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Elezioni, l'analisi locale: le due Leghe si sommano, nei Comuni varie sorprese

Un voto nuovo e antico al tempo stesso. Nel momento in cui la “nuova Lega”, nazionale e di destra, interpretata da Matteo Salvini, sfonda in tutto il Paese, la “solita Lega” di Zaia e Gobbo supera il 50 per cento in provincia di Treviso (tornata a essere la “più leghista” d’Italia), arriva attorno al 70% in Sinistra Piave (vedi Cimadolmo) e in Pedemontana. Insomma, le due anime (che ancora giocano a nascondino) della Lega finiscono per sommarsi perfettamente nel nostro territorio.

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Elezioni, l'analisi locale: le due Leghe si sommano, nei Comuni varie sorprese

Un voto nuovo e antico al tempo stesso. Nel momento in cui la “nuova Lega”, nazionale e di destra, interpretata da Matteo Salvini, sfonda in tutto il Paese, la “solita Lega” di Zaia e Gobbo supera il 50 per cento in provincia di Treviso (tornata a essere la “più leghista” d’Italia), arriva attorno al 70% in Sinistra Piave (vedi Cimadolmo) e in Pedemontana. Insomma, le due anime (che ancora giocano a nascondino) della Lega finiscono per sommarsi perfettamente nel nostro territorio. Il Carroccio alle elezioni europee è il primo partito in tutti i Comuni del nostro territorio. La cartina geografica del suo consenso assomiglia molto a quella della Dc. A sommarsi non sono solo i voti, ma anche gli umori delle persone, anche se nel nostro territorio sembra prevalere il voto a una Lega “moderata”, di Governo, a cui si chiede “di fare le cose” senza furori ideologici. Insomma, un’ancora in uno scenario confuso. E’ leghista anche l’unico eurodeputato trevigiano: il vittoriese Toni Da Re.

Agli altri restano le briciole. A destra Fratelli d’Italia mette spesso la freccia per superare ciò che resta della gloriosa Forza Italia. Il Movimento 5 Stelle cade a precipizio ancora di più che a livello nazionale. Il Pd resta appena sotto il 20%, ma è tenuto a galla da una lista super-competitiva, con alti numeri di preferenze (pur non sufficienti per essere eletti) anche per i trevigiani Laura Puppato e Antonio Silvio Calò. Flebili segnali di novità arrivano dal 3% circa dei Verdi, che tornano in qualche modo sulla scena politica.

 

Alle Comunali un’altra partita

Fin qui le Europee. Ma un’analisi del voto nel territorio non può che concentrarsi anche sull’esito delle Amministrative. Per un bilancio definitivo bisognerà attendere l’esito dei tre ballottaggi di Spinea, Noale e Mogliano (mentre Paese, Scorzè e Preganziol hanno eletto il sindaco già al primo turno). Ma alcune tendenze sono chiare. La Lega può gioire anche alle Comunali, anche se la partita in questo caso è stata molto diversa e non sono mancate cocenti delusioni. I numeri dicono, infatti, che su 41 sindaci eletti nel nostro territorio, 26 sono espressione della Lega (a volte da sola, a volte in alleanza con centrodestra o civiche). In 15 casi, invece, c’è stato un netto ribaltamento rispetto al voto dato lo stesso giorno per le Europee: in 10 casi la vittoria è andata a liste civiche orientate a centrosinistra; in 4 a civiche “pure” o a liste trasversali; in un caso (Giavera del Montello) a un candidato di centrodestra senza la Lega.

Un territorio emblematico è la Pedemontana. Per il Carroccio le percentuali sono state bulgare nel voto per le Europee. Ma, contemporaneamente, i candidati leghisti hanno perso (in alcuni casi nettamente) ad Asolo, Pieve del Grappa, Riese Pio X, San Zenone degli Ezzelini; vincendo solo di misura ad Altivole e a Fonte, dove l’ex direttore della Vita del popolo Dino Boffo per un soffio non ha concretizzato una clamorosa rimonta.

Ciò non toglie che mai la “cartina geografica” dei municipi si era così tanto colorata di verde, in particolare nel Montebellunese, in Sinistra Piave, nell’Alta padovana. Sempre più leghista anche il circondario di Treviso, che solo cinque anni fa era andato in gran parte al centrosinistra. La Lega si conferma a Paese e a Quinto e conquista Casier, Carbonera, Ponzano Veneto e Maserada.

Al centrosinistra - che cinque anni fa era al suo massimo storico - resta la soddisfazione di aver “tenuto” alcuni municipi dove è stata premiata una buona amministrazione: su tutti Preganziol, Camposampiero, Asolo, Roncade, Zero Branco.

 

La forza degli uscenti e delle donne

La forza del sindaco uscente resta sempre importante e si è rivelata vincente in 19 casi. Solo tre i sindaci uscenti sconfitti, tutti di centrosinistra (Maserada, Carbonera e Cavaso). Un’ulteriore tendenza riguarda l’alto numero di donne chiamate a guidare un Comune: ben tredici (9 della Lega e 4 di centrosinistra), di cui sette neoelette. Una quattordicesima sarà sicuramente la sindaca di Noale, dato che il ballottaggio sarà tutto al femminile.

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