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Donazioni di sangue, Marca generosa

Nell’anno 2013, i donatori volontari dell’Avis hanno donato 50.756 sacche di sangue, permettendo di soddisfare la richiesta da parte degli ospedali. Lo hanno reso noto i vertici dell’Avis provinciale di Treviso, nel corso dell’annuale assemblea svoltasi sabato 29 marzo a Salgareda. Prossimo obiettivo: l'ufficio di chiamata.

Parole chiave: avis (56), volontariato (112)
L'assemblea a Salgareda

La Marca trevigiana continua ad essere molto generosa. Nell’anno 2013, i donatori volontari dell’Avis hanno donato 50.756 sacche di sangue, permettendo di soddisfare la richiesta da parte degli ospedali della provincia e di aiutare sia altre province (con la cessione di 3.409 sacche) sia altre regioni (con la cessione di 3.714 sacche). Lo hanno reso noto i vertici dell’Avis provinciale di Treviso, nel corso dell’annuale assemblea svoltasi sabato 29 marzo a Salgareda, organizzata insieme dall’Avis locale e l’Avis di Ponte di Piave.

Nello specifico, sono state raccolte in totale 41.628 sacche di sangue intero, 8.021 di plasma e 1.107 sacche di piastrine. Rispetto all’anno precedente, il 2013 ha registrato un calo nella raccolta complessiva (pari a -1,38%), dovuto ad una maggior organizzazione della donazione stessa.  In pratica, anche nella Marca si sta andando verso la costituzione dell’ufficio di chiamata/prenotazione della donazione, previsto da una normativa nazionale, la cui gestione sarà affidata alle associazioni dei donatori di sangue. Questo per avere un equilibrio ottimale tra il dono e le richieste da parte delle Aziende sanitarie, che eviti il più possibile carenze, eccedenze, e scadenze.

“L’ufficio di chiamata-prenotazione sarà  per tutti noi uno strumento fondamentale per donare tutti, ma donare con responsabilità – ha spiegato la presidente dell’Avis provinciale, Vanda Pradal – stiamo attendendo dal  Coordinamento regionale per le attività trasfusionali (CRAT) le linee guida e perché no, gli strumenti e le risorse  necessari ad attuarlo. Un modo nuovo di concepire la donazione, che rimane ovviamente volontaria e gratuita, ma più organizzata e, in un certo senso, “mirata”. Le Avis chiameranno i donatori in base alle richieste di sangue, i donatori potranno prenotare data e orario del proprio dono.“Un approccio anche culturale nuovo -continua la Pradal - che non svalorizza, ma anzi impreziosisce il gesto dei volontari, certi che nemmeno una goccia del loro sangue andrà sprecata”.

Ma non è questo l’unico fronte di impegno dell’Avis provinciale di Treviso che, con i volontari delle sue 90 Avis comunali di base, sta portando avanti molte iniziative. A partire dalla sensibilizzazione al dono del sangue nelle scuole, che ad interventi la vede prima nella classifica delle province venete, con oltre  8.700 studenti avvicinati nel 2013 per un totale di 400 classi di 95 diversi istituti scolastici, tra superiori e medie e qualche scuola elementare. Gli incontri con i ragazzi delle superiori, in particolare, prevede in molti casi anche la visita al Centro trasfusionale più vicino e la possibilità, per intere classi, di sottoporsi agli esami di idoneità. Anche il coinvolgimento di alcuni istituti superiori alla manifestazione “Musica nel sangue” ha contribuito a dare ottimi risultati. In provincia di Treviso, sul totale dei 2.945 nuovi iscritti all’Avis nel 2013, ben 1.149 hanno tra i 18 e i 25 anni, per la grande maggioranza studenti di scuola superiore e universitari. Quasi alla pari maschi e femmine tra i nuovi iscritti, 1.612 contro 1.333, mentre sul totale dei donatori il distacco è più netto (su 32.401 donatori attivi, i maschi sono 21.235). Grazie ai nuovi donatori, l’Avis della Marca sta diventando, quindi, sempre più giovane e sempre più “rosa”. Oltre che sempre più multietnica: i nuovi iscritti di origine straniera sono stati, infatti, ben 300. 

Per illustrare le tante iniziative che nelle scuole, nelle piazze, in occasione di tante manifestazioni, i presidenti Avis con i loro collaboratori mettono in essere a beneficio della collettività, è stato presentato per la prima volta in assemblea il “Portfolio Avis” che le raggruppa. Un vero bilancio sociale visivo, un archivio di buone prassi da condividere. Sul tavolo anche l’impegno dell’Avis nel campo della ricerca, in particolare a sostegno della Fondazione Tes per la ricerca sulle cellule staminali da sangue periferico con l’adesione al progetto “Adotta un ricercatore”, e accanto ad Avis per il Progresso ematologico (APE), con l’adesione al progetto di utilizzo delle staminali per la cura dell’emofilia. Ancora, a sostegno di una borsa di studio per l’attività, che si svolgerà presso il Centro trasfusionale di Treviso, di classificazione genetica dei donatori che registrano un aumento della ferritina. E il consolidato sostegno a Telethon.

Fonte: Comunicato stampa
Donazioni di sangue, Marca generosa
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