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Emergenza profughi, i sindaci chiedono un incontro a Zaia. Altri arrivi alla Salsa

Dopo la richiesta inviata ieri dal sindaco di Treviso Giovanni Manildo, i primi cittadini dei comuni di Preganziol, Mogliano, Casier,  Ponzano Veneto, Maserada, Monastier, Ronacade, San Biagio, Silea, Vittorio Veneto sono tornati a chiedere un incontro nel più breve tempo possibile al presidente della Regione Veneto.

Emergenza profughi, i sindaci chiedono un incontro a Zaia. Altri arrivi alla Salsa

Il Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia ha accolto la richiesta, inviatagli ieri per lettera dal Presidente del Veneto, Luca Zaia, di organizzare un vertice urgente sul tema dell'immigrazione. L'appuntamento è stato fissato per il 15 giugno, alle 15, in Prefettura a Venezia. Ne dà notizia lo stesso Governatore del Veneto.

Ma c'è anche chi chiede un incontro urgente con il governatore del Veneto Luca Zaia. Dopo la richiesta inviata ieri dal sindaco di Treviso Giovanni Manildo, i primi cittadini dei comuni di Preganziol, Mogliano, Casier,  Ponzano Veneto, Maserada, Monastier, Ronacade, San Biagio, Silea, Vittorio Veneto sono tornati a chiedere un incontro nel più breve tempo possibile al presidente della Regione Veneto.
'Non basta dire no' è il coro unanime dei sindaci che hanno ricordato a Zaia gli impegni assunti con la firma della convenzione Stato – Regioni e la necessità di andare oltre i 'comunicati stampa' che non fermano l’arrivo dei migranti.
Ad aprire la conferenza il primo cittadino di Preganziol Paolo Galeano che, facendosi portavoce del pensiero dei colleghi, ha sottolineato come non possa essere la rete dei Comuni a fare fronte da sola al problema e come sia necessario affrontare la questione senza strumentalizzazioni di tipo politico. Per il sindaco di Preganziol è inoltre necessario definire regole chiare per l’accoglienza e stabilire protocolli più snelli.
Per Maria Rosa Pavanello, Presidente di Anci Veneto non si può pensare che Anci Veneto si sostituisca al ruolo di coordinatore per l’accoglienza che dovrebbe invece svolgere la Regione. Secondo Pavanello inoltre
l’associazione nazionale dei Comuni avrebbe sempre evidenziato il problema di reperire strutture idonee e le lungaggini nello smaltimento delle pratiche per i migranti, quelli a cui va riconosciuto lo status di rifugiati. Pavanello ha chiarito poi come spetti al Ministero individuare un centro di coordinamento in Veneto e come proprio su questo sia necessario accelerare.
“Magari il no di Zaia ai profughi servisse a fermare gli arrivi  – ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – è facile parlare alla pancia degli elettori per ricevere consenso ma i problemi così non si risolvono. Ha chiesto a me di fare lo sgombero ma ha sbagliato interlocutore.  Il Governatore forse dimentica che spetta alla sanità regionale accertare il rischio di un'emergenza di igiene pubblica che qualora dovesse verificarsi andrebbe oltre il territorio comunale. Mi dispiace solo che ieri era a Treviso Nord e invece di farmi una telefonata per rispondere alla mia richiesta di incontro ha preferito fare una conferenza stampa”.
Manildo ha poi confermato che dal colloquio con il Prefetto è emerso che la caserma verrà liberata nel giro di pochi giorni e che i profughi verranno collocati in altre strutture. “Voglio ancora una volta rassicurare i residenti del quartiere e tutti i cittadini. La Caserma Salsa è assolutamente inadeguata per accogliere queste persone e dal prefetto abbiamo avuto rassicurazioni che la soluzione è limitata a questi tre giorni".

Intanto oggi nuovi arrivi (circa una ventina di stranieri) alla caserma Salsa, così come, per quanto riguarda il Veneto Orientale, ad Eraclea.

Dall’alba di martedì 9 giugno due medici e due infermieri del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss10 sono impegnati a tempo pieno “nell’emergenza profughi” ad Eraclea mare.

“Le persone che abbiamo visitato sono in buono stato di salute seppur provate per il lungo viaggio – spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Luigi Nicolardi - . L’attività prevede visite per accertare l’assenza di malattie infettive e in generale il buono stato di salute, di seguito vengono effettuati trattamenti di prevenzione vaccinale. Le visite sono iniziate martedì sono proseguite ininterrottamente anche ieri e oggi con l’arrivo di altri immigrati”.

Le notizie diffuse in questi giorni da giornali e tv hanno allertato turisti e pendolai che frequentano la località balenare: Varie persone si sono rivolte al personale dell’Ulss10 per avere chiarimenti e rassicurazioni sul fronte sanitario: “Dal punto di vista sanitario la situazione è sotto controllo – puntualizza il dottor Nicolardi - . Residenti e turisti non devono avere alcun timore per la propria salute: non c’è alcun motivo per esserlo”. I profughi, che oggi avrebbero raggiunto le 114 unità, vengono visitati presso un ambulatorio dl litorale messo a disposizione del Comune di Eraclea.

“Il sistema sanitario veneto è tra i più efficienti d’Italia, abbiamo la situazione sotto controllo quindi chi intende recarsi in questa località può trascorrere una vacanza nella massima serenità – aggiunge il direttore generale dell’Ulss10, Carlo Bramezza - . Purtroppo, l’arrivo di questa ondata di immigrati avviene in un periodo in cui il personale del Dipartimento di Prevenzione è già molto impegnato a garantire la sicurezza sanitaria a residenti e  turisti, questa attività straordinaria graverà notevolmente sul carico di lavoro già svolto in questo periodo dell’anno”. Riguardo i profughi accolti a Jesolo, i controlli sanitari vengono gestiti direttamente dalla Croce Rossa Italiana, l’azienda Ulss10 ha tuttavia comunicato che, qualora ve ne fosse la necessità, è pronta ad intervenire anche su questo litorale.

Fonte: Ansa
Comunicato stampa
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