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Esame di maturità: la novità è l'elaborato

Franco De Vincenzis, dirigente scolastico del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, spiega come si svolgerà la prova

Esame di maturità: la novità è l'elaborato

Rispetto allo scorso anno è cambiato poco, spiega il preside del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, Franco De Vincenzis. Dirige una scuola con 1040  studenti con diversi indirizzi liceali tra cui il Musicale. “Anche quest’anno sono state eliminate le prove scritte per la pandemia e l’esame si baserà su un orale di circa un’ora. L’unica novità è costituita dall’elaborato, da cui inizia il colloquio d’esame. L’argomento è stato assegnato a ogni studente il 30 aprile sulla base delle materie caratterizzanti il corso di studi, in pratica le materie della seconda prova scritta nella formula pre-Covid”.

Come lo studente presenterà questo elaborato?

Nella prima parte del colloquio, partendo dalle materie caratterizzanti, via via estendendosi in maniera pluridisciplinare. Coinvolgendo, se possibile, anche la propria esperienza di alternanza scuola lavoro, che oggi si chiama “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” (Pcto), e l’educazione civica che quest’anno è stata svolta come materia vera e propria.

Si potrà essere ammessi anche con una insufficienza e senza aver svolto il Pcto oppure i test Invalsi?

Sì. La commissione, in caso di ammissione con insufficienza, ne terrà conto. Altra cosa che dovrà considerare e che costituisce un’ulteriore novità è il curriculum dello studente. Il modello è stato predisposto dal ministero dell’Istruzione ed è diviso in tre parti. Gli studenti lo hanno potuto compilare online su un’apposita piattaforma messa a disposizione dal Ministero. La prima parte contiene tutte le informazioni relative al percorso di studi, ai titoli di studi già conseguiti. La seconda parte è dedicata alle certificazioni di tipo linguistico, informatico o di altro genere, ottenute nel corso degli anni scolastici. La terza parte, l’unica a cura esclusiva dello studente, riguarda quelle attività svolte al di fuori dell’ambito scolastico, come lo sport a livello professionistico, lo studio di uno strumento musicale, senza dimenticare le attività di cittadinanza attiva, culturali o di volontariato. Il curriculum dovrà aiutare a inquadrare meglio lo studente e a sviluppare il colloquio.

Dopo la presentazione dell’elaborato come prosegue il colloquio?

Teniamo conto che non sono fasi rigide, tutto dovrà svolgersi in maniera fluida senza che diventi mai un’interrogazione tradizionale. Il secondo passaggio è costituito da un testo di italiano tra quelli studiati durante l’anno e presenti nel rapporto che riassume tutta l’attività svolta a scuola, il “documento del 15 maggio”. Non necessariamente un testo poetico, può anche essere un saggio o altro, purché sviluppato durante l’anno. Poi, lo studente passerà all’analisi del materiale proposto dalla commissione, un materiale predisposto la mattina stessa dai docenti e in grado di attraversare i nodi concettuali delle diverse discipline. L’ultima parte, nel caso lo studente non lo abbia fatto prima, è dedicata all’esperienza di Pcto.

Anche quest’anno grande attenzione ai protocolli di sicurezza?

Confermo. Lo scorso anno misuravamo anche la febbre per ulteriore scrupolo, ma quest’anno ci limitiamo all’autodichiarazione. Gli studenti, in gran parte hanno fatto richiesta di vaccinazione nei giorni scorsi, so che già molti hanno eseguito la prima dose. I docenti, benché io non sappia esattamente chi e quando, per ragioni di privacy, hanno nella stragrande maggioranza la vaccinazione. Siamo un po’ sollevati, ma sempre attenti.

E’ stato un altro anno faticoso questo che si chiude?

Gli studenti hanno avvertito il peso e il disagio per la mancanza dell’attività in presenza. Noi, grazie ai docenti e al personale, non li abbiamo mai abbandonati, anche nella fase più critica del confinamento. Il mio liceo non è mai stato in presenza al 100 per cento, abbiamo aule piuttosto ristrette e così fin da settembre avevamo solo la metà degli studenti in classe. Per avviare almeno le prime in presenza le abbiamo distribuite su due aule e collegate via web. Paradossalmente, questa nostra difficoltà si è trasformata in una risorsa quando è scattato il nuovo lockdown, perché avevamo già telecamere e microfoni di qualità installati in tutte le classi per la metà degli studenti che seguivano da casa e così abbiamo cominciato subito a trasmettere le lezioni.

Come giudica i risultati di quest’anno?

Gli studenti ce l’hanno messa tutta. I risultati sono buoni e le valutazioni positive e meritate. Per me è stato toccante assistere al concerto di fine anno del nostro Liceo musicale. Finalmente ho visto i miei studenti tutti assieme, distribuiti nel prato della Scuola primaria Colombo che ci ospitava, illuminati da un bel sole, tutti perfetti pur avendo potuto fare poche prove assieme.  Consideri che le lezioni di strumento si potevano svolgere in presenza, perché erano laboratori, tuttavia i fiati e le lezioni di canto, per ovvie ragioni, non si sono mai potute tenere in presenza. Mi ha colpito anche il risultato, nonostante tutte le limitazioni, dei ragazzi diversamente abili, i percorsi di inclusione sono stati efficaci, anche su questo siamo riusciti a battere il Covid.

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