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Emergenza energetica: il prezzo del gas alle stelle

Sono numerosi e complessi i motivi dell'aumento dei costi. La situazione penalizza pesantemente famiglie, aziende, automobilisti. Gli interventi del Governo

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gasdotto

A fine 2020, proprio il 31 dicembre, le prime molecole di gas dall’Azerbaijan hanno cominciato ad arrivare al quinto terminale di ingresso di gas naturale per l’Italia. E’ il terminale del Tap, Trans adriatic pipeline, il gasdotto che collega la Grecia all’Italia, più precisamente a Melendugno in Puglia, e porta il gas proveniente dal Caspio. E’ la quinta e ultima porta aperta per far entrare gas naturale in Italia. Le altre si trovano a Tarvisio, a passo Greis, in Piemonte, a Mazara del Vallo e a Gela, in Sicilia.

Mediamente, l’Italia utilizza 70 miliardi di metri cubi di gas; solo una piccola quantità, il 10 per cento è prodotta sul nostro territorio, il resto arriva da queste cinque porte. Russia, Libia, Algeria, Olanda e Norvegia sono i principali fornitori, che tuttavia non sono riusciti, o non hanno voluto, far fronte alle nostre richieste degli ultimi mesi in termini di quantità e di prezzi.

I nuovi contratti, stabiliti il 1° ottobre, in vista della stagione invernale, sono stati onerosi e con il contemporaneo aumento dei prezzi del petrolio, è stato annunciato un rincaro sulla bolletta energetica di luce e gas, del 40 e del 30 per cento. Le prime ipotesi prevedono aumenti di 100 euro all’anno per la luce e 400 euro per il gas a famiglia. Ai distributori di benzina l’aumento costante, che si registra da febbraio, è diventato frenetico, una situazione che per la prima volta in dieci anni penalizza anche il metano per auto: in pochi giorni è “riuscito” a raddoppiare il suo costo, peraltro con oscillazioni poco spiegabili tra un distributore e un altro.

Cosa sta accadendo? Nonostante il nostro Paese abbia diversificato i fornitori e si sia dotato di una nuova linea di ingresso, perché il gas aumenta di prezzo e scarseggia? Succede che le riserve siano diminuite del 20 per cento in tutta Europa, che la Russia, nonostante l’aumento della domanda dovuta alla ripresa produttiva post Covid, non abbia aumentato la produzione. La Cina drena risorse in tutto il mondo per la sua ripresa produttiva. I Paesi orientali sono disposti a pagare petrolio e gas naturale a un prezzo più alto di noi europei.

Ultima, ma non ultima, l’introduzione in Europa della tassa sulle emissioni di Co2, di anidride carbonica, che pesa sui produttori dei diversi tipi di carburanti e ammonta a circa 50 euro a tonnellata di combustibile. Un provvedimento che aiuterà la transizione ecologica, ma che al momento si somma alle altre criticità. Infine la speculazione, che il mondo finanziario fa sempre su tutto, prende di mira anche la ripresa economica, le riserve di gas e perfino la rete, molto scarsa in Italia, dei distributori di metano per auto.

Il Governo, per controllare questi aumenti e non scaricarli su famiglie e aziende, ha deciso l’azzeramento degli oneri di sistema, provvedimento che veniva invocato da anni e che riguarda i costi non legati alla materia prima. In questo modo le bollette elettriche aumentano del 29,8 per cento anziché del 40 per cento e quelle del gas del 14,4 per cento invece che del 30 per cento. Infine, sono stati reperiti fondi per poter aumentare la dotazione annua del bonus luce e gas per più di 5 milioni di famiglie con un Isee compreso tra 8.625 euro e 20mila euro.

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