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Dove parcheggiare? Un rebus per molti sindaci

Un problema che non risparmia nessun Comune, grandi e piccoli soffrono della stessa carenza di spazi per parcheggiare. Non riusciamo a rinunciare alle quattro ruote, al parcheggio davanti all’ufficio o davanti al negozio.

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Dove parcheggiare? Un rebus per molti sindaci

Le stanno provando tutte i sindaci per risolvere il problema dei parcheggi. A Mogliano il neoeletto Davide Bortolato ha aderito al progetto di sperimentazione dei monopattini elettrici in città; ad Asolo Mauro Migliorini ha proposto di concedere parcheggi gratuiti in centro storico all’ora di pranzo; molti comuni hanno introdotto il parcheggio breve: mezz’ora, due ore; il Comune di Venezia erogherà fino a 80 mila euro ad aziende o enti pubblici per cofinanziare gli spostamenti dei loro dipendenti da casa al lavoro con mezzi a bassa emissione; il progetto vale anche per gli studenti che vanno a scuola; infine, la Regione con le Ferrovie dello Stato rimborserà la metà di un abbonamento ferroviario annuale a fronte dell’acquisto di una bicicletta pieghevole.

 

Problema anche per i “piccoli”

Cosa non si farebbe, oggi, per non portare le auto in città o comunque per fermarle alla periferia dei centri per evitare intasamento e inquinamento. Un problema che non risparmia nessun Comune, grandi e piccoli soffrono della stessa carenza di spazi per parcheggiare. Non riusciamo a rinunciare alle quattro ruote, al parcheggio davanti all’ufficio o davanti al negozio. I poveri “bimbi”, che ormai frequentano le superiori e che la domenica capita che giochino sotto un uragano d’acqua la partita di calcio, se piove vanno accompagnati a scuola e ripresi al termine delle lezioni. E’ così in tutta la provincia di Treviso, dove, nel 2017, le nuove autovetture sono state 24.692, in crescita del 2,5 per cento rispetto al 2016. Fortunatamente crescono le ibride (+82 per cento) e le elettriche (+21,4), quelle a benzina sono nella media (+2,4 per cento), scendono solo quelle a gasolio (-0,8).

Faticano ad affermarsi i servizi di mobilità condivisa, car-sharing, bike-sharing, scooter-sharing, car-pooling, termini inglesi che si riferiscono alla condivisione di auto, biciclette e scooter. Il principio è semplice, usiamo in più persone lo stesso mezzo così diminuisce il volume delle auto circolanti e diminuisce l’inquinamento. L’Italia è al primo posto per la condivisione delle biciclette, il bike-sharing, e si piazza ottimamente anche per la condivisione delle auto, car-sharing. Treviso e Padova sono in testa per l’uso di autobus elettrici o a metano, hanno un parco mezzi con oltre il 60 per cento di bus ecologici.

 

Treviso “amica della bici”

Treviso è città “amica della bicicletta” con il 25 per cento degli spostamenti in bici, con le auto il rapporto è più complesso, entro un anno sarà pronto il Piano urbano della mobilità sostenibile, ma per ora tiene banco il futuro del parcheggio di Cantarane che non si vorrebbe realizzare e quello, ormai indiscutibile dell’ex Pattinodromo. Il sindaco Mario Conte vorrebbe anche recuperare 300 posti auto fuori le mura per i pendolari che arrivano da nord.

Il territorio trevigiano ha, però, una peculiarità: è costituito da piccoli Comuni lontani dai servizi e dai luoghi di lavoro, dove è inevitabile l’uso dell’auto privata. In provincia di Treviso, il parco veicolare è mediamente aumentato dell’1,5% rispetto al 2016, circolano 8.279 autovetture in più. Nel 2017 si sono registrate mediamente 649 autovetture ogni mille abitanti, dato che supera quello medio italiano (624 per 1.000). L’Ulss 2, lanciando la campagna sulla mobilità sostenibile nel Trevigiano, ha certificato che il il 40 per cento degli adulti 18-69 anni fa tragitti a piedi, il 24 per cento in bicicletta. Questa quota aumenta nelle fasce d’età 18-29 e 60-69 anni. E’ curioso rilevare che la media di chi va in bicicletta non aumenta né diminuisce con l’età, anzi sono i più anziani, il 27 per cento, a usare di più la bicicletta. Sembra dunque che salga in bici chi lo ha sempre fatto, non la usa chi non l’ha mai usata. Eppure, scrive la dottoressa Paola Corziali, dell’Ulss 2: “L’uso della bicicletta e la scelta di camminare contribuiscono a prevenire la mortalità precoce, favorendo l’attività fisica e riducendo l’inquinamento atmosferico e le emissioni di anidride carbonica”.

 

Troppe auto

L’eccesso nell’uso dell’auto della provincia di Treviso è confermato anche dalle statistiche sugli incidenti stradali: i tassi di mortalità e di lesività evidenziano valori maggiori della media regionale. Nel 2016 si sono verificati in provincia di Treviso 2.287 incidenti stradali (+4,9 per cento rispetto all’anno precedente), che hanno provocato 3.232 feriti (+3,6 per cento) e 64 morti (+12,3 per cento).

Nei piccoli comuni si cerca di sopperire alla mancanza di stalli tracciando linee bianche di parcheggio a bordo strada, ma questo restringe la carreggiata, che non può scendere sotto i tre metri. Ancora, ogni 50 parcheggi uno deve essere per disabili, due se poi si superano gli 80 posti. La legge Tognoli del 1989 obbliga le nuove costruzioni a reperire un metro quadro di parcheggio ogni 10 metri cubi costruiti. Purtroppo, questa legge e pure l’obbligo, per chi apre un’attività in centro, di offrire un certo numero di parcheggi hanno subito il processo detto della monetizzazione o della smaterializzazione. Ovvero chi costruisce o apre un’attività, paga al Comune il costo di costruzione di un parcheggio e se ne disinteressa. Il Comune, poi, non ha fatto programmazione e quindi non sa dove mettere i parcheggi “già pagati”, tutto resta sospeso e i centri si ingolfano con le auto che salgono ovunque.

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