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Donne, presto a Treviso una casa rifugio

Il progetto, presentato in partnership con la Cooperativa La Esse e la casa “Domus nostra” gestita dalle suore del Buon Pastore, permetterà alla città di dotarsi da gennaio 2018 di un luogo dove accogliere e dare assistenza alle vittime.

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Donne, presto a Treviso una casa rifugio

Una casa protetta a Treviso per donne vittime di violenza. A pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, arriva una buona notizia per il territorio trevigiano. Il Comune di Treviso, infatti, ha vinto il bando della Regione Veneto per la realizzazione di una Casa rifugio per le donne vittime di violenza, grazie a un contributo di 80mila euro: il progetto, presentato in partnership con la Cooperativa La Esse e la casa “Domus nostra” gestita dalle suore del Buon Pastore, permetterà alla città di dotarsi da gennaio 2018 di un luogo dove accogliere e dare assistenza alle vittime.
La Casa rifugio di Treviso potrà ospitare fino a 4 donne con figli minori e servirà tutto il territorio provinciale. La sua sede è già stata individuata, ma rimane ignota per motivi di sicurezza. Sarà un luogo dove lavoreranno in forte relazione tutti i servizi del territorio pubblici e privati che si occupano di supportare le donne nell’uscita da situazioni di violenza.
Si tratta di uno strumento fondamentale per poter aiutare le vittime, sia perché fornisce un primo soccorso qualificato sia perché rappresenta una leva per convincere le donne a denunciare sempre i propri aggressori, potendo contare sulla pronta assistenza e la massima riservatezza.
Una tappa fortemente voluta dall’assessore alle Politiche sociali Roberto Grigoletto: “E’ uno dei progetti che mi stavano più a cuore e che riusciamo finalmente a realizzare. Non vogliamo e non dobbiamo né chiudere gli occhi né girarci dall’altra parte di fronte anche a un solo episodio di violenza perpetrato nei confronti di una donna: intollerabile anche solo minimizzare o far finta di niente”.
“Quella della violenza sulle donne è un’emergenza sociale grave, che abbiamo contrastato fin da quando abbiamo iniziato ad amministrare Treviso - ricorda il sindaco Giovanni Manildo -. Solo nel 2017 sono oltre 120 le donne che si sono rivolte al nostro centro antiviolenza, per larghissima parte italiane. Oggi arriva dalla Regione il contributo per poter finalmente dotare il territorio dello strumento giusto per proteggere le vittime in modo rapido e qualificato”.
Treviso ha concorso al bando regionale proponendosi come capofila dei comuni appartenenti al distretto dell’Usl 2. Appena ricevuto il benestare dalla conferenza dei sindaci presieduta dal primo cittadino di Motta di Livenza Paolo Speranzon, Ca’ Sugana ha promosso, a settembre, un avviso pubblico per l’individuazione dei soggetti interessati alla co-progettazione di una nuova Casa Rifugio per donne vittime di violenza: hanno passato la selezione la cooperativa La Esse in partnership con la casa religiosa Domus Nostra di Quinto di Treviso. La cooperativa La Esse, infatti, da anni è impegnata nella gestione di progetti in tema di Pari opportunità e di contrasto alla violenza, attualmente è ente gestore della Casa rifugio di Mestre e collabora attivamente con l’equipe del Centro antiviolenza del Comune di Mestre. A Treviso, dal 2013, gestisce lo Spazio Donna “Tina Anselmi”. I servizi di accoglienza della Domus Nostra, invece, da oltre 50 anni sono aperti a donne e madri di provenienza, religione, età e culture diverse, segnate da vulnerabilità temporanee o strutturali derivanti da vicende destabilizzanti di varia natura (conflitti familiari, difficoltà genitoriali, violenza domestica, migrazioni, tratta per scopi sessuali).

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