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Electrolux: Convocato per domani il tavolo Ministero - Regioni

“Chiudere l’Electrolux per noi è come chiudere la Fiat in Piemonte. Serve capire se si vuole dare un futuro al settore dell’elettrodomestico”. Così il presidente della Regione Luca Zaia ha dato notizia della convocazione per domani del tavolo per l’Electrolux, presso il Ministero dello sviluppo economico, a cui saranno presenti anche la Presidenza del Consiglio e le quattro Regioni interessate al futuro degli stabilimenti italiani del gruppo svedese (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna).

Electrolux: Convocato per domani il tavolo Ministero - Regioni

Una notizia importante dopo l’incontro di ieri sera dei rappresentanti dell’azienda con i sindacati che ha visto uscire notizie allarmanti e contrastanti. Mentre i sindacati parlano di una riduzione molto forte degli stipendi, quasi un dimezzamento, la proprietà, in una nota, spiega che “la proposta tutta da discutere del costo dell’ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa l’8% di riduzione, ovvero a meno 130 euro mese”. I sindacati ribadiscono che tra le proposte dell’azienda c’è anche la riduzione dell’80% dei 2.700 euro di premio aziendale, il blocco dei pagamenti delle festività, taglio del 50% di pause e permessi sindacali, stop agli scatti di anzianità. Un modo per avvicinare gli stabilimenti italiani al costo del lavoro della Polonia (sei euro l’ora contro i nostri 24).

“Il contenimento del costo del lavoro- ha commentato Anno Trovò della Fim Cisl- è stato presentato come una condizione necessaria ma non sufficiente, per realizzare gli investimenti su prodotti, processo e innovazione che consentirebbero l'ottenimento di standard competitivi sufficienti per confrontarsi con i competitors”. Questa condizione sarebbe utile solo per salvare Solaro, dove si producono lavastoviglie, Forlì dove si producono forni e piani cottura e Susegana, dove si fanno i frigoriferi. Non basterebbe però a giustificare il mantenimento dell'impianto di Porcia, quello nel quale si producono lavatrici  per il quale si immagina come ineluttabile la chiusura”. “Electrolux deve modificare assolutamente i suoi progetti, non ci arrenderemo e lo glielo chiederemo anche con la mobilitazione nei prossimi giorni in tutte le fabbriche” conclude Trovò.

“La convocazione del tavolo nazionale è una buona notizia che attendevamo da tempo – sottolinea Zaia - perché vogliamo pensare che la manifattura in Veneto non è un capitolo chiuso. Difendiamo la partita Electrolux non solo perché riguarda 1641 lavoratori, ma ha ricadute gravi su un contesto economico più ampio che riguarda l’intero centro logistico del freddo, che è il “cervello” per quanto riguarda la produzione di frigoriferi, e il settore del mobile”. Zaia ha sottolineato poi che lo stabilimento di Susegana nel trevigiano è “una realtà attiva e in attivo”, mentre non sembrano esserlo le realtà produttive presenti in altri paesi europei; non è, forse, un problema di costi ma di mercati”.

Sulla convocazione del tavolo domani al Ministero ha espresso soddisfazione anche l’onorevole Floriana Casellato, che in una nota sottolinea come sia “comprensibile la disperazione dei lavoratori, ma non bisogna alimentare il disagio bensì pensare a proposte concrete e percorribili e dare prospettive nuove anche alla multinazionale, che altrimenti procederà con la sua ristrutturazione. Per chi ha responsabilità politiche o amministrative è facile mettersi dietro i cortei e manifestare,  è ben più difficile analizzare la situazione e avanzare proposte concrete. Bisogna pensare al rilancio della competitività delle nostre aziende, la riduzione del costo dell’energia, sostenere e promuovere le sturt-up e altre riforme, già contenute nel decreto “Destinazione Italia” che, se non fosse per l’ostruzionismo di alcuni, potrebbero già partire”.

Diversa la lettura del Movimento 5 Stelle, secondo cui “il Parlamento è sotto scacco da parte delle grandi lobbies di potere, che vogliono resti il monopolio energetico del petrolio”, mentre la soluzione sarebbe la costituzione di una cooperativa per salvare l’azienda e la produzione di un frigo “a kilometro zero”.

“La cooperativa: questa la formula ideale – o l’unica possibile - che potrebbe dare una soluzione, anche se non immediata, ai problemi di occupazione che si creano nel territorio, trevigiano e non solo, quando una grande azienda decide di andarsene dall’Italia” sottolinea il portavoce 5 Stelle al Senato Gianni Girotto, con una nota che riassume i contenuti dell’incontro pubblico che si è tenuto nei giorni scorsi a Conegliano, presenti i rappresentanti sindacali, i sindaci e gli esponenti del Movimento. “Il caso sotto gli occhi di tutti è quello dell’Electrolux, al centro dell’incontro pubblico di venerdì sera a Conegliano, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle Rsu aziendali che si sono confrontati con i portavoce 5 Stelle del Senato e della Camera, e con il membro del Consiglio Direttivo di Federlegno dott. Roberto Migotto”.

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