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Elezioni Comunali: in cinque anni "perso" un candidato su tre

Il 26 maggio si voterà in 44 Comuni del nostro territorio, uno in meno di 5 anni fa. Innanzitutto, salta all’occhio il calo dei candidati alla carica di primo cittadino. Erano 157, oltre 3 di media, 5 anni fa. Sono 106 quest’anno, con un numero di municipi praticamente invariato.

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Elezioni Comunali: in cinque anni "perso" un candidato su tre

Giornata importante, quella del 26 maggio. Si vota, come è noto, per le elezioni Europee. E si vota anche per le elezioni Comunali in quasi la metà dei Comuni italiani, per un totale di 17 milioni di elettori coinvolti.

 

Un test “nazionale”

Sei sono capoluogo di Regione: Firenze, Bari, Perugia, Cagliari, Potenza e Campobasso.

Altri 22 sono capoluogo di Provincia: Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cesena, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia. In Piemonte, inoltre, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere il presidente e il consiglio della Regione e in Trentino-Alto Adige si tornerà al voto per la Camera in due collegi uninominali.

 

44 Comuni e 106 candidati

L’inserto che la Vita del popolo propone nel numero di questa settimana è dedicato nelle prossime due pagine alle elezioni Europee e nelle restanti dodici completamente alle Comunali, che si svolgono in oltre la metà dei municipi del nostro territorio: 44, uno in meno di 5 anni fa. In gran parte sono i Comuni più “stabili”, che non hanno mai attraversato crisi amministrative e sono giunti puntuali alla scadenza dei vari mandati.

All’interno, dunque, i lettori possono trovare la presentazione di tutti i candidati sindaco, Comune per Comune. Qui presentiamo alcune tendenze che è possibile intravvedere, pur in uno scenario composito.

Innanzitutto, salta all’occhio il calo dei candidati alla carica di primo cittadino. Erano 157, oltre 3 di media, 5 anni fa. Sono 106 quest’anno, con un numero di municipi praticamente invariato (manca solo Resana).

 

Un calo di “passione”

Negli anni scorsi si parlava di eccessiva frammentazione, oggi l’allarme è opposto: un calo del 30% di candidati e liste non è poca cosa. Soprattutto se consideriamo che la composizione delle liste e la selezione dei candidati è stata molto più faticosa, a detta degli stessi protagonisti locali. Si nota anche, per esempio, un innalzamento dell’età media e un ricorso a chi è già in pensione. Ancora, non sono pochi i sindaci al primo mandato che hanno scelto di non ripresentarsi. E fanno la loro comparsa due Comuni (Cimadolmo e Povegliano, non a caso due centri dove la “fusione” con altri municipi negli anni scorsi è fallita) con un solo candidato sindaco. Insomma, se si prosegue di questo passo, pensando che i partiti siano un vecchio arnese e la politica sia un giochino da social e da leader nazionali onnipresenti, la prossima volta la tendenza rischia di diventare schiacciante.

 

La Lega cova la rivincita, M5S assente quasi ovunque

Vale la pena di dire qualcosa anche sulla presenza dei partiti. L’unica forza visibile (magari con il simbolo inglobato in quello di qualche civica) è la Lega, che si aspetta di fare il pieno. Non sono, tuttavia pochi, i casi nei quali gli amministratori leghisti e di centrodestra si sono spaccati, mettendo a repentaglio una vittoria quasi certa.

Molto meno visibile appare il Pd, ben nascosto in un grande numero di liste civiche. Cinque anni fa l’effetto Renzi aveva fatto conquistare al centrosinistra un numero notevole di Comuni, fino a far controllare al Pd alcune società sovracomunali, come Contarina, o qualche Conferenza dei sindaci. L’impressione è che sarà dura confermare tutte le “bandiere” di 5 anni fa.

Chi è sicuramente invisibile, anzi proprio assente, è il Movimento 5 Stelle. Quello che è stato il primo gruppo politico italiano alle Politiche dello scorso anno e il secondo in Veneto), riesce a presentare propri candidati solo in un comune trevigiano (Mogliano Veneto), in uno padovano (Trebaseleghe) e in uno veneziano (Spinea). Erano quelli della partecipazione dal basso. Anche questo un segnale che è più facile mettere un “like” che sporcarsi le mani.

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