Società e Politica
stampa

Enigma Matteo: perché i cattolici lo hanno votato?

In occasione delle elezioni Europee Matteo Renzi, e con lui il Pd, ha sfondato tra l’elettorato cattolico. Eppure, pur essendo un praticante, il presidente del Consiglio parla poco della sua fede e il suo approccio sembra essere ben poco ideologico. E su alcuni temi non secondari (come le unioni civili) il suo pensiero diverge dalle indicazioni del magistero.Sui motivi di questa vittoria intervista a padre Francesco Occhetta, gesuita, redattore della Civiltà Cattolica.

Parole chiave: renzi e cattolici (1), cattolici e pd (1), occhetta (2), civiltà cattolica (2), renzi (94), cattolici e politica (11), pd (45)
Enigma Matteo: perché i cattolici lo hanno votato?

Una cosa è certa, secondo gli studiosi di flussi elettorali: in occasione delle elezioni Europee Matteo Renzi, e con lui il Pd, ha sfondato tra l’elettorato cattolico. Eppure, pur essendo un praticante, il presidente del Consiglio parla poco della sua fede e il suo approccio sembra essere ben poco ideologico. E su alcuni temi non secondari (come le unioni civili) il suo pensiero diverge dalle indicazioni del magistero. Quali allora le ragioni del successo di Renzi? L’abbiamo chiesto a padre Francesco Occhetta, gesuita, redattore della Civiltà Cattolica, rivista che sta riflettendo con grande attenzione su questa novità della politica italiana.
Perché Renzi ha avuto così tanto successo tra gli elettori cattolici in occasione delle elezioni Europee?
Il Pd è stato in queste elezioni lo schieramento più votato dal mondo cattolico (lo ha scelto il 43% dei cattolici rispetto al 24% delle politiche del 2013), seguito da Fi (22%), M5s (14%) Ncd (7%) e Lega Nord (5%). Si tratta però di un voto anomalo. Paragonare poi il Pd di Renzi alla nuova Dc ci sembra un’analisi più giornalistica che culturale. Una buona percentuale lo ha votato per la promessa delle sue politiche sociali, altri invece perché era il male minore rispetto al M5s che con Grillo ha presentato uno scenario di paure senza nessuna vera idea di Europa.
Il successo dipende anche dal fatto che Renzi è cattolico praticante e da giovane ha fatto parte del Ppi e della Margherita?
No, in pochi se lo ricordano. In questo momento di crisi drammatica la fiducia è stata riposta un’altra volta - come la storia di questo Paese lo dimostra - sulle spalle di una persona che fa politica da credente, ha una famiglia e dei giovani figli da crescere e che, senza mai imporre o strumentalizzare la sua vita di fede, nutre il suo agire a partire dall’eredità del pensiero cristiano che ha ereditato da Giorgio la Pira, uno dei suoi maestri di vita e suo predecessore a Palazzo Vecchio di Firenze.
In che cosa l’approccio di Renzi alla questione cattolica si differenzia rispetto agli altri politici cattolici di centrosinistra che magari più di Renzi venivano da un percorso più strutturato dentro il mondo cattolico?
La risposta va oltre Renzi. Il mondo cattolico deve convincersi che trasformarsi in una minoranza feconda porta – come altre esperienze di democrazie insegnano – i cattolici che si interessano di politica a difendere il lato umano delle scelte politiche e l’ideazione di un futuro per le giovani generazioni, senza più occuparsi degli esperimenti politici di molti gruppi di ispirazione cattolica danno vita a partiti nazionali e locali che nascono e muoiono in base ai sondaggi e alle elezioni. Attraverso questo nuovo atteggiamento spirituale e interiore, i politici che vivono la politica da cattolici non si devono porre il problema del dove stare - il voto del mondo cattolico è ripartito ormai fra tutte le forze politiche -, ma su come formarsi; parrocchie, diocesi, movimenti, hanno delegato ad altri la formazione politica del credente impegnato a gestire il settore pubblico.
Molti fanno notare l’irrilevanza dei cattolici in politica...
L’irrilevanza politico-partitica non sarebbe tanto grave quanto un’irrilevanza prima di tutto d’opinione e di idee. E’ vero: il bipolarismo politico di questi ultimi venti anni ha prodotto un bipolarismo ecclesiale, che ha creato in molte comunità ecclesiali una barriera verso l’impegno nel mondo. Scommettere su una formazione di medio periodo è però possibile. Renzi, se non si perde, rappresenta un’alternativa possibile all’interno di questa tradizione.
Non vede dei rischi in questo atto di fiducia quasi “incondizionato”? In fin dei conti cosa ha fatto Renzi per meritarsi il voto dei cattolici?
L’«eccesso di vittoria» ha caricato Renzi di ulteriori responsabilità, ma questo consenso è custodito in un vaso di creta; la sua credibilità in Europa dipenderà sia dalle riforme interne - anche se il tempo sta inesorabilmente passando sulla tempistica promessa - sia dalla nuova identità del Pd. Diventerà forza politica riformatrice in Europa con politiche sociali disposte ad accogliere l’elettorato moderato o resterà il partito del «one-man-show»? Il mondo cattolico, che io definirei meglio come l’area moderata del Paese lo sta osservando e aspetta che mantenga le sue promesse.
Come mettere insieme questo consenso con alcune prese di posizione di Renzi (pensiamo ad esempio al tema delle unioni civili)?
La difficile arte della mediazione porta in politica a fare scelte che non si vorrebbero per un cattolico. Ma la contingenza storica e i compromessi con altre tradizioni culturali e filosofiche porta i cattolici in politica a dover accettare dei compromessi in tutti gli schieramenti in cui si trovino. Come cattolici più che imporre dobbiamo proporre un nostro modello antropologico di persone e di società, altrimenti le singole battaglie le perdiamo tutte. E poi essere coerenti dandone testimonianza.

Media

Enigma Matteo: perché i cattolici lo hanno votato?
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento