Società e Politica
stampa

Fairtrade: le banane "etiche"

Il "marchio" del commercio equo. Ci spiega come funziona Thomas Zulian, direttore commerciale di Fairtrade Italia

Parole chiave: banane (1), commercio equo (12), fairtrade (1), thomas zulian (1)
Fairtrade: le banane "etiche"

Coltivare frutta e verdura può contribuire a migliorare la qualità della vita degli agricoltori familiari e delle loro comunità: genera reddito, crea mezzi di sussistenza, migliora l’alimentazione e la sicurezza alimentare, rafforza la resilienza tramite risorse locali gestite in modo sostenibile e una maggiore agrobiodiversità.
Per approfondire nel dettaglio le possibilità che abbiamo come consumatori di sostenere le catene di valore, sostenibili e inclusive, che contribuiscono ad aumentare la produzione, a migliorare la disponibilità, la sostenibilità economica, sociale e ambientale dei produttori, abbiamo posto alcune domande a Thomas Zulian, Direttore commerciale di Fairtrade Italia, marchio internazionale di certificazione del commercio equo e solidale.

Avete pubblicato nei giorni scorsi il vostro ultimo rapporto annuale. Qual è il prodotto “fresco”, a marchio Fairtrade, più venduto in Italia?
Il rapporto è la fotografia sull’andamento del Fairtrade nel nostro Paese nell’anno della pandemia. Per volumi venduti, il primo prodotto sono le banane. Dopo una crescita sempre costante negli ultimi 15 anni, per la prima volta il 2020 ha registrato un meno 15 per cento pari a 13.500 tonnellate.

Le prime proiezioni sul 2021 fanno comunque già sperare per l’anno in corso a un ritorno ai valori pre-crisi.
Le banane sono uno dei frutti più popolari al mondo e molte persone non possono immaginare di farne a meno, come merenda o dopo aver fatto attività fisica.

Qual è il vantaggio per i consumatori di acquistare un prodotto certificato Fairtrade?
L’idea alla base del movimento Fairtrade è che ognuno di noi, attraverso le scelte quotidiane, può premiare circuiti economici virtuosi, che rispettano i diritti delle persone. Il classico esempio è fare attenzione ai prodotti che si comprano quando si fa la spesa. Acquistare banane certificate significa sostenere un sistema che a livello globale tutela le esigenze dei lavoratori più marginalizzati del pianeta, come quelli delle filiere agricole. Ma la certificazione prevede anche dei requisiti di sostenibilità molto stringenti per ciò che riguarda la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.

Le banane sono anche un alimento base per milioni di persone e un’importante entrata nella bilancia commerciale di molti Paesi. Crescono principalmente nelle regioni tropicali e la produzione di banane dolci nel mondo ha seguito un trend crescente negli ultimi quarant’anni. Quali opportunità garantisce la filiera per i produttori di banane a marchio Fairtrade?
A livello globale le banane Fairtrade arrivano da 198 organizzazioni, che coinvolgono 28.000 persone all’incirca nella produzione. I principali Paesi di origine sono Repubblica Dominicana, Colombia, Ecuador e Perù. Grazie alle vendite attraverso il nostro circuito, i coltivatori di banane e i dipendenti delle piantagioni ricevono una somma di denaro extra per il proprio lavoro, che deve rispondere a esigenze di sviluppo delle comunità locali: dall’acquisto di strumenti per il miglioramento tecnico e produttivo, alla realizzazione di infrastrutture, alla formazione, alla realizzazione di ambulatori medici e aule scolastiche. E’ il cosiddetto “premio Fairtrade”. I produttori agricoli godono inoltre di un prezzo calcolato per coprire i costi medi di una produzione sostenibile e che funge da rete di sicurezza in caso di calo dei prezzi sul mercato. Nelle piantagioni certificate, da dove arrivano i maggiori quantitativi di banane, da luglio verrà imposto un salario dignitoso per tutti i dipendenti. Un passo in avanti significativo per un modello di sviluppo più equo. Il nuovo salario garantirà ai lavoratori abbastanza per il cibo, le spese sanitarie, le spese per l’istruzione e altre uscite essenziali per i lavoratori e le loro famiglie, più un extra da mettere da parte per le emergenze.

E’ pensabile di certificare a marchio Fairtrade anche frutta e verdura prodotte da aziende agricole o cooperative sociali del nostro Paese?
Il marchio Fairtrade nasce per promuovere la sostenibilità delle filiere di Asia, Africa e Latino-America per prodotti caratterizzati storicamente da storie di sfruttamento come banane, cacao e caffè. Tuttavia, negli ultimi anni le cronache del nostro Paese ci raccontano quasi quotidianamente situazioni limite legate alla manodopera dei braccianti nei campi, ad esempio. Per cercare di dare una risposta a questo stiamo lavorando a un progetto pilota con l’obiettivo di applicare gli standard Fairtrade alla produzione di pomodoro italiano. L’iniziativa, però, è ancora agli inizi.

Tutti i diritti riservati
Fairtrade: le banane "etiche"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento