Società e Politica
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"E' necessario valorizzare e investire sulle famiglie"

Intervista ad Adriano Bordignon, presidente del Forum veneto delle Associazioni familiari, sui bisogni e sulle potenzialità delle famiglie, che papa Francesco descrive come "vere scuole del domani". "Le famiglie possono essere un soggetto pastorale e sociale straordinario, hanno in sé risorse di sintesi e generatività essenziali per il bene comune". 

"E' necessario valorizzare e investire sulle famiglie"

Adriano Bordignon è presidente del Forum Veneto delle Associazioni familiari, oltreché direttore del Consultorio “Centro della Famiglia” di Treviso

A partire dalla tua esperienza nel Forum Veneto delle Associazioni familiari, quali segnali promettenti ci sono nella relazione tra le famiglie e il loro contesto di vita? E quali difficoltà?

Ci sono molti segnali promettenti. Il primo è che le famiglie non rinunciano, malgrado le delusioni della politica, a lottare per un futuro migliore per i loro figli, per i loro anziani e le nuove generazioni. Anzi, proprio le carenze di credibilità dei partiti hanno, per un certo verso, rinvigorito la speranza di un impegno nell’associazionismo in termini di servizio e ruolo politico. Le famiglie si trovano a vivere tra due poli. Quello di chiudersi in se stesse, badando a far bene il “compitino” o a non subire ferite dal contesto, e quello invece di andare “oltre i limiti della propria casa”. Cercare l’incontro con gli altri e, forti di questa risorsa, percorrere con fantasia, ma anche fatica, strade nuove. Quest’ultimo è un bellissimo segno dei tempi che va riconosciuto e coltivato con passione.

Il modo di fare politica e le scelte politiche sta crescendo nell’attenzione alle famiglie o c'è ancora tanta strada da fare?

La strada è lunga e impervia. Ma, proprio per questo, entusiasmante. Ci sono dei segnali positivi che vanno valorizzati: provvedimenti legislativi nazionali e regionali più a favore della famiglia, un ampio dibattito sulla denatalità, grandi riflessioni sui temi dell’educazione, della qualità del lavoro e sulla coesione sociale. Viviamo un’epoca di grandi complessità e contraddizioni. Ma se sappiamo farci responsabili, e se crediamo veramente che questo sia il momento migliore che potesse essere “pensato per noi”, la sfida si fa entusiasmante. Chi amministra ormai sta imparando che la questione famiglia non è un tema residuale delle politiche sociali, bensì una dimensione strutturale per il futuro dell’Italia: per la coesione sociale, per l’educazione, per la competitività dell’economia e la qualità del lavoro, per la sostenibilità di welfare, sanità e pensioni. Prendersi cura della famiglia, oggi più che mai, significa investire sul futuro del Paese.

Come le famiglie fanno sentire la loro voce nella società e nella politica?

Questo è un tema complesso. La realtà dei fatti ci descrive come questa sia una strada ancora tutta da percorrere. Sia nella Chiesa che nella società civile, le famiglie non sono ancora pienamente riconosciute né valorizzate per il “compito” che hanno nel mondo. Troppo spesso sono irrilevanti nella programmazione sociale e pastorale. Quando sono considerate, accade che vengano percepite soprattutto nelle loro problematicità, tanto che papa Francesco nel 2015 ha raccomandato ai vescovi che la famiglia “non è prima di tutto un motivo di preoccupazione, ma la felice conferma della benedizione di Dio al capolavoro della creazione”. Analoga difficoltà avviene per la politica che “scopre” le famiglie solo quando emergono delle difficoltà. D’altro canto, un grande impegno deve essere messo in campo per promuovere un effettivo protagonismo delle famiglie nella cura della società e degli ecosistemi.

In che modo la famiglia può essere un contesto di attenzione e cura dell'ambiente e del creato?

Ci rendiamo conto che le complessità e le contraddizioni della nostra epoca sono fortemente legate a una visione centrata sull’io e sull’adesso. La famiglia, per sua natura, vive nella storia: è ben cosciente che ci sono delle radici e che ci sono delle generazioni future. E’ custode di una storia e di un patrimonio da “amministrare e lasciare al futuro”. Inoltre, in famiglia, non funziona usare sempre la prima persona singolare, l’io. Il tu e il noi diventano fondamentali nelle dinamiche delle famiglie capaci di prendersi cura. Vivere in questa prospettiva di ecologia integrale relazionale è un’opportunità per le famiglie che possono divenire protagoniste nello scegliere il loro stile di vita, ma anche nell’impegno culturale e politico.

Quale contributo le famiglie possono dare nella Chiesa affinché essa sia sempre più in cammino e in dialogo con il contesto sociale, il mondo del lavoro, della politica e dell'ambiente?

Le famiglie possono essere un soggetto pastorale e sociale straordinario. Hanno in sé le potenzialità di sintesi e di generatività che sono essenziali per il bene comune. Come dice papa Francesco, “Le Famiglie sono vere scuole del domani, spazi di libertà, centri di umanità e sono chiamate ad essere sempre di più laboratori di umanizzazione”. Troppo spesso questo riconoscimento di valore non viene espresso adeguatamente. In realtà, l’esperienza ci racconta che famiglie felici a causa della loro fede, cioè capaci di testimoniare il Vangelo, sono un grande segno di credibilità per la nostra Chiesa e sono, inoltre, spazi osmotici di relazione, che possono aprire al dialogo e alla collaborazione con il mondo. 

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