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Eterologa, rischiosa fuga in avanti delle Regioni

Anticipato il Parlamento e adottate le linee guida. Uno strappo che trova anche l'appoggio del presidente del Veneto Luca Zaia che parla di "intervento di civiltà". Lo sconcerto di "Scienza&Vita".

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Eterologa, rischiosa fuga in avanti delle Regioni

E' stato licenziato ieri, 3 settembre, il documento tecnico per l'introduzione della fecondazione eterologa dai tecnici del settore e funzionari regionali, con l'accordo preliminare di tutte le Regioni. Una scelta presa nonostante non sia ancora stata approvata dal Parlamento una legge in materia. Insomma uno strappo, una fuga in avanti non priva di rischi, su una materia così complessa, come fa notare il quotidiano “Avvenire”.

La commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha poi confermato l'intesa sulle linee guida per disciplinare questo tipo di intervento. Il documento verrà portato oggi all'attenzione dei presidenti delle Regioni, che in gran parte hanno già dichiarato il loro appoggio al documento.

 

Zaia: scelta di civiltà

In particolare il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha spinto perché dalle Regioni venisse un’iniziativa in questo senso: “Si va a colmare un vuoto legislativo, è un intervento di civiltà dare alle coppie che non riescono ad avere figli in maniera codificata, normata e seria. Spero che cessino anche questi viaggi della speranza all’estero”.

 

Cosa prevedono le linee guida

Secondo il documento fecondazione eterologa sarà gratuita o con ticket, prevista cioè nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma con dei paletti rispetto all'età delle donne riceventi, che devono essere in età potenzialmente fertile. Su questo punto, tecnici e funzionari regionali hanno trovato l'accordo nel documento tecnico varato oggi. Il nato da fecondazione eterologa avrà lo stesso colore di pelle della coppia ricevente. Per quanto possibile si manterrà, cioè, lo stesso fenotipo della coppia ricevente in relazione al colore della pelle, dei capelli e anche rispetto al gruppo sanguigno. Il nato da eterologa avrà la possibilità di chiedere di conoscere l'identità del padre o madre biologici una volta compiuti i 25 anni di età: a questo punto il donatore viene ricontattato e, se lo decide, potrà rivelare la propria identità.  

Con l'eccezione di tale caso, il documento prevede l'anonimato del donatore: si potrà risalire a notizie relativi ad aspetti genetici del donatore solo per esigenze mediche del nato. 

 

Lorenzin: “Una legge è necessaria”

"Le Regioni fanno bene a lavorare insieme per trovare una linea comune ma una legge è necessaria" ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin al canale televisivo Tgcom in riferimento all'incontro di domani delle Regioni. "Si vedranno e incontrerò il presidente Chiamparino" ha precisato Lorenzin che ha però ribadito come il "tema va sanato". Per il ministro occorrono alcune garanzie come la certezza dei donatori e la sicurezza degli stessi, la fissazione di un numero massimo di donazioni e un registro nazionale anonimo. Ma, a prescindere da ciò, una legge per il titolare della Salute è "necessaria anche per l'inserimento dell'eterologa nei Lea e in materia di ticket. Ho inviato la bozza di decreto a Camera e Senato e auspico che il lavoro parlamentare sia veloce". Lorenzin ha precisato poi che allo stato attuale "non c'è nessun centro autorizzato" per l'eterologa. Infine, il Ministro ha anche annunciato il lancio di un vero e proprio Piano sulla fertilità: "Ho avviato un gruppo di lavoro per un Piano nazionale sulla fertilità. In Italia non nascono più bambini da anni. E se continua così nel nostro futuro sarà a rischio anche la nostra economia. Ci sono tanti motivi per cui non nascono i bambini ma credo sia opportuno partire dagli aspetti sanitari. Dobbiamo iniziare ad informare i giovani".

 

Avvenire: grancassa illusoria e menzognera

Questa la riflessione pubblicata dal quotidiano cattolico “Avvenire”: “Dunque l’illusione continua. Perché di illusione bisogna parlare di fronte alle attese di quelle coppie – molte meno di quanto si vorrebbe far credere – cui ancora oggi verrà detto che le strutture pubbliche sono «pronte» a partire con le pratiche di fecondazione eterologa. La grancassa mediatica, ancora una volta sollecitata da chi ha evidentemente interesse a suonare sempre lo stesso stonato e fuorviante spartito, anche oggi tenterà di far passare l’idea che tutto, o quasi, sta per essere normato al meglio, che la politica è sul punto di trovare un accordo saggio ed equilibrato. Un’altra menzogna. Non solo perché si dichiara urgentissima e di vasto interesse una pratica comunque eticamente inaccettabile, ma anche perché si lascia intendere che il Parlamento – grazie all’attivismo delle Regioni – possa evitare di legiferare su temi delicatissimi come quelli che riguardano l’inizio della vita. E invece sull’eterologa serve una legge dello Stato, unico strumento normativo in grado di tutelare, per quanto possibile, le coppie e i soprattutto figli che verranno. Il resto è solo propaganda politica”.

 

Scienza & Vita: sconcerto ed amarezza

“Il sentire comune della gente e i gravi problemi che agitano oggi il Paese non avevano proprio bisogno di questo passaggio. Ancora una volta prevale la legge del più forte”. Paola Ricci Sindoni, presidente dell’associazione “Scienza & vita”, commenta il documento tecnico per l’introduzione della fecondazione eterologa varato ieri, 3 settembre, dal tavolo di tecnici del settore e funzionari regionali, con l’accordo preliminare di tutte le Regioni. La commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha già trovato un’intesa sulle linee guida dando un primo via libera, prima che - oggi - il documento venga portato all’attenzione dei presidenti. Ricci Sindoni esprime “sconcerto e amarezza, per il fatto in sé” e per “la decisione di porre la fecondazione eterologa a carico del Servizio sanitario nazionale”, ma al tempo stesso parla di “tensione ad un rinnovato impegno educativo per formare nuove coscienze e aiutare le giovani generazioni a contrastare questo modello culturale distorto sempre più amplificato, questo mito dell’autoreferenzialità secondo il quale è lecito tutto ciò che è tecnicamente fattibile”.

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