la Caritas di Vittorio Veneto, assieme a comunità religiose e alle cooperative Servire, Alternativa, Una Casa per l'uomo ed Emmaus, hanno dato una sistemazione ad un centinaio di profughi. Ma ora siamo tutti d'accordo di dire basta. Continuare così, con improvvisazione, non ha senso. Quella dei bandi è solo l'ultima perla di una lunga serie".

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