Società e Politica
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Donne: accoglienza e dignità

Nella festa dell'8 marzo dedichiamo la copertina della “Vita del popolo" di questa settimana a tutte le donne in difficoltà, in particolare a quelle che sono seguite dalla Caritas tarvisina nell'accoglienza femminile Santa Chiara, e alle volontarie che di dedicano a loro. Perché la speranza e la forza per ricominciare si ritrovano anche in uno spazio di accoglienza e di relazione con altre donne

Donne: accoglienza e dignità

Tra le donne che vivono nell’accoglienza femminile “Santa Chiara”, attiva da settembre 2014 nella Casa della Carità a Treviso, c’è anche Oxana, donna russa ospite da metà novembre della struttura.
Qual è la sua storia?
Mi chiamo Oxana Bashko e provengo dalla Crimea. Quindici anni fa, dopo aver finito l’istituto alberghiero, ho lasciato genitori e fratelli per venire in Italia in cerca di fortuna.
Com’è stato il primo impatto Italia?
All’inizio è dura: non conosci la lingua, non hai esperienza o contatti. Lavoro però non ne mancava. Ho deciso di imparare l’italiano quindi ho cominciato a frequentare corsi, a leggere libri e a guardare la televisione in italiano: in un mese ero in grado di farmi capire. Poi il lavoro. Ho cominciato presso le famiglie: colf, badante. Poi finalmente ho cominciato a fare quello per cui ho studiato e quello che più mi piace: la cuoca. Ho lavorato per diversi anni in un ristorante dove ho imparato la cucina italiana, la  mia preferita.
E poi? Cos’è andato storto?
Il ristorante aveva sempre meno clienti a causa della crisi; hanno tenuto il cuoco e io sono rimasta a casa. Fortunatamente ho trovato lavoro come badante per una signora anziana ma dopo circa un anno la signora è andata in casa di riposo ed io mi sono trovata senza lavoro. È stato un periodo difficile: alcuni mi offrivano un lavoro in cambio dell’alloggio… ma come si fa a mangiare? Come fai a sollevarti se nessuno ti paga per il mestiere che fai?
E quindi come si è organizzata?
Sono stata alla Caritas di Mestre e poi qui a Treviso ancor prima che aprisse l’accoglienza femminile. All’inizio dormivo da conoscenti ma poi ho dovuto anche dormire in qualche casa abbandonata. È stato un periodo veramente duro. Mi ha stupito la poca solidarietà tra stranieri, che sfocia spesso in razzismo vero e proprio. Adesso però spero che il peggio sia passato. Almeno, grazie a Caritas, per il momento ho un tetto sopra la testa.
Nell’accoglienza in Caritas ora siete 8 donne: come va la convivenza?
Come in tutti i posti: c’è chi si prende l’ambiente troppo a cuore e chi se ne frega! Fortunatamente si parla tranquillamente e ci si mette d’accordo. La compagna con la quale condivido la stanza è una brava persona: ci rispettiamo e non ci sono mai stati problemi. Anche con le volontarie c’è un buon rapporto ma purtroppo ci si vede troppo poco per instaurare un rapporto vero.
La sua famiglia a casa starà vivendo le conseguenze del conflitto russo-ucraino... Che cosa raccontano?
E’ una follia quello che stanno facendo! Hanno distrutto tutto per centinaia di chilometri. I morti non si contano e si parla addirittura di traffico d’organi verso l’Europa! L’esercito russo sta presidiando il confine russo in Crimea ma i profughi arrivano a migliaia. Il posto c’è, ma il problema è che c’è troppo egoismo e poca solidarietà: o si cambia o è difficile che il paese possa ripartire.
Per il futuro quali sono i suoi progetti?
Ho sentito che cercano volontari per andare a colonizzare Marte... Mah, forse ripensandoci ho ancora molto da fare qui sulla terra!

Che cos'è l'accoglienza femminile Santa Chiara

Per dare risposta al crescente numero di donne che si rivolgono al Centro d’Ascolto con problemi di alloggio, Caritas Tarvisina ha deciso di avviare una riflessione sull’emergenza abitativa femminile. Il 15 settembre scorso è stata quindi aperta l’accoglienza femminile “Santa Chiara” all’interno della Casa Della Carità in via Venier a Treviso. L’accoglienza femminile si aggiunge all’ormai rodata esperienza “al maschile” fatta da Caritas, che ha visto 97 uomini ospitati in circa un anno dall’apertura.
E’ uno spazio che può accogliere fino a 12 donne in stanze singole o doppie, ciascuna con il proprio bagno; in comune c’è un’ampia cucina che le ospiti possono utilizzare per la colazione o per consumare la cena ed una sala dove poter leggere o guardare la televisione.
Ad accompagnare queste donne nel loro percorso ci sono 21 volontarie suddivise nel turno serale ed in quello notturno. “Il nostro ruolo”, racconta Ivana, una delle volontarie della notte, “non è tanto quello di controllo, quanto di accompagnamento. Ogni giovedì, quando arrivo”, prosegue la volontaria, “nonostante il freddo preso durante la giornata, la stanchezza e la fatica del momento che stanno attraversando, mi aspettano sempre in piedi con una tazza di thè per fare quattro chiacchere”.
Dall’apertura sono state accolte 14 donne di cui 7 italiane e 7 straniere; tutte le ospiti sono passate attraverso un primo colloquio in Centro d’Ascolto per l’attivazione dell’ospitalità ed incontrano periodicamente, durante i due mesi di permanenza, un’operatrice che le accompagna nel loro percorso.
L’accoglienza donne, come anche gli altri servizi della Casa della Carità, si basa in grandissima parte sulla preziosa presenza dei volontari: la disponibilità richiesta per questo servizio è almeno di una volta al mese o per il turno serale (18.30 – 22.30) o per quello notturno (22.30 – 8 dormendo in una stanza singola riservata ai volontari). Maggiori informazioni alla pagina www.caritastarvisina.it/diventa-volontario.
Sull’esperienza come volontari in Caritas ospitiamo a pagina 10 la testimonianza di Stefania, che si dedica proprio alle donne ospiti dell’accoglienza femminile S. Chiara.

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