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Economia Treviso-Belluno: export in frenata

Il rallentamento della crescita mondiale impatta sul commercio estero dei due territori. Tengono tuttavia l’occhialeria del bellunese (+5,3%) e i mobili nel trevigiano (+9,1%)

Parole chiave: manifattura (2), export (22), Camera di commercio (35), economia (89), Treviso (1518)
Economia Treviso-Belluno: export in frenata

“Era nell'aria e ci era stato anticipato dall'indagine congiunturale sul manifatturiero – esordisce così Mario Pozza Presidente della Camera di Commercio Treviso e Belluno - Ora i dati Istat ce lo confermano in modo ufficiale: nei primi tre mesi del 2016 il rallentamento della crescita mondiale impatta anche sulle esportazioni delle province trevigiana e bellunese, anche se in maniera differente.”
La frenata delle esportazioni è generalizzabile a tutta l’Italia (-0,4% la variazione tendenziale, rispetto al +3,2% dello scorso anno) e al Veneto (+0,3%, contro il +4,9% dello scorso anno).
“L'export bellunese – prosegue il Presidente - riesce a difendersi meglio di quello trevigiano, grazie all’occhialeria, che rappresenta il 75% dei flussi di vendita provinciali. Nel complesso, tra gennaio e marzo 2016 il commercio estero bellunese cresce del +4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tuttavia, il ritmo di crescita di un anno fa risultava decisamente più sostenuto (+11,8%).”
“Resta invece al palo l’export trevigiano: +0,5% la variazione tendenziale, contro il +4,9% di un anno fa – rileva Pozza- A soffrire, in particolare, il settore dei beni strumentali (-9,1% le vendite di macchinari) e flessione che diventa ancora più intensa (-14,8%) se riferita alle vendite nei mercati extra-Ue. Per contro, recuperano bene le esportazioni di mobili (+9,1%) che fanno addirittura meglio di quanto registrato nel I trimestre 2015 (+5,6%).”
“E’ bene precisare che si stanno considerando dati provvisori e relativi alla prima porzione dell’anno: con probabili amplificazioni delle dinamiche tendenziali, delle stagionalità, degli effetti-commessa, per effetto dei più ridotti volumi di scambio considerati – puntualizza Pozza- I dati vanno letti con cautela perché si riferiscono ai soli primi tre mesi del 2016. Questo non significa che i tendenziali non preoccupino. Confermano quanto il rallentamento dell’economia mondiale incominci a farsi sentire anche nei nostri territori. La varietà delle nostre specializzazioni produttive ci consente di intravedere margini di miglioramento e di mantenere un cauto ottimismo.”.
“E’ chiaro, ora più che mai, che dobbiamo rendere più sistematici i nostri sforzi di proiezione all’estero – precisa Pozza - nel momento in cui gli scenari internazionali sono così complessi. Alcuni mercati rallentano, altri sono in espansione, ma più difficili da raggiungere. Di certo le politiche di promozione con l’estero non possono più essere fatte in ordine sparso. Occorre coordinare gli sforzi e fare davvero squadra. Le nostre imprese vanno accompagnate a forme di internazionalizzazione che consentano loro di essere protagoniste nei mercati, assicurando margini importanti di competitività. Occorre ripensare all’articolazione e alla gamma dei servizi sui temi che deve trovare legittimazione e nuovo vigore in una governance condivisa tra i vari attori, affinchè ciascuno possa per la propria area di competenza, agendo in una logica di sistema, possa realmente concorrere alla crescita del mondo produttivo.”
“Le ricadute di azioni sinergiche e di politiche condivise – conclude il Presidente- che si declineranno in minori costi , grazie a economie di scala, e in un’offerta più ampia di servizi innovativi e ad alto valore aggiunto, assicureranno indubbi vantaggi alle imprese.”

Fonte: Comunicato stampa
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